Dolore al fianco sinistro: cause e rimedi

Quando avvertiamo un dolore al fianco sinistro, la prima domanda che ci poniamo è: cosa c’è all’interno del fianco sinistro e cosa può causare questo dolore?

Il corpo umano è principalmente simmetrico: la parte destra è costituita dagli stessi organi e tessuti della parte sinistra, salvo alcune eccezioni. Il cuore, ad esempio, non è in posizione centrale me è spostato leggermente a sinistra nella cassa toracica, e questo influenza anche la dimensione dei polmoni: il polmone destro è leggermente più grande, mentre il sinistro è di dimensioni inferiori, poiché cede un po’ di spazio al muscolo cardiaco.

Anche lo stomaco ha una curvatura asimmetrica, per non parlare della collocazione di alcuni organi, che sono nettamente posizionati a destra o a sinistra, come il fegato, il pancreas, la cistifellea o la milza.

Gli organi posizionati all’interno del fianco sinistro sono:

  • il lobo sinistro del fegato
  • lo stomaco
  • la milza
  • il pancreas
  • il colon discendente
  • il sigma
  • l’ovaia sinistra, nelle donne
  • il rene sinistro
  • la porzione sinistra dell’intestino tenue
  • le fasce muscolari.

Il dolore al fianco sinistro può quindi essere ricondotto a qualche problema legato ad un numero limitato di organi e patologie. Ecco quali sono le principali cause dei dolori al fianco sinistro, e i possibili rimedi per ciascun disturbo.

Dolori al fianco sinistro : parte alta del fianco

  • Fegato: il dolore al lobo sinistro

Il dolore al fegato è normalmente avvertito al fianco destro, ma può comparire anche sottoforma di dolore al fianco sinistro, poiché il piccolo lobo del fegato occupa la parte sinistra dell’addome, sotto al cuore

Le cause del dolore al fegato possono dipendere sia da una malattia propria del fegato, che va riconosciuta attraverso esami specifici, sia da malattie extra epatiche, come ad esempio disturbi al pancreas, allo stomaco e al duodeno, ma anche in caso di colon irritabile.

Data la varietà di dolori al fegato, bisogna indagare con precisione per identificarne l’origine, poi procedere con una terapia specifica. Essendo nella maggior parte patologie legate all’apparato digerente, spesso le terapie includono una dieta restrittiva, in modo da alleviare il carico di lavoro dei vari organi coinvolti nella digestione.

  • Ulcera allo stomaco

L’ulcera gastrica si riconosce perché il dolore allo stomaco compare dopo i pasti. È un dolore acuto e associato spesso ad acidità di stomaco, e viene aggravato dall’uso di aspirina o farmaci antinfiammatori che danneggiano la mucosa dello stomaco, nonché dal fumo.

Quando l’ulcera è abbastanza grave da sanguinare, si può andare incontro all’ anemia o arrivare alla perforazione dello stomaco. La terapia consiste nella dieta appropriata e nell’assunzione di farmaci protettivi della mucosa.

Per evitare le recidive bisogna debellare l’Helicobacter pylori con un mix di antibiotici e altri medicinali.

  • Ulcera al duodeno

Il duodeno è il primo tratto dell’intestino tenue, appena fuori dallo stomaco. L’ulcera duodenale è una ferita di gravità variabile che colpisce la mucosa del duodeno e causa dolori variabili che compaiono di solito a digiuno.

Può essere abbastanza grave da perforare il tubo digerente. Si cura con farmaci anti acido e con protettori della mucosa gastrica, ma se si presentano delle recidive si può pensare di risolvere il problema alla radice eliminando la presenza dell’Helicobacter Pylori, batterio che sta all’origine del disturbo.

  • Colica biliare

Si tratta di un dolore acuto alla cistifellea, che si può irradiare anche alla schiena, salendo fino alla scapola. Si verifica quando un calcolo ostruisce il dotto biliare e la cistifellea inizia a contrarsi per liberare il dotto.

