HERPES : sintomi cause e cure

HERPES : che cosa è

L’ herpes è un disturbo contagioso e infettivo provocato dagli herpesvirus, una famiglia di virus molto ampia che include, tra gli altri, i citomegalovirus, l’herpes zoster e l’herpes simplex. La parola “herpes” deriva dal greco, e vuol dire “eruzione”: chiunque abbia avuto la sventura di sperimentare questo disturbo non fatica a capirne il motivo.

Nel linguaggio comune, in ogni caso, le manifestazioni dell’herpes possono assumere denominazioni differenti: fuoco di Sant’Antonio, per esempio, o – più semplicemente – febbre.

HERPES : i sintomi

Riconoscere l’ herpes non è difficile: il sintomo più diffuso è costituito dalla presenza di vesciche di piccole dimensioni sulla cute che in genere compaiono sulle labbra: si parla, in questo caso, di herpes labialis. Nel caso in cui le vesciche si manifestino nella zona genitale si fa riferimento, invece, all’ herpes genitalis, mentre quando interessano parti del corpo più estese come le braccia o la schiena si ha a che fare con l’herpes zoster, conosciuto anche come fuoco di Sant’Antonio.

HERPES LABIALE : cosa è

L’herpes labiale, che oltre alle labbra a volte può interessare anche il palato e le guance, si riconosce facilmente per la comparsa di piccole vesciche, dolorose o comunque fastidiose, che causano un forte prurito. Attorno alle labbra si manifestano delle bollicine accompagnate da una sensazione di tensione e di calore: nel caso in cui si sia in grado di riconoscere i sintomi in tempi brevi si ha la possibilità di limitare i danni precocemente e di contenere l’eruzione, ricorrendo a pomate specifiche a base di eparina o di zinco.

Herpes
Herpes conoscere i sintomi

Se, invece, non si interviene nella zona interessata rapidamente, la sensazione di formiclio è seguita dall’insorgenza di vescichette che non di rado sono ripiene di liquido: si tratta di bollicine che diventano dei serbatoi di virus, che comunque tendono a seccare e a scomparire nel giro di cinque o sei giorni in maniera spontanea.

Fino a quando le vesciche non cristallizzano, però, è forte il rischio di contagiare le altre persone: l’infezione si può trasmettere tramite il contatto diretto, per esempio in occasione di un rapporto sessuale o di un bacio, soprattutto intorno al quarto giorno, quando le vesciche lasciano fuoriuscire i virus dopo essersi aperte.

Occorre imparare a distinguere l’herpes labiale rispetto alle afte, che sono sì delle bollicine di piccole dimensioni, ma che non sono contagiose e possono essere provocate da intolleranze alimentari, da una situazione di stress, da una ferita, dall’abuso di specifici farmaci o da altre problematiche.

HERPES LABIALE : perché compare

L’herpes labiale compare, nella maggior parte dei casi, in occasione di una situazione di forte stress: si può trattare di uno stress fisico o psicologico, e in entrambi i casi si corre il rischio di essere più esposti sia all’herpes labiale che ad altre malattie, come raffreddore o febbre. Ciò è dovuto al fatto che qualsiasi tipologia di stress è in grado di indebolire le difese immunitarie del corpo umano.

I virus responsabili della malattia, una volta penetrati all’interno dell’organismo, si celano nelle terminazioni nervose: non è detto, però, che si manifestino subito, e – anzi – a volte può capitare che rimangano silenti per sempre. In altri casi l’infezione si palesa tutte le volte che si ha a che fare con una situazione di stress, un lavoro molto intenso, una esposizione eccessiva alla luce del sole, un’indigestione o altri avvenimenti come l’assunzione di un certo farmaco prolungata nel tempo.

L’azione degli herpes virus può essere favorita, inoltre, da alterazioni ormonali che derivano dal ciclo mestruale o dalla gravidanza. Non bisogna sottovalutare, poi, il rischio che il virus si diffonda dalla bocca ai genitali o agli occhi: è un’eventualità rara, ma non per questo da escludere a priori. In linea di massima, comunque, è difficile che l’infezione si trasmetta da una persona a un’altra con l’uso di oggetti contaminati – asciugamani o lenzuola, per esempio – in comune.

Il rispetto delle elementari norme igieniche consente, di solito, di evitare possibili conseguenze negative.

HERPES GENITALE : che cosa è

L’herpes genitale è causato dallo stesso virus che colpisce le labbra, l’herpes simplex, e oltre a interessare i genitali può riguardare anche la zona anale e le natiche. La comparsa di vesciche dolorose sulle mucose e sulla pelle della zona genitale può derivare, dunque, sia dall’herpes simplex di tipo I che dall’herpes simplex di tipo II.

Il primo episodio, che si rivela molto doloroso, nella maggior parte dei casi compare entro le due settimane successive rispetto al momento del contagio; per quel che riguarda la durata, può essere anche di molte settimane. Le bollicine si possono sviluppare sia nell’uretra femminile che nell’uretra maschile, ma anche sulla cervice uterina, nella vagina e in altre parti del corpo: molto spesso sono accompagnate da un aumento delle dimensioni dei linfonodi inguinali.

