ALFA 2 GLOBULINE ALTE : cause e significato

Le alfa 2 globuline sono proteine plasmatiche i cui valori devono essere tenuti sotto controllo attraverso degli esami del sangue ad hoc, dal momento che una loro alterazione può essere indice di una patologia. Nel corso degli esami, tali proteine vengono separate dalle altre presenti nel sangue attraverso una tecnica biochimica speciale che prende il nome di elettroforesi.

Valori di riferimento 7 – 10% oppure 0.4 – 0.8 g/100 ml.

Le alfa 2 globuline, in particolare, aumentano nel caso in cui si abbia a che fare con un’infezione cronica, in seguito a un infarto, in presenza di un tumore, se si soffre di o anche per ustioni, traumi o malattie diffuse del collagene.

Come si può intuire, l’incremento dei valori di queste proteine ha un significato clinico molto importante, anche se deve essere valutato come un indice aspecifico di malattia, nel senso che per una diagnosi oggettiva e corretta c’è bisogno di indagini più dettagliate e specifiche un po’ come avviene per la VES. Non ha importanza diagnostica, invece, una loro diminuzione isolata.

ALFA 2 GLOBULINE : quali sono 

Le alfa 2 globuline comprendono :

  • l’aptoglobina,
  • la ceruloplasmina,
  • l’alfa 2 lipoproteina,
  • l’alfa 2 macroglobulina,
  • l’alfa 2 antiplasmina,
  • l’angiotensinogeno,
  • la globulina legante
  • gli ormoni tiroidei,
  • la proteina C
  • le proteine urinarie maggiori
Alfa 2 Globuline
Le Alfa 2 Globuline sono da tenere sotto controllo

ALFA 2 GLOBULINE : aptoglobina

L’aptoglobina è un’alfa 2 globulina che ha il compito di legare l’emoglobina libera che si trova in circolo nel sangue per trasferirla fino al sistema reticolo endoteliale; i suoi valori possono aumentare in presenza di una sindrome nefrosica, di una neoplasia o di un processo infiammatorio, sia esso cronico o acuto, mentre diminuiscono quando si ha a che fare con delle protesi valvolari, con un’anemia emolitica o con un’epatopatia, oltre che per difetti genetici.

Alfa 2 globuline: angiotensinogeno

L’angiotensinogeno è una proteina che rientra nel sistema renina-angiotensina, un bersaglio farmacologico importante per i medicinali antipertensivi che vengono somministrati con lo scopo di far diminuire la pressione del sangue: si tratta, infatti, del precursore di un ormone peptidico, l’angiotensina, che determina la vasocostrizione e, quindi, induce un incremento della pressione del sangue.

La particolarità di questa alfa 2 globulina è che non ha alcuna funzione di per sé fino a quando non viene trasformata in angiotensina. L’angiotensina, in ogni caso, svolge dei compiti importanti, essendo un potente dispsogeno che favorisce l’introduzione di liquidi nel corpo perché induce la sensazione di sete agendo a livello cerebrale.

Non solo: l’angiotensina stimola anche il rilascio di un ormone, l’aldosterone, che viene prodotto dalla ghiandola surrenale e da cui dipendono l’escrezione di potassio e la ritenzione di sodio.

Alfa 2 globulina: alfa 2 antiplasmina

L’alfa 2 antiplasmina è inibitore della serin-proteasi da cui dipende l’attivazione della plasmina: quest’ultima è un enzima fondamentale in quanto prende parte al processo di degradazione di diverse proteine che sono coinvolte nella coagulazione del sangue.

Sono molto rari i casi in cui si può riscontrare una diminuzione dei valori dell’alfa 2 antiplasmina: nell’eventualità in cui ciò si verifichi, la conseguenza più immediata è rappresentata da un aumento della tendenza a sanguinare, proprio perché la plasmina viene inibita in misura inferiore rispetto alla norma. Un calo dei valori può essere correlato anche a una cirrosi epatica con aumento della fibrinolisi: in effetti le malattie epatiche spesso sono accompagnate da un aumento del rischio di sanguinamento.

Alfa 2 globulina: ceruloplasmina

La ceruloplasmina è un’alfa 2 globulina la cui funzione principale è quella di trasportare il rame nel flusso ematico: non a caso, si registra un aumento dei suoi valori se si è vittime di intossicazioni da rame, oltre che in situazioni meno preoccupanti (nel corso di una gravidanza o in occasione dell’assunzione di contraccettivi orali combinati – progesterone più estrogeni – o semplicemente di estrogeni).

Alla ceruloplasmina è legata la maggior parte del rame che circola nel flusso sanguigno umano: questa alfa 2 globulina viene sintetizzata in modo particolare dal fegato e oltre a occuparsi del trasporto del rame (il suo nome, infatti, deriva da “coeruleus”, vale a dire “blu”, poiché tale è il colore che il metallo le conferisce) distribuendolo ai tessuti gestisce anche diverse attività biologiche. Per esempio, ossida lo ione ferroso alla forma di ione ferrico, facendo sì che il ferro stesso possa legarsi alla transferrina e che possa essere trasferito dai tessuti di deposito ai tessuti di utilizzo; inoltre, tale azione permette di evitare che il ferro si depositi nel sistema nervoso centrale.

