ORZAIOLO : sintomi e rimedi più efficaci

L’ orzaiolo è un’infezione delle ghiandole sebacee delle ciglia. Si presenta solitamente come un gonfiore vicino al bordo della palpebra.

ORZAIOLO : cosa è come riconoscerlo

L’ orzaiolo è un’infezione delle ghiandole sebacee delle ciglia. Si presenta solitamente come un gonfiore vicino al bordo della palpebra.

I sintomi di un orzaiolo sono quelli tipici dell’infezione: gonfiore, calore, dolore e spesso prurito localizzato nella zona colpita. Di solito il gonfiore si presenta sul bordo esterno della palpebra, in pochi casi invece si forma internamente.

Nella maggior parte dei casi in cui l’ orzaiolo è esterno, guarirà spontaneamente. Per gli orzaioli interni, che sono più lenti a guarire, è bene rivolgersi al medico che valuterà se inciderlo in caso di necessità.

ORZAIOLO : le patologie simili da non confondere

L’ orzaiolo può essere confuso con altre patologie che tendono a presentarsi con gli stessi sintomi con gonfiori sul bordo delle palpebre. Le più frequenti sono:

  • Il Calazio (o ciste di Meibomio): il calazio è un’infiammazione delle ghiandole sebacee delle palpebre (o ghiandole di Meibomio). Presenta un gonfiore simile all’ Orzaiolo ma tende ad interessare tutto lo spessore della palpebra, mentre l’ orzaiolo “spunta” in posizione più superficiale. Questo invece è un tipo di infiammazione che crea la tipica ciste di consistenza solida, che si riempie di pus.

Il calazio può quindi essere un’infiammazione secondaria dell’ Orzaiolo, ma mentre l’ orzaiolo ha un’origine batterica, il primo si forma sul tessuto già infiammato e crea una ciste perché non riesce a far spurgare le ghiandole di Meibomio che producono siero a seguito dell’infiammazione.

  • Le Milia: sono cisti sebacee multiple di colore bianco e di dimensione variabile che tendono a formarsi a partire dalle ghiandole sebacee. Non provocano nessun sintomo e sono un problema esclusivamente estetico.
  • La Xantelasma: si tratta di un altro disturbo puramente estetico. Lo xantelasma crea lesioni benigne di colore bianco-giallastro che compaiono sulle palpebre e sono solitamente la conseguenza di una malattia che ha a che fare col metabolismo dei lipidi. Non dà sintomi dolorosi né prurito, a differenza dell’orzaiolo.
  • Il Mollusco contagioso: è un’infezione virale che si manifesta con piccole verruche sulla pelle, di dimensione fra i 2 e i 5 mm di diametro, che possono dare prurito. Solitamente si formano sulla pelle attorno all’occhio e non sul bordo della palpebra, come invece fa l’orzaiolo.

Dopo il contagio con il virus, il mollusco contagioso rimane asintomatico per un periodo che va da due settimane fino a 2 mesi.

Orzaiolo
Orzaiolo : sintomi e rimedi

A seguito di questo periodo di incubazione, il mollusco contagioso si sviluppa come un rigonfiamento rosa scuro e scopare spontaneamente dopo un ciclo vitale di 6-12 settimane, a meno che non venga curato o asportato.

Essendo estremamente contagioso, si diffonde facilmente da persona a persona e può contagiare aree di pelle sempre più vaste prima di regredire. È particolarmente resistente negli individui immunocompromessi.

ORZAIOLO : perché si forma

L’ orzaiolo è nella maggior parte dei casi un’infezione di origine batterica e spesso la causa è lo stafilococco. Per indurre un’infezione da stafilococco su una porzione di pelle delicata come il bordo della palpebra, è sufficiente il contatto con le mani sporche.

I batteri riescono ad annidarsi all’interno delle ghiandole sebacee delle ciglia e da lì dare inizio all’ orzaiolo. Poiché le ciglia sono collocate lungo il bordo esterno del bordo palpebrale, l’ orzaiolo tende a formarsi esternamente. La formazione lungo il bordo interno o la parete interna della palpebra è una evenienza molto rara.

