AMILASI alta, totale e pancreatica

AMILASI alta, totale e pancreatica

La misurazione dell' amilasi è molto utile per diagnosticare la corretta funzionalità del pancreas. Per questa diagnosi è necessario però dosare bene la parte di amilasi prodotta dal pancreas e separala dal resto della produzione da parte di ghiandole e tube. Inoltre, dato che l' amilasi viene liberato velocemente dal nostro organismo, è necessario controllare la sua presenza nel sangue e nelle urine.

AMILASI, i valori di riferimento

I valori dell’amilasi si misurano in unità per litro e sono considerati normali quando rientrano fra questi estremi:

Amilasi totale: 1-225 U.I./l
Amilasi pancreatica: 17-115 U.I./l
Amilasi salivare: 17-135 U.I./l
Amilasi nelle urine: 25-1.500 U.I./24ore
Elastasi fecale: 200-500 U.I.

Va sempre ricordato che i valori dipendono dalla metodologia usata per la misurazione, quindi a seconda del laboratorio che esegue il test i parametri normali possono differire. Se si ripetono gli esami a distanza di tempo è consigliabile ripeterli sempre nello stesso laboratorio.

AMILASI pancreatica: che cosa è e cosa misura

L’amilasi pancreatica è la parte delle amilasi che viene prodotta dal pancreas, che normalmente produce circa il 40% dell’amilasi totale. Il suo valore misura il livello dell’enzima di origine pancreatica nel sangue e serve per valutare la corretta funzionalità del pancreas.

AMILASI totale: che cosa è cosa misura

L’amilasi totale è la somma dell’amilasi prodotta dal pancreas (circa il 40% in condizioni normali) e dalle ghiandole salivari (il restante 60%, in condizioni normali): misura l’enzima amilasi totale presente nel sangue ed è un primo campanello d’allarme per andare ad indagare più a fondo sulla salute del pancreas.

AMILASI nelle urine o amilasuria

L’ amilasi si trova nelle urine come prodotto di scarto dei reni: il suo livello va confrontato con quello dell’ amilasi nel sangue per riuscire a capire se e quali organi sono affetti da una qualche disfunzione.

AMILASI: quando viene richiesto l’esame

L’esame dell’amilasi viene prescritta principalmente quando si sospetta una malattia a pancreas. Non si tratta di esami di routine, infatti il medico li richiede solo in caso si presentino i seguenti sintomi:

  • dimagrimento
  • cattiva digestione
  • dolore addominale molto forte
  • meteorismo

senza che tali sintomi possano essere collegati a cause già note.

AMILASI in generale

L’amilasi è un enzima prodotto principalmente dal pancreas che favorisce la digestione. Oltre che dal pancreas, l’amilasi è prodotta anche dalle ghiandole salivari e, nelle donne, dalla tube di Falloppio.

La misurazione dell’ amilasi è molto utile per diagnosticare la corretta funzionalità del pancreas. Per questa diagnosi è necessario però dosare bene la parte di amilasi prodotta dal pancreas e separala dal resto della produzione da parte di ghiandole e tube. Inoltre, dato che l’ amilasi viene liberato velocemente dal nostro organismo, è necessario controllare la sua presenza nel sangue e nelle urine.

Infine è utile ricordare che altri due enzimi si alterano in caso di cattivo funzionamento del pancreas: la lipasi e l’ elastasi. Riassumendo per verificare la corretta funzionalità del pancreas è necessario e consigliabile eseguire:

  1. l’analisi dell’amilasi totale nel sangue
  2. l’analisi dell’amilasi pancreatica nel sangue, cioè gli “isoenzimi pan­creatici”
  3. l’analisi dell’amilasi nelle urine chiamata “amilasuria”
  4. la lipasi
  5. l’elastasi fecale, il più recente tra gli esami di controllo del pancreas
Amilasi Alta
L’amilasi può essere misurata con un semplice prelievo del sangue

AMILASI: che cosa è, come agisce

L’ amilasi appartiene al gruppo degli enzimi digestivi e svolge la sua funzione andando a trasformare carboidrati complessi, come l’amido e il glicogeno, in prodotti più semplici, come il maltosio, il glucosio e le destrine, in modo da permetterne l’assorbimento da parte del nostro organismo.