Il dolore è acuto e intermittente ed è accompagnato spesso da nausea, vomito e diarrea, febbre e ittero. Per la cura delle coliche si somministrano antibiotici, se si accerta la presenza di batteri, e farmaci antidolorifici e antispastici per calmare il dolore. Segue una dieta leggera.

Poiché sciogliere i calcoli con l’uso dei farmaci è una terapia lunga e che non dà risultati pienamente soddisfacenti, spesso la cura definitiva è la rimozione chirurgica della cistifellea.

  • Pancreatite acuta

La pancreatite acuta è un’infiammazione del pancreas che si presenta con un improvviso e forte dolore alla parte alta dell’addome, dal lato sinistro. Può essere causata da calcoli biliari o altre malattie ostruttive, che impediscono agli enzimi del pancreas di fuoriuscire nel duodeno, causando così un’infiammazione che, se ripetuta varie volte, arriva a compromettere la funzionalità del pancreas e, nei casi più gravi, a distruggerlo.

Fra le altre cause ci sono anche l’alcolismo e i traumi addominali. Le cure per i casi più leggeri partono da una dieta defaticante per il pancreas, mentre casi più gravi richiedono la rimozione chirurgica della colecisti.

Dolori al fianco sinistro : parte centrale

  • Calcoli renali

I calcoli renali sono dei sassolini che si formano a partire dai sali minerali presenti nei reni. Possono diventare anche delle dimensioni di una palla da golf, ma generalmente hanno un diametro inferiore al mezzo centimetro e vengono espulsi attraverso gli ureteri fino alla vescica e poi escono con l’urina.

Chi soffre di calcoli renali particolarmente voluminosi sperimenterà un fortissimo dolore localizzato nella zona lombare, grosso modo all’altezza del rene interessato. Le cause dei calcoli vanno ricercate nell’alimentazione (ad esempio una dieta ricca di calcio e fosfati ne facilita la formazione) ma anche un periodo di disidratazione, una predisposizione genetica o una malattia della tiroide possono favorirne la comparsa.

Per curare i sintomi generalmente si somministrano farmaci antinfiammatori contro il dolore e antiemetici per placare la nausea legata al forte dolore viscerale. Si usa anche la terapia detta “colpo d’acqua” per facilitarne l’espulsione naturale. Se i calcoli non si riescono ad espellere spontaneamente vengono utilizzate tecniche con onde d’urto per sbriciolare letteralmente i calcoli o si ricorre (più raramente) alla chirurgia.

Dolore al fianco sinistro
Dolore al fianco sinistro
  • Malattia diverticolare del colon

I diverticoli sono delle tasche che tendono a formarsi nel colon, soprattutto nella zona sinistra e lungo il sigma. Le cause della diverticolite sembrano essere riconducibili ad una dieta povera di fibre e i sintomi sono fitte dolorose localizzate soprattutto nell’addome, a sinistra.

Spesso ci sono diarrea e forti coliche, e si può arrivare anche a notare sangue nelle feci o addirittura a perforazioni del colon, fistole e ascessi. La terapia si basa su dieta e antibiotici, e la maggior parte dei casi si risolve senza ricorrere alla chirurgia, ma data la gravità delle complicazioni è sempre necessario ricorrere ad uno specialista per valutare la gravità della malattia.

  • Costipazione

La costipazione, o stitichezza, è un disturbo molto comune che deriva principalmente da stress, vita sedentaria, condizioni ormonali e dieta sbagliata. Quando le feci stazionano nell’intestino, arrivando fino al retto, senza stimolare l’evacuazione, danno origine ad una serie di disturbi che possono causare dolore.

Rimanendo a lungo nell’intestino possono causare dolori, soprattutto nell’ultimo tratto, a causa della formazione di gas che si fa fatica ad espellere. In questo caso, chi soffre di stitichezza tende a massaggiare la pancia, ed è una manovra consigliata. L’addome va massaggiato in senso orario per assecondare i naturali movimenti della peristalsi.