ORZAIOLO : i sintomi

Un occhio con l’ orzaiolo presenta il caratteristico rossore e gonfiore del bordo palpebrale, solitamente su un solo occhio. La palpebra colpita sviluppa una specie di nodulo rosso, come un piccolo pomfo, che in 3-4 giorni cambia e mostra una concentrazione di pus e siero al centro del gonfiore. In alcuni casi, con l’ orzaiolo ci possono essere anche febbre e brividi.

Quando il gonfiore è particolarmente esteso e il nodulo in posizione sfortunata, possono esserci problemi di vista offuscata a causa dello sfregamento della parte gonfia o per via della forte lacrimazione indotta dal gonfiore.

L’occhio duole e nelle infezioni particolarmente estese c’è anche congiuntivite con più o meno abbondante secrezione oculare. Spesso, in questi casi il paziente soffre anche di fotofobia e tende a tenere l’occhio chiuso per ridurre il fastidio dovuto ai sintomi.

ORZAIOLO : cure e RIMEDI più efficaci

L’ orzaiolo tende a guarire spontaneamente in meno di una settimana, tuttavia è importante non alimentare ulteriormente l’infezione: gli occhi non vanno toccati e bisogna sempre lavare bene le mani.

Poiché l’ orzaiolo prude e può essere un po’ doloroso e fastidioso, data la sua collocazione, è una buona regola quella di trattenersi da tentativi di bucarlo o spremerlo. Il rischio è quello di ferirsi in un punto molto delicato e di accrescere ancora di più l’infezione.

Per avere sollievo e velocizzare il decorso dell’ orzaiolo, è possibile ricorrere a trattamenti farmacologici e non. I rimedi più efficaci e diffusi per trattare l’orzaiolo sono sostanzialmente tre:

  • Innanzitutto, un metodo casalingo consiste nel porre delle compresse di garza sterile imbevute di acqua calda sulla parte colpita dall’ orzaiolo.Questo trattamento va ripetuto 3-4 volte al giorno per 10-15 minuti. L’applicazione delle compresse calde facilita un decorso veloce: l’ orzaiolo dapprima appare rosso e gonfio, poi tende a diventare più puntiforme e ad accumulare il pus in un punto preciso, segno che l’infezione sta giungendo al termine.La piccola ciste di pus solitamente si apre da sola, spurgando, e l’orzaiolo guarisce spontaneamente. Se il dolore e il fastidio sono più gravi e compromettono le attività quotidiane, è possibile rivolgersi al medico o al farmacista per usare una pomata oftalmica che combatta lo streptococco che è all’origine dell’infezione.
  • In alcuni casi  è possibile accelerare la guarigione andrando a estrapolare la ciglia dalla quale l’orzaiolo si è sviluppato. E’ un intervento un pò fastidioso da condividere certamente con il proprio medico.
  • Sempre un medico può valutare cosa fare se il pus non esce nonostante l’applicazione di impacchi caldi. Il medico può infatti decidere di incidere con un ago o un bisturi il follicolo. Questa  pratica deve essere effettuata solo da medici specialisti poichè può comportare danni seri all’occhio o alla palpebra.
  • Infine in commercio esistono numerosi farmaci che aiutano il contrasto allo stafilococco. Tra i principali c’è l’eritromicina, ad applicazione topica, spesso consigliata per favorire la guarigione nelle ipotesi in cui il decorso dell’ orzaiolo sia particolarmente lento e fastidioso.

Nonostante l’ orzaiolo sia un piccolo inconveniente, non va sottovalutato se inizia a durare più di 5-6 giorni o se i sintomi si aggravano invece di regredire. Il medico può prescrivere una cura antibiotica non solo locale, ma anche sistemica (per bocca) e se l’ orzaiolo non scompare può proporre di rimuoverlo chirurgicamente.

Per ridurre il dolore e l’infiammazione infine, dei casi più gravi, spesso vengono prescritti dei farmaci antinfiammatori come il paracetamolo.

ORZAIOLO : le possibili complicazioni

In caso di orzaioli particolarmente tenaci che non si risolvono velocemente, il medico può intervenire per far spurgare il pus che si raccoglie nella ghiandola. Per farlo, come dicevamo sopra, strappa con precisione la ciglia dalla quale ha origine il problema e, se questo non basta, pratica una piccola incisione o un piccolo foro per far drenare la ciste.

