ALLUCE VALGO : sintomi cause cure e prevenzione

L’alluce valgo corrisponde a una deformità ossea che riguarda il primo dito del piede, il quale devia lateralmente in direzione delle altre dita. Tale deformazione comporta anche una sporgenza del primo osso del metatarso, che si accompagna a un’infiammazione, che può essere ripetuta nel tempo o costante, della cosiddetta borsa mucosa, situata alla base dell’impianto del dito.

L’alluce valgo è una condizione dolorosa, che produce un cambiamento del piede a livello anatomico: si viene a formare quella che viene definita cipolla, cioè una protuberanza a livello dell’attaccatura dell’alluce (o, per essere precisi, della prima testa metatarsale) che tende a peggiorare con il passare del tempo a causa del continuo sfregare dovuto al contatto con le scarpe, e che è il segnale di un’infiammazione decisamente dolorosa.

ALLUCE VALGO : le prime avvisaglie

L’alluce valgo è una condizione che non può essere sottovalutata, e che nel tempo tende a peggiorare in modo progressivo: è importante non trascurarlo. All’inizio il disturbo si manifesta semplicemente con una deviazione del primo dito del piede che si rivolge in direzione del secondo dito, ma con il passare dei mesi si possono notare dei cambiamenti evidenti dal punto di vista dell’allineamento delle ossa del piede.

Questa è la ragione per cui, nel caso ci si renda conto di avere a che fare con un problema del genere, è necessario consultare un medico, al fine di valutare le proprie condizioni e di sapere quali sono i trattamenti che devono essere messi in atto per una guarigione.

Alluce Valgo
Alluce Valgo – conoscere i sintomi

ALLUCE VALGO : le cause

Individuare le cause che portano alla comparsa dell’alluce valgo permette di intervenire sul disturbo in maniera più efficace. Vale la pena di mettere in evidenza, in primo luogo, che tale problema può riguardare chiunque, anche se sono le donne a soffrirne in misura più significativa, soprattutto in età matura.

Le cause dell’alluce valgo in molti casi sono congenite: ciò vuol dire che i soggetti che hanno i piedi piatti o comunque altri tipi di alterazioni del piede sin da quando sono bambini hanno una tendenza maggiore a sviluppare l’alluce valgo una volta diventati adulti o che hanno raggiunto l’età senile. Nei casi di alluce valgo giovanile, inoltre, esistono dei fattori predisponenti collegati all’ereditarietà.

Oltre alle cause congenite, inoltre, è bene prendere in considerazione le cause secondarie o acquisite: la responsabilità dell’alluce valgo, in molte circostanze, spetta all’abitudine a usare scarpe non adeguate, che non rispettano la fisiologia del piede. Ciò è vero a maggior ragione per le forme infiammatorie, per quelle traumatiche e per quelle rachitiche. Nel mirino finiscono, dunque, le calzature con il tacco alto, ma anche quelle troppo strette e quella con la punta che fa sovrapporre le dita dei piedi.

Tutti questi modelli fanno sì che l’alluce sia costretto a una posizione non naturale: la corretta pronazione del piede non viene assecondata, e il risultato può essere una condizione di dolore. Vi sono, poi, delle patologie specifiche, come la gotta e l’artrite reumatoide, che possono incidere sulla comparsa dell’alluce valgo.

Il basso tono muscolare, la sindrome di Marfan, alcune patologie neuromuscolari, l’ipermobilità dell’articolazione metatarsale, alcune malattie del tessuto connettivo e la lunghezza del primo metatarso sono altre condizioni che possono favorire una maggiore incidenza dell’alluce valgo.

ALLUCE VALGO : i sintomi principali

Imparare a riconoscere i sintomi dell’alluce valgo, pertanto, è il modo più semplice per essere certi di intervenire in tempo: le modifiche alla forma del piede sono associate a un dolore più o meno forte della zona interessata, a volte anche se non si sta camminando.

Il problema dell’alluce valgo è che in molti casi nelle fasi iniziali del disturbo non si avvertono sintomi: sintomi che diventano evidenti, però, con il passare del tempo, quando il problema è notevolmente peggiorato. Bisogna fare attenzione, in particolare, ad alcuni tipi di scarpe, come quelle con il tacco alto e quelle con la punta stretta, che non si adattano al piede in maniera adeguata.

L’alluce valgo, è la deformazione della prima articolazione metatarso-falangea la caratteristica più evidente del quadro clinico: questa deformazione è gonfia e provoca dolore, e non di rado può arrivare a mettere a repentaglio la dinamica del piede, se determina una limitazione funzionale.

La cute della zona interessata è contraddistinta da ipercheratosi: in altri termini, si può notare che lo strato epiteliale è più spesso della norma. L’arrossamento della protuberanza ossea che si nota sul bordo esterno del piede non di rado può coinvolgere anche le altre dita, in modo particolare nell’eventualità in cui l’alluce si sovrapponga effettivamente al secondo dito del piede.

