EOSINOFILI ALTI o BASSI: valori di riferimento

Per gli eosinofili, i valori normali variano da 0.04 a 0.4 miliardi di cellule per litro. Sono una popolazione poco numerosa e rappresentano circa il 2-4% del totale dei globuli bianchi.

Eosinofili : che cosa sono

Gli eosinofili sono un particolare tipo di globuli bianchi detti anche granulociti eosinofili.

All’interno degli eosinofili sono presenti strutture granulari composte da sostanze utili alla difesa dell’organismo dall’attacco di agenti patogeni e parassiti.

Gli eosinofili sono costituiti da un nucleo suddiviso in due lobi principali, legati da un filamento di una sostanza detta cromatina: una conformazione molto simile a una montatura di occhiali.

Gli eosinofili vengono prodotti dal midollo osseo insieme alle altre cellule ematiche, come globuli rossi, piastrine e gli altri globuli bianchi.

Gli eosinofili sono particolarmente concentrati sui tessuti esposti ad inquinamento e altri agenti ambientali, come ad esempio il rivestimento interno della mucosa dei polmoni (che è una delle più estese aree di contatto diretto con l’ambiente esterno), la pelle, l’intestino, lo stomaco e le mucose dell’apparato urinario e dei genitali, dove è più facile per loro intercettare i parassiti.

Eosinofili: le funzioni

Gli eosinofili sono parte del sistema immunitario e agiscono principalmente contro i parassiti. Quando gli eosinofili incontrano i parassiti, rilasciano sostanze tossiche in grado di ucciderli o almeno di danneggiarli. Ma gli eosinofili non fanno solo questo: un’altra funzione importante degli eosinofili è infatti contrastare le reazioni allergiche iniziate dai basofili, poiché riescono a degradare l’istamina.

Una volta prodotti dal midollo osseo, gli eosinofili maturano per una decina di giorni, poi entrano nel circolo del sangue e in 6-12 ore raggiungono i tessuti dove andranno a svolgere le loro funzioni. Fra le funzioni più importanti vi è cerrtamente quella di rilasciare i mediatori per le infezioni e per l’uccisione dei microbi; gli eosinofili  servono quindi a segnalare alle nostre difese immunitarie una zona infetta del nostro organismo dove è necessaria un’azione di difesa da parte del nostro sistema immunitario.

Un’ultima funzione degli eosinofili è la formazione del muco mediante secrezione di leucotrieni, che in certi casi può essere dannoso per l’uomo, perché va ad ostacolare la respirazione e può causare ad esempio l’asma

EOSINOFILI
Gli eosinofili sono un particoalare tipo di globulo bianco

Eosinofili: come si misurano

Gli eosinofili sono un tipo di globuli bianchi misurati tramite il sistema della conta. Per eseguire la conta degli eosinofili, viene prelevato un po’ di sangue venoso, solitamente dall’incavo del braccio: non è necessaria alcuna preparazione specifica per l’esame e non serve presentarsi a digiuno. Il campione è posto quindi su vetrino e viene contato il numero di eosinofili per un millimetro cubo di sangue.

Un valore normale di eosinofili è compreso fra 400 e 450 cellule per millimetro cubo di sangue. Se l’esame va ripetuto, il che solitamente accade per monitorare l’andamento di una patologia o la risposta ad una terapia, è bene che il prelievo avvenga sempre nello stesso momento della giornata, poiché gli eosinofili tendono ad essere più numerosi alla sera e meno numerosi alla mattina.

Eosinofili: i valori di riferimento

Per gli eosinofili, i valori normali variano da 0.04 a 0.4 miliardi di cellule per litro. Sono una popolazione poco numerosa e rappresentano circa il 2-4% del totale dei globuli bianchi.

Eosinofili alti (eosinofilia): quando e perché

Eosinofilia significa aumento degli eosinofili sopra ai livelli considerati normali. Sono considerati alti, valori di eosinofili superiori a 450 milioni di cellule per litro di sangue. La produzione di eosinofili può essere stimolata dai linfociti T helper, che si attivano in caso di attacco all’organismo, richiamando le difese immunitarie.