Si tratta di manovre molto delicate che non vanno effettuate a casa per questioni igieniche e per il rischio di ferirsi. A volte può essere che un orzaiolo diventi un problema ricorrente. In questo caso il medico può prescrivere una crema antibiotica e una routine di pulizia quotidiana del bordo palpebrale per prevenire le successive infezioni.

Nei casi in cui l’orzaiolo attacchi anche il lato interno della palpebra o del bordo palpebrale, può andare ad infiammare le ghiandole di Meibomio, dando origine ad una complicazione nota come calazio (v. sopra). Un’altra complicazione dell’ orzaiolo è la cosiddetta cellulite presettale, ovvero un’infiammazione dell’intera palpebra.

In questo caso la palpebra sarà tutta completamente gonfia, con un edema caldo e soffice talmente vasto da chiudere l’occhio. Le cure per la cellulite presettale si basano sugli antibiotici ed eventualmente sul drenaggio delle sacche di pus.

ORZAIOLO : quando consultare il medico

L’ orzaiolo tende a guarire o a mostrare segni chiari di miglioramento in 2-4 giorni. Il medico va consultato in alcuni casi specifici:

  • se l’orzaiolo non migliora: quando i sintomi non accennano a regredire è possibile che si sviluppino complicazioni. In questo caso il medico prescrive una terapia mirata.
  • se si tratta di un’infezione ricorrente: gli orzaioli ricorrenti rischiano di dare origine a patologie più serie, perciò le ricadute vanno evitate con un corretto comportamento igienico e se questo non basta con una terapia ad hoc.
  • se si avverte non solo il normale lieve dolore al bordo palpebrale, ma anche all’occhio: in questo caso è bene iniziare una terapia mirata in modo da bloccare il proliferare dell’infezione.
  • se il gonfiore è tale da interferire con la vista: a volte la palpebra è così gonfia da non permettere di aprire l’occhio, impedendo di svolgere le normali attività (come ad esempio scrivere, leggere, guidare, afferrare oggetti).

In ogni caso, se compaiono, anche in maniera lieve, alcune delle complicazioni descritte sopra e soprattutto quando l’ orzaiolo si aggrava e dà inizio a patologie più gravi è bene consultare rapidamente il medico.

ORZAIOLO : prevenzione

Per evitare che un orzaiolo compaia, va fatta la massima attenzione a tutte le occasioni di contatto fra mani e occhi e nell’utilizzo di fazzoletti e asciugamani in comune con persone che hanno l’orzaiolo.

Lavare molto bene le mani prima di toccare strofinare gli occhi ed avere un asciugamano o un fazzoletto personale, sono le indicazioni di base per prevenire l’orzaiolo.

Lo stafilococco che scatena l’infezione è presente ovunque, anche sul nostro corpo, bisogna quindi evitare di trasportarlo nelle zone delicate come gli occhi. Ad esempio, non bisogna toccare prima il naso e poi gli occhi.

Va fatta molta attenzione in particolare per chi usa le lenti a contatto: manipolare le lenti e toccare palpebre e occhi sono tutte manovre da fare con le mani estremamente pulite.

Nei casi in cui una persona soffra di orzaioli ricorrenti, il medico può prescrivere una terapia antibiotica per bocca, in modo da evitare la comparsa di nuovi orzaioli.

PER APPROFONDIRE:

http://www.allaboutvision.com/conditions/styes.htm
https://www.cdc.gov/poxvirus/molluscum-contagiosum/
http://www.humanitas.it/malattie/cisti-della-palpebra
http://emedicine.medscape.com/article/1213423-overview?pa=IVeUmmIodeN1J8Iq67Ep9Tk09JykkrSoh3B0hQhFsqRu+A4gQr8XaCOsQ35kiSTCW9fqPdUI++8nPGJlq9PdaPFDqo>
http://emedicine.medscape.com/article/1213423-differential
http://www.nhs.uk/conditions/stye/Pages/introduction.aspx
http://foveaverona.altervista.org/pdf/abonora.pdf

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