Per quel che riguarda gli uomini, l’herpes genitale nelle sue manifestazioni acute si palesa sulla punta del pene, sullo scroto o intorno all’ano. Il decorso del disturbo è paragonabile a quello dell’herpes labiale: con il passare del tempo le bollicine esplodono e diventano delle ulcerazioni, che nel giro di un paio di settimane cicatrizzano non lasciando tracce; tuttavia può succedere che prurito e dolore permangano per altre tre o quattro settimane dopo la scomparsa delle vesciche.

Le complicazioni dovute all’herpes genitale sono più frequenti rispetto a ciò che accade con l’herpes labiale: si tratta di dolori muscolari ed emicrania, ma anche febbre e, soprattutto, dolori nell’urinare.

FUOCO DI SANT’ANTONIO : che cosa è

Il fuoco di Sant’Antonio è una malattia infettiva, il cui nome scientifico è herpes zoster, che è determinata dalla riattivazione del virus varicella zoster: proprio il virus che provoca la varicella. Quest’ultima patologia, tuttavia, è tipica dei bambini: viceversa il fuoco di Sant’Antonio colpisce in modo particolare le persone adulte e gli anziani.

Una volta risolta l’infezione primaria della varicella, che è molto diffusa nell’età dell’infanzia (si ammalano di varicella non meno di nove persone su dieci), il virus resta in uno stato quiescente annidandosi nell’organismo e trovando riparo nei nervi (o, per essere più precisi, nelle loro difese immunitarie).

Con il passare del tempo, l’infezione latente dovuta a questo virus si può riattivare, per colpa dell’invecchiamento, dello stress o di altre condizioni che compromettano e diminuiscano le difese immunitarie. La protezione del sistema immunitario può venire meno per colpa di un forte stress psicologico o fisico, per una malattia come l’Aids, per una esposizione prolungata ai raggi del sole o per l’uso continuato nel tempo di particolari medicinali come gli immunosoppressori e i corticosteroidi.

I sintomi del fuoco di Sant’Antonio sono facilmente riconoscibili: si tratta di macchie rosse che compaiono sulla pelle e che si trasformano in bolle o vescicole, le quali causano prurito e dolore. La zona del corpo più colpita è il tronco, ma può succedere che a essere interessato sia anche il volto: in questo caso si parla di herpes zoster oftalmico, in quanto viene coinvolta la zona degli occhi, ed è bene rivolgersi il prima possibile a uno specialista per curare il problema ed evitare conseguenze potenzialmente pericolose. La nevralgia post-erpetica è una complicanza molto difficile da trattare, grave al punto da essere considerata invalidante, che si concretizza nella permanenza del dolore a mesi di distanza dalla scomparsa delle lesioni sulla pelle.

HERPES : come si cura

Curare l’herpes non si può, nel senso che al momento non esiste alcun farmaco che sia capace di far sparire in modo definitivo il virus: ecco perché si può sostenere che la cura migliore sia la prevenzione. Ciò vuol dire non solo evitare comportamenti potenzialmente pericolosi, ma anche e soprattutto prestare attenzione alla salute del proprio sistema immunitario, che deve essere mantenuto attivo ed efficiente.

Le indicazioni da seguire sono le stesse valide per qualsiasi altro contesto: c’è bisogno di seguire un regime alimentare equilibrato e, inoltre, di praticare una moderata attività fisica. Lo sport e l’esercizio, infatti, hanno il pregio di rendere le persone meno suscettibili alle infezioni, dal momento che possono essere considerati medicine molto potenti nei confronti dello stress: quindi, favoriscono un aumento delle difese dell’organismo e agevolano il rilassamento. Il suggerimento, pertanto, è quello di svolgere una regolare attività fisica per non meno di tre volte alla settimana per una trentina di minuti.

Dal punto di vista dell’alimentazione, è raccomandabile assumere sali minerali e vitamine in grandi quantità, preoccupandosi del fabbisogno di ferro, magnesio e vitamina C. Tra i cibi che meritano di essere presi in considerazione al fine di consolidare il sistema immunitario e la sua efficienza si segnalano la propoli, la pappa reale, le alghe, gli agrumi, il miele, l’echinacea e le alghe.

Come si cura il fuoco di Sant’Antonio

Anche per il fuoco di Sant’Antonio non esiste una cura definitiva, ma ciò non toglie che sia necessario un trattamento al fine di far scomparire i sintomi: il ricorso a farmaci anti infiammatori e analgesici permette di “sfiammare” le zone interessate e di lenire il dolore, mentre i farmaci anti virali consentono di ridurre la durata e l’intensità dei sintomi, soprattutto se vengono somministrati precocemente.

Esiste, inoltre, un vaccino che impedisce l’insorgere del fuoco di Sant’Antonio: la sua efficacia, però, non si estende a tutta la popolazione, ma riguarda più o meno la metà delle persone vaccinate.

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