L’attività ossidasica su vari subastrati della ceruloplasmina si traduce in una importante azione antiossidante. Non solo: questa alfa 2 globulina agisce come proteina di fase acuta nel processo flogistico, il che vuol dire che in presenza di alcuni tipi di tumore, di un danno tissutale, di infezioni severe o di processi infiammatori aumenta i propri livelli nel siero.

Alfa 2 globulina: ceruloplasmina bassa

Una sua eventuale diminuzione, può dipendere da malattie genetiche ereditarie, tra cui la malattia di Menke o la malattia di Wilson; inoltre i valori di ceruloplasmina sono bassi nelle persone che soffrono di ceruloplasminemia, nei soggetti malnutriti e negli individui che hanno patologie per cui le proteine vengono sintetizzate in misura inferiore alla norma o vengono disperse in misura superiore alla norma (per esempio, malattie renali come la sindrome nefrosica, la sindrome da malassorbimento o malattie epatiche in uno stato avanzato).

Nel caso in cui si abbiano dei livelli di ceruloplasmina bassi, si rischia un’intossicazione da rame, un minerale che in tracce è fondamentale per la vita ma che diventa molto tossico se presente in quantità eccessive: basti pensare alla malattia di Wilson, che fa sì che il rame si depositi nella cornea, nel rene, nel fegato e nel cervello proprio a causa della mancanza della proteina. Si tratta di una patologia ereditaria che può essere diagnosticata in funzione di vari riscontri di laboratorio che includono, oltre alla ceruloplasmina bassa, anche un aumento della concentrazione del rame nelle urine, una diminuzione del rame nel siero e un’alterazione degli indici di funzionalità epatica.

L’impossibilità di incorporazione del rame marcato nella ceruloplasmina permette di arrivare alla diagnosi definitiva. I disturbi della personalità, la nausea, l’anemia, la difficoltà di camminare e i dolori addominali sono alcuni tra i sintomi della malattia di Wilson, che – comunque – non è la sola patologia correlata a bassi valori di ceruloplasmina. La stessa alterazione si può riscontrare, infatti, anche in una malattia molto rara come la sindrome di Menkes, oppure nel caso in cui si sia alle prese con una somministrazione eccessiva di zinco.

Alfa 2 globulina: ceruloplasmina alta

In alcuni casi, l’aumento della ceruloplasmina è correlato alla presenza di :

  • cirrosi biliare primitiva
  • leucemia
  • patologia neoplastica
  • linfoma di Hodgkin
  • stato infiammatorio (acuto o cronico)
  • lupus eritematoso sistemico
  • morbo di Alzheimer
  • colestasi
  • artrite reumatoide.

Un alto livello di ceruloplasmina nel siero è caratteristico dell’intossicazione da rame e in diversi stati infiammatori: ovviamente per accertare le proprie condizioni di salute non ci si può limitare a valutare questo parametro ma è bene considerare il quadro clinico complessivo.

L’alfa 2 lipoproteina

L’alfa 2 lipoproteina è, appunto, una lipoproteina, vale a dire un complesso biochimico formato da proteine e da lipidi che ha il compito di trasportare lipidi nel sangue, che è un mezzo acquoso. Proprio a questo serve la porzione proteica, che permette di emulsionare i lipidi: una caratteristica peculiare delle proteine strutturali, delle tossine, delle adesine, degli antigeni e degli enzimi.

L’alfa 2 macroglobulina

L’alfa 2 macroglobulina, che aumenta durante l’infanzia e nel periodo della terza età, è una proteina che trasporta ormoni come l’insulina e il GH ed è inibitrice aspecifica di proteasi plasmatiche. I suoi valori salgono nelle persone che soffrono di sindrome nefrosica, dal momento che si tratta di un elemento caratterizzato da un peso molecolare elevato che, di conseguenza, non può essere filtrato dal glomerulo; in ogni caso, eventuali sbalzi o alterazioni in linea di massima non hanno un significato diagnostico tale da dover preoccupare.

La globulina legante gli ormoni tiroidei

La globulina legante gli ormoni tiroidei, nota anche come TBG, insieme con la transtiretina e l’albumina serve a trasportare gli ormoni tiroidei. Si tratta di una proteina che viene sintetizzata a livello epatico, e infatti i suoi valori si abbassano in presenza di una malattia del fegato. La produzione di globulina legante gli ormoni tiroidei può essere influenzata da un’insufficienza epatica, da un aumento dei corticosteroidi o da un aumento degli estrogeni; in ogni caso a volte si ricorre al test della TBG, marcando l’ormone, per verificare una possibile riduzione degli ormoni tiroidei.

La proteina C

La proteina C è coinvolta nella cascata coagulativa, e per questo è conosciuta anche come fattore di coagulazione del sangue XIV; è un anticoagulante, e inoltre svolge un ruolo importante nella morte cellulare programmata. La proteina C nella sua forma zimogena è una glicoproteina vitamina K-dipendente che viene attivata nel momento in cui si lega a un’altra proteina che interviene nella coagulazione, la trombina.

Le proteine urinarie maggiori

Le proteine urinarie maggiori sono presenti in modo particolare nelle urine: a dir la verità si tratta di una sottofamiglia di proteine ancora piuttosto sconosciute, nel senso che non sono note le loro funzioni, anche se gli esperti sono portati a ritenere che esse possano essere coinvolte nella regolazione del dispendio energetico.

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