L’ amilasi umana si divide in ptialina, o amilasi salivare, che viene prodotta nella bocca ed inizia la digestione dei carboidrati e del glicogeno già durante la masticazione, e in amolipsina, presente invece nel succo pancreatico.

L’ amilasi non è presente in forma attiva nello stomaco, dove infatti la digestione dell’amido si sospende, perché questo enzima riesce a lavorare solo in un ambiente basico, col ph compreso fra 6,7 e 7, mentre lo stomaco è un ambiente molto acido, con ph inferiore a 3.

L’ amilasi riprende a lavorare dopo il duodeno, nel primo tratto dell’intestino tenue, con il riversamento del succo pancreatico nel tubo digerente. Come dicevamo sopra, vi sono diversi organi che concorrono a produrre le amilasi:

  • ghiandole salivari
  • mucosa dell’intestino tenue
  • placenta, ovaie e tube
  • fegato

AMILASI come si misura

L’ amilasi si misura attraverso un esame del sangue e delle urine. Per un corretto svolgimento dell’esame del sangue è necessario presentarsi a digiuno da almeno 8 ore, durante le quali è necessario non bere alcol non falsare il test. Se non si è a digiuno bisogna avvertire preventivamente il laboratorio. Più precisamente:

  1. Le analisi dell’amilasi totale, dell’amilasi pancreatica e della lipasi sono normali prelievi di sangue.
  2. L’analisi dell’amilasi nelle urine, l'”amilasuria”, consiste in un campio­ne di urine che può essere prelevato in qualsiasi ora della giornata.

Come dicevamo sopra, la funzionalità del pancreas può essere verificata anche attraverso la misurazione dell’elastasi; questa avviene con un esame specifico chiamato elastasi fecale

L’elastasi fecale consiste nella raccolta di un campione di feci, della grandezza di una nocciola, in un contenitore sterile con l’aiuto di una spatola o di una paletta.

I farmaci non influiscono sul risultato delle analisi, ma anche in questo caso è consigliabile avvisare il medico. Le feci e le urine devono essere raccolte in un contenitore sterile e monouso che può essere acquistato in farmacia.

amilasi pancreas
Il valore dell’amilasi nel sangue indica lo stato di salute del pancreas

AMILASI alta: possibili cause

Quando si parla del livello delle amilasi bisogna sempre distinguere fra amilasi totale (che include sia la frazione legata alle ghiandole salivari sia a quella legata alla produzione da parte del pancreas) e amilasi pancreatica. Va inoltre tenuto conto del tipo di esame per la ricerca delle amilasi: analisi del sangue o analisi delle urine.

Quando il medico richiede il tipo di controllo a cui sottoporci, considerando questi fattori valuta se siamo o no in presenza di un innalzamento patologico del livello delle amilasi.

I tre livelli di amilasi e i loro significati sono questi:

  • amilasi totale nel sangue: se i livello è più alto rispetto ai valori di riferimento, siamo in presenza di un possibile malessere che colpisce il pancreas e dunque la situazione richiede un approfondimento;  il livello alto di amiliasi totale  potrebbe comunque dipendere dalla frazione dovuta dalla produzione delle ghiandole salivari e in questo caso nessun problema. Un basso livello di amilasi totale non ha invece alcun significato clinico;
  • amilasi pancreatica nel sangue: in caso di amilasi totali alte, è necessario controllare il livello delle amilasi pancreatiche: è questo il valore più importante che ci aiuta a capire lo stato di salute del Pancreas. Infatti:
  1. Se il livello delle amilasi panceratica è normale (anche all’interno di un totale alto) non c’è nulla di cui preoccuparsi, significa che il pancreas è comunque in buona salute (amilasi totali alte dovute alle ghiandole salivari).
  2. Se invece il valore delle amilasi pancreatica è alto, sopra i valori di riferimento, è il caso di eseguire ulteriori esami, poiché probabilmente c’è un problema al pancreas acuto o cronico.
  3. Se il valore delle amilasi pancreatica è basso il dato non è preoccupante, poiché il loro livello nel sangue è tipicamente molto basso.
  • Amilasi nelle urine, o amilasuria: se si trova un alto livello di amilasi nelle urine, questo è sempre sintomo di un problema al pancreas, anche se i valori del sangue sono a posto per quanto riguarda l’amilasi totale e pancreaticia. Il livello di amilasi si alza dopo alcune ore rispetto a quello del sangue, quindi può accadere che effettuando le analisi contemporaneamente, il livello nel sangue sia tornato normale mentre quello nelle urine riesca ancora a mostrare i sintomi di un’insufficienza pancreatica. Se invece il valore dell’amilasi nelle urine è basso, questo non è preoccupante.