A seconda di quali siano le cause scatenanti della stitichezza, si procederà con diversi tipi di rimedi. Generalmente la dieta ricca di fibre e una buona idratazione possono aiutare a curare e a prevenire la stitichezza, mentre per i casi più ostinati si ricorre ai farmaci lassativi.

  • Infiammazione intestinale
  • Dolore alla milza

In genere si manifesta durante uno sforzo fisico. Ad esempio, ci capita che durante una corsa iniziamo ad avvertire un dolore al fianco sinistro, che cessa poco dopo che ci siamo fermati. Come mai avvertiamo questo dolore?

Le cause non sono ancora chiare: potrebbe trattarsi di un dolore dovuto alla respirazione intensa e ai forti movimenti del diaframma in persone poco allenate. In questi casi, è sufficiente smettere di correre e camminare, ma noteremo anche che con l’allenamento il dolore tende a comparire sempre meno fino a non presentarsi più. In persona allenate, invece, il dolore alla milza durante la corsa è un sintomo sul quale indagare più seriamente.

DOLORI AL FIANCO SINISTRO : PARTE BASSA

  • Malattia diverticolare del colon (si veda la descrizione nel precedente gruppo di patologie);
  • Dolore pelvico di origine ginecologica: il dolore pelvico può essere ciclico o non ciclico. Se è ciclico e tende quindi a ripresentarsi durante le stesse fasi del ciclo, può dipendere da ovulazione dolorosa, mestruazioni dolorose o dalla sindrome premestruale. Se dipende dalle ovaie, spesso tende a presentarsi alternativamente al fianco sinistro a metà del ciclo e al fianco destro a metà del ciclo successivo. Se invece il dolore pelvico non è ciclico ma è costante o occasionale, può derivare da cisti ovariche, da una gravidanza extrauterina o dalla condizione, abbastanza frequente, dell’utero retroverso. Il dolore pelvico può anche risultare da aderenze, ovvero da cicatrici in cui diversi strati di tessuti si sono uniti durante la cicatrizzazione di una ferita, facendo perdere l’elasticità alla zona interessata. Poiché le cause del dolore pelvico sono molto eterogenee, i rimedi sono molto diversi fra loro: è necessario individuare con sicurezza l’origine del dolore per poter effettuare la terapia giusta.
  • Ernia inguinale: le ernie inguinali sono delle fuoriuscite delle viscere dalla loro cavità naturale. Le viscere si trovano a passare attraverso i fasci di muscoli non perfettamente uniti fra loro. In questo caso si nota sulla superficie dell’addome un piccolo gonfiore. L’ernia può essere indolore, specialmente se piccola, ma può anche portare a forti dolori e a conseguenze pericolose, come ostruzione dei vasi sanguigni, necrosi e peritonite. Se l’ernia non regredisce spontaneamente, si interviene chirurgicamente: si tratta di un intervento molto semplice ed eseguito frequentemente in tutto il mondo in anestesia locale, senza bisogno di ricovero. Dopo pochi giorni si possono tornare a svolgere le proprie attività abituali e in attesa dell’intervento solitamente si consiglia l’uso di una fascia contenitiva apposita.

Per approfondire:
www.my-personaltrainer.it/fegato/mal-di-fegato.html
www.ernia.net/ernia-inguinale/sintomi-ernia-inguinale
www.hsr.it/clinica/specialita-cliniche/gastroenterologia-ed-endoscopia-digestiva/ulcera-peptica-ulcera-gastricaulcera-duodenale
www.humanitas.it/malattie/colica-biliare
www.my-personaltrainer.it/salute/pancreatite.html#1
www.corriere.it/salute/12_ottobre_28/pancreatite-sintomi_242e1e26-1e99-11e2-83ec-606b68a0023b.shtml
www.calcolirenali.com
www.msd-italia.it/altre/manuale/sez18/2372084.html
www.albanesi.it/arearossa/articoli/143milza0pr.htm
www.dissenteria.com/costipazione/
www.siucp.org/patologie-colon-retto/Malattia-diverticolare-del-colon–31.aspx

Problemi con le analisi cliniche? Invia una domanda nel FORUM: è gratis
Risposta entro 24 ore