Esistono due tipologie di cause dell’aumento degli eosinofili nel sangue.

Nella prima categoria troviamo la cosiddetta eosinofilia primaria, o eosinofilia idiopatica (idiopatica = di cui sono ignote le cause), e riguarda tutte le situazioni in cui l’aumento di produzione de eosinofili o l’aumento della loro vita media non hanno cause rintracciabili a seguito di esami e indagini.

Nella seconda categoria, denominata eosinofilia secondaria, troviamo invece situazioni fisiologiche o patologiche note, che come conferma la letteratura medica possono portare all’aumento degli eosinofili. Le principali patologie comprese in questa seconda categoria sono:

  • Allergie
  • Leucemia
  • Intolleranza alimentari
  • Micosi
  • Nefropatia interstiziale
  • Vasculite
  • Malattie autoimmuni
  • Linfoma, sia Hodgkin che non-Hodgkin
  • Anemia perniciosa
  • Artrite reumatoide
  • Colite urcerosa
  • Parassitosi
  • Morbo di Addinson
  • Scarlattina
  • Tumori di vario tipo

Nel dettaglio:

  • Allergie, soprattutto se colpiscono le vie respiratorie: data l’attivazione degli eosinofili in caso di allergie e data la loro massiccia presenza nei polmoni, in caso di sintomatologie come asma o febbre da fieno vi è una massiccia produzione di eosinofili. Lo stesso a cade in caso di reazione allergica ai farmaci o in caso di allergie cutanee e da contatto;
  • Leucemia: le leucemie possono essere di vario tipo, ma hanno in comune un errato funzionamento del meccanismo di formazione delle cellule sanguigne da parte principalmente del midollo osseo. In alcuni casi particolarmente gravi, gli eosinofili in sovrannumero si infiltrano in tessuti dove non è richiesta la loro funzione, con conseguenze molto gravi quando l’organo colpito dall’infiltrazione è il cuore;
  • Intolleranze alimentari: a seguito dell’ingestione di alimenti allergizzanti, con sintomi gastrointestinali correlati, vi è un aumento degli eosinofili;
  • Micosi: come nelle altre parassitosi, anche le infezioni causate da funghi richiamano una sovrapproduzione di eosinofili;
  • Nefropatia interstiziale: si tratta di una patologia che danneggia i tubuli renali e porta ad insufficienza renale acuta. L’eosinofilia è presente nel 75% dei casi di nefropatie.
  • Vasculite: vi sono vari tipi di vasculiti e gli eosinofili aumentano con particolare velocità nel caso di vasculiti che colpiscono i vasi sanguigni minori, anche afferenti a diversi organi;
  • Malattie autoimmuni (come il morbo di Crohn, o il Lupus): sono malattie in cui al risposta immunitaria è sbilanciata e uno dei sintomi di questo gruppo di patologie è l’eosinofilia, che si accompagna ad altri valori alterati delle cellule del sistema immunitario;
  • Linfoma, sia Hodgkin che non-Hodgkin: sono tumori particolarmente complessi poiché vanno a colpire diversi tessuti e cellule del sistema linfatico. Essendo il sistema linfatico molto esteso e ramificato, le sue neoplasie hanno spesso un comportamento aggressivo anche nei confronti di organi e tessuti confinanti, sia attaccandoli con le metastasi sia comprimendoli fisicamente;
  • Anemia perniciosa: è una rara malattia dovuta alla carenza di vitamina B12. Tale carenza è spesso originata da problemi di assorbimento della B12, non da un problema nell’approvvigionamento di tale vitamina;
  • Artrite reumatoide: non sono ancora chiare le cause di questa malattia, ma si sospetta una sua origine autoimmune. È un’infiammazione cronica che colpisce le articolazioni e causa forti dolori nelle fasi acute, portando nel tempo a ridotta funzionalità delle articolazioni e a deformità (visibili soprattutto a livello delle mani e dei piedi). Colpisce prevalentemente le articolazioni simmetriche del corpo;
  • Colite ulcerosa: è una malattia cronica che porta all’infiammazione dell’intestino crasso e che può arrivare a colpire anche tutto il colon. I sintomi vanno dal dolore alla diarrea, spesso con perdita di sangue e muco;
  • Parassitosi: il caso più comune è quello dell’infestazione da ascaridi, un parassita intestinale che passa dall’animale all’uomo tramite il ciclo oro-fecale. Nonostante sia una parassitosi tipica di paesi in via di sviluppo, è una delle parassitosi umane più frequenti anche nel primo mondo. Anche alter parassitosi scatenano un innalzamento degli eosinofili, ad eccezione delle parassitosi causate da protozoi e metazoi non invasivi;
  • Morbo di Addinson: in questa patologia vi è una produzione troppo scarsa di corticosteroidi. Questo genera una serie di squilibri e scompensi che vanno ad influenzare anche la quantità di globuli bianchi presenti nei tessuti e nel sangue;
  • Scarlattina: è una delle malattie che colpisce soprattutto i bambini. È causata dallo streptococco e dopo la guarigione genera immunità ai successivi contagi. In tempi passati era particolarmente temuta a causa delle complicazioni a volte mortali a cui poteva condurre, come meningite ed endocardite.
  • Tumori di vario tipo (principalmente a polmone, ovaie e stomaco): gli eosinofili aumentano in particolare nel caso di crescita di neoplasie solide.