Ora che abbiamo capito quali sono i livelli di amilasi che indicano una possibile patologia, andiamo a vedere di quali tipi di patologie si parla.

La principale patologia legata alle amilasi alta è un problema al pancreas, acuto o cronico. Vi è poi un’ulteriore condizione che fra i suoi effetti porta ad un innalzamento dell’ amilasi, ovvero l’insufficienza renale, ma in questo caso l’ amilasi alta appare in un quadro clinico che viene trattato separatamente e che non dipende da un problema nella produzione dell’ amilasi da parte dei nostri organi, ma da un difetto nel filtraggio ad opera dei reni. Ecco quindi le principali patologie su cui si concentra il medico se l’esame dell’ amilasi mostra valori sopra la norma:

  • insufficienza renale: in questo caso l’ amilasi può essere fino a 2-3 volte superiore al livello normale senza che questo abbia un significato clinico preoccupante;
  • problemi al pancreas: queste patologie comprendono le infezioni e infiammazioni al pancreas, il tumore del pancreas e le infiammazioni o ostruzioni dei dotti biliari o del dotto pancreatico, inclusi problemi acuti o cronici alla cistifellea (o colecisti);
  • ulcera gastrica perforata e ulcera duodenale perforata: quando l’ulcera riesce a forare lo stomaco o il duodeno, l’ amilasi ha un aumento nel sangue. Le ulcere sono ferite che si hanno lungo la parete interna, in questo caso di stomaco o duodeno, quando la mucosa che dovrebbe proteggere la superficie si assottiglia per qualche motivo: sono molto dolorose e richiedono un trattamento specifico;
  • peritonite: la peritonite è un’infiammazione del peritoneo, la membrana che si trova nell’addome e contiene tutte le viscere. La più nota causa di peritonite è dovuta all’appendicite acuta, ma vi sono altri fattori che possono portare alla stessa infiammazione;
  • infarto mesenterico o infarto intestinale: è una condizione molto dolorosa dovuto al mancato afflusso di sangue verso una zona nell’intestino, che inizia ad andare verso la necrosi. Può essere causata da trombi o emboli che ostruiscono le vene o le arterie che alimentano l’intestino, da shock o da gravi cali di pressione;
  • gravidanza extrauterina: in questo caso, che riguarda un percentuale compresa fra l’1 e il 2% dei concepimenti, per un qualche problema (ad esempio un’ostruzione delle tube) l’ovulo fecondato non arriva ad impiantarsi nell’utero, ma si insedia solitamente lungo una tuba. La tuba non è abbastanza elastica da accogliere la crescita del feto e ad un certo punto immancabilmente si lacera causando una forte emorragia interna;
  • occlusione intestinale: può essere acuta o cronica e può essere causata da molti fattori diversi. L’occlusione può essere dovuta da una mancanza di innervazione che porta ad un blocco della peristalsi in un punto dell’intestino, da ernie o aderenze o da tumori che crescendo occludono la cavità;
  • parotite (orecchioni): è una delle cosiddette malattie dell’infanzia ed è causata da un virus che attacca le parotidi, ovvero le ghiandole salivari poste nella zona tra l’orecchio e la mandibola, che diventano molto gonfie e doloranti. È disponibile il vaccino e l’immunità si acquisisce anche dopo aver contratto la malattia ed essere guariti. Nei maschi adulti o adolescenti può colpire anche i testicoli e in rari casi portare alla sterilità;
  • macroamilasemia (MA): è una condizione benigna che però può far apparire le amilasi alte, senza che per questo ci siano altri problemi di salute in corso.

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