Oltre alle difficoltà nella deambulazione, si riscontra un ispessimento della pelle, che si rivela callosa e dura, ma anche arrossata, gonfia e intorpidita.

Non è raro che l’infiammazione cronica e il dolore siano peggiorati da ulcerazioni e lesioni ossee che finiscono per rendere la condizione ancora più insopportabile. Insomma, se le callosità possono essere considerate solo come degli inconvenienti estetici, il quadro clinico cambia nel momento in cui la dinamica del piede subisce una vera e propria alterazione funzionale, con il rischio che il disturbo si trasformi in una sindrome posturale.

Non bisogna dimenticare, infatti, che l’alluce svolge un ruolo importante nell’atto del camminare: serve sia a bilanciare che a spingere in avanti. Le conseguenze locali dell’alluce valgo si possono sintetizzare in metatarsalgie, degenerazione articolare, deformità delle dita, borsite e lussazioni; le conseguenze posturali, invece, si estendono al resto del corpo, e si concretizzano in rigidità delle anche, tendenza al ginocchio valgo, accentuazione della curva lombare, dolore alla faccetta rotulea interna del ginocchio e lombalgia cronica.

Come si diagnostica l’alluce valgo

Riconoscere l’alluce valgo non è difficile, e per la diagnosi è sufficiente, nella maggior parte dei casi, l’osservazione, considerando l’evidenza della deformità in corrispondenza della base dell’alluce o sul lato del piede.

Nel caso in cui si debba procedere a una valutazione clinica si procede a un esame denominato baropodometrico, attraverso il quale si ha la possibilità di misurare la distribuzione dei carichi sul piede sia in posizione dinamica che in posizione statica; inoltre, questo strumento diagnostico consente di valutare il livello di compromissione dell’alluce.

Nel caso in cui ci si rivolga a uno specialista, non è da escludere una radiografia, da effettuare in posizione sotto carico, utile per accertare i cambiamenti che hanno riguardato il piede e per avere una globale indicazione relativa al grado di deformità. Non solo: un’indagine di questo tipo permette di stabilire l’angolo tra l’alluce e il piede, tenendo conto del fatto che si può parlare di alluce valgo nel momento in cui l’angolo tra il primo e il secondo osso del metatarso non è inferiore agli 8 gradi.

Dal momento che la condizione dell’alluce valgo non si stabilizza ma tende a peggiorare sempre di più con il passare del tempo, una volta effettuata la diagnosti il medico, avendo definito la portata del disturbo, può individuare il protocollo di trattamento che il paziente è tenuto a seguire.

ALLUCE VALGO : gli esercizi da eseguire 

Chi soffre di alluce valgo può mettere in pratica una serie di esercizi correttivi utili a contrastare l’evolversi del problema: si tratta di attività che non garantiscono una guarigione (per la quale è opportuno rivolgersi a un medico), ma che semplicemente rallentano l’avanzare della patologia.

Un esercizio prevede, per esempio, di mettersi seduti a terra con le gambe distese e di muovere dolcemente l’alluce con la mano, evitando di forzare il suo piegamento o di premerlo: è necessario sollevarlo e abbassarlo nel modo più delicato possibile, provando a mantenerne l’asse.

Un altro esercizio, invece consiste nel camminare a piedi nudi su una superficie sabbiosa o, se non se ne ha la possibilità, sul pavimento di casa: dopo aver compiuto dieci passi eseguiti con il piede dritto e facendo attenzione a non farlo sporgere verso l’esterno, ci si arresta e si piega una gamba, facendo in modo che solo le dita del piede restino a contatto con il terreno. Così, si mantiene la posizione, rimanendo sospesi su questo punto di appoggio, per cinque secondi, prima di ricominciare a camminare.

I trattamenti per l’alluce valgo

Nel caso in cui la deviazione dovuta all’alluce valgo sia ancora modesta e non dolorosa, si procede a un trattamento conservativo, che consente di migliorare la qualità della vita della persona rallentando lo svilupparsi delle deformazioni. Si ricorre, dunque, a cappucci in silicone che servono a tenere le dita del piede separate tra loro, evitando che l’alluce vada a sovrapporsi alle altre, e ad ammortizzare il più possibile il contatto tra l’alluce stesso e la scarpa.

Anche i plantari correttivi possono tornare utili da questo punto di vista, dal momento che mettono la testa metatarsale che provoca dolore in scarico, ferma restando l’esigenza di usare delle calzature idonee.

Nei casi più gravi, però, la risoluzione del problema prevede un intervento chirurgico, attraverso la cosiddetta tecnica percutanea mininvasiva, in funzione della quale l’articolazione metatarso – falangea deviata viene rimessa in asse.

Con tale tecnica non c’è bisogno di sottoporsi a un’anestesia totale ma è sufficiente un’anestesia locale, in quanto si procede a un blocco loco – regionale della caviglia senza che si utilizzi l’uso del laccio ischemico.

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