Eosinofili bassi (eosinopenia): quando e perché





L’eosinopenia è la diminuzione degli eosinofili sotto ai livelli considerati normali. Sono considerati bassi i valori inferiori a 350 milioni di cellule per litro di sangue. I farmaci che controllano le reazioni allergiche vanno ad abbassare il loro livello. Le principali altre cause di un calo degli eosinofili sono:

  • Uso di farmaci a base di cortisone: il cortisone ha esattamente la funzione di abbassare le difese immunitarie in modo da sopprimere la reazione fisiologica ad eventi non dannosi. Uno degli effetti provocati è la riduzione del numero di eosinofili nel sangue.
  • Shock anafilattico: è una reazione allergica gravissima che può portare alla morte a seguito del contatto con il relativo allergene;
  • Radioterapia e chemioterapia: sia le terapie mirate a colpire una neoplasia sia quelle propedeutiche ai trapianti, possono portare ad una ridotta produzione di eosinofili;
  • Infezioni batteriche: molte malattie causate da batteri abbattono il numero di eosinofili. Un esempio fra tutti è la febbre tifoide, particolarmente diffusa nei paesi in via di sviluppo;
  • Sindrome di Cushing: è una situazione che deriva da un’eccessiva concentrazione di ormoni steroidei nel sangue. Spesso deriva da tumori all’ipofisi o alle ghiandole surrenali e uno degli effetti è l’abbassamento degli anticorpi;
  • Stress: lo stress, inteso come affaticamento psichico o prolungato affaticamento fisico, abbassa le difese immunitarie in generale.
  • Agranulocitosi: è una condizione che compromette la produzione di tutte le cellule simili agli eosinofili, dette granulociti per l loro struttura a granuli (ovvero basofili, neutrofili ed eosinofili). Può derivare da alcune cause elencate sopra, come chemioterapia e radioterapia, o da malfunzionamento del midollo osseo;
  • Patologie o malfunzionamenti del sistema immunitario: molte malattie del sistema immunitario, sia acquisite che congenite, influiscono sul numero e sulla qualità degli anticorpi:
  • Ipoglicemia: può essere causata da un digiuno prolungato o da altre patologie, come malattie epatiche, sepsi, intolleranze, squilibri ormonali o semplicemente da un’alimentazione sbilanciata.

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