PROLATTINA ALTA : cause, effetti e cure

La condizione per la quale si ha a che fare con un eccesso di prolattina (prolattina alta) prende il nome di iperprolattinemia: si tratta di un disturbo che può interessare sia gli uomini che le donne (ovviamente, quelle non in gravidanza, visto che per le donne incinte è normale un aumento della secrezione di questo ormone)

La prolattina è un ormone che viene secreto dall’ipofisi anteriore ed è tipicamente femminile (il suo organo bersaglio, infatti, è la mammella): ha un ruolo molto importante durante l’età della pubertà, visto che contribuisce allo sviluppo del seno insieme con altri estrogeni.

La prolattina: a cosa serve?

Come si può intuire dal nome, la prolattina nelle donne svolge un compito fondamentale dal punto di vista della lattazione: nel caso in cui nel corso dell’allattamento si verifichi una secrezione più bassa rispetto alla norma, per esempio, le ghiandole mammarie riducono la produzione di latte in modo significativo. Più difficile è, invece, capire gli effetti dell’ormone negli uomini: quel che è certo è che nell’organismo maschile una secrezione eccessiva di prolattina è collegata a:

  • impotenza,
  • ginecomastia
  • mancanza di desiderio sessuale (tra le funzioni di questo ormone, infatti, c’è anche quella che presuppone l’inibizione del testosterone).

Anche nelle donne, comunque, può accadere che venga secreta più prolattina del necessario: si ha a che fare, in questo caso, con quella che viene definita galattorrea, che consiste nella secrezione di latte anche se non si è in stato di gravidanza (o comunque non si è partorito da poco tempo); un’altra conseguenza è la sospensione del ciclo mestruale.

La prolattina nello sport

L’analisi della prolattina nel sangue può servire a livello sportivo, soprattutto se viene incrociata con l’analisi della corticotropina e del cortisolo, vale a dire gli ormoni dello stress.

Si è potuto appurare, infatti, che dopo aver svolto un esercizio fisico molto intenso si verifica un considerevole aumento della secrezione dell’ormone: per questo motivo si è arrivati a ipotizzare che concentrazioni elevate di prolattina possano essere correlate a una condizione fisica che prende il nome di super allenamento e che fa sì che l’organismo, in seguito a impegni agonistici e allenamenti eccessivi, non sia più in grado di rispondere agli stimoli allenanti in maniera adeguata, con un conseguente calo delle prestazioni.

Si parla di triade dell’atleta donna, invece, quando in un’atleta di sesso femminile l’eccesso di prolattina, combinato con l’eccesso di altri ormoni, provoca una condizione caratterizzata da disordini alimentari, amenorrea e osteoporosi.

Prolattina
Tra le cause più comuni di prolattina alta c’è la gravidanza

Come viene regolata la secrezione della prolattina

La prolattina rappresenta il solo ormone dell’ipofisi che soffre un tono inibitorio continuo dell’ipotalamo: lo dimostra il fatto che nel momento in cui si verifica un aumento della secrezione di prolattina la comunicazione tra l’ipotalamo e l’ipofisi viene interrotta, mentre la secrezione degli altri ormoni dell’ipofisi si riduce.

Va detto, comunque, che gli studiosi sono ancora intenti ad approfondire e ad esaminare i meccanismi alla base della secrezione di prolattina, che è influenzata da una grande varietà di circostanze e di sostanze; il fattore di inibizione più potente, per esempio, è la dopamina.

La prolattina e la gravidanza

Nel corso della gravidanza e durante la fase di allattamento del bambino, i livelli di prolattina aumentano. Questo incremento può essere dovuto all’azione svolta dagli estrogeni, i quali favoriscono l’aumento dell’espressione del gene della prolattina e incentivano l’iperplasia delle cellule lattotrofe dell’ipofisi.

Dopo il parto, d’altro canto, non sono solo gli estrogeni a stimolare la secrezione di prolattina, che – invece – aumenta soprattutto per merito dello stimolo di suzione del bambino sulla mammella: si innesca, infatti, un riflesso neuroendocrino dovuto all’azione della serotonina che viene liberata in misura maggiore proprio per effetto della stimolazione sensoriale.

La prolattina alta

La condizione per la quale si ha a che fare con un eccesso di prolattina (prolattina alta) prende il nome di iperprolattinemia: si tratta di un disturbo che può interessare sia gli uomini che le donne (ovviamente, quelle non in gravidanza, visto che per le donne incinte è normale un aumento della secrezione di questo ormone). Questo problema è abbastanza frequente tra le donne in età fertile che denotano livelli ridotti di FSH e ciclo mestruale assente, oltre che tra chi soffre di galattorrea. Tra le possibili cause di prolattina alta si segnalano:

  • l’esercizio fisico
  • il ricorso a prodotti di erboristeria specifici come il trifoglio rosso, i semi di finocchio e il fieno greco
  • l’impiego di medicinali come i farmaci per il controllo della pressione, gli antipsicotici e gli antidepressivi.

A provocare l’iperprolattinemia possono essere anche:

  • l’ipotiroidismo (che fa sì che la tiroide sia meno attiva rispetto al solito)
  • il consumo di particolari alimenti
  • un sonno eccessivamente prolungato (infatti, è durante la notte che i livelli di prolattina raggiungono i picchi più alti)
  • l’irritazione della gabbia toracica (che può essere dovuta a un reggiseno troppo stretto, al fuoco di Sant’Antonio o a una cicatrice conseguente a un intervento chirurgico)
  • una stimolazione continuata dei capezzoli.

Non solo: la prolattina alta può dipendere anche dallo stress o dai tumori dell’ipofisi.

prolattina impotenza
Un aumento importante di prolattina negli uomini può causare impotenza

Perché la prolattina aumenta

Il livello di prolattina aumenta anche in occasione di eventi che sono causa di un forte stress.: per esempio un infarto miocardico acuto, un digiuno prolungato, una situazione di disagio emotivo, un’ustione, e così via.

In circostanze del genere, infatti, l’organismo umano si trova a eseguire un tentativo di sopravvivenza quasi disperato (non bisogna mai dimenticare, infatti, che lo stress non è altro che una reazione del corpo a una difficoltà dettata dall’istinto di sopravvivenza): per fare ciò, aumenta il sostegno ai reni, al cervello, al cuore e a tutte le altre funzioni vitali primarie, non prestando più attenzione alle altre funzioni.

In condizioni simili, di conseguenza, la massa muscolare è completamente inutile, e lo stesso si può dire anche del desiderio sessuale: proprio per tale ragione, la prolattina – con la collaborazione degli altri ormoni – spegne la produzione del testosterone e, in seguito, delle altre gonadotropine.

La prolattina e gli effetti sulle ghiandole mammarie

Come si è detto, la prolattina influenza la regolazione della maturazione della ghiandola mammaria, non solo in età puberale ma anche durante la gravidanza e nei periodi in cui le donne allattano.

Si tratta di processi di maturazione che chiamano in causa fenomeni biologici differenti, ma anche la ritenzione di substrati utili per la produzione di latte. Nel corso della pubertà, l’azione della prolattina si abbina a quella dei glucocorticoidi, del progesterone e degli estrogeni. Oltre a questi ormoni, in gravidanza interviene il lattogeno placentare, che contribuisce a favorire lo sviluppo del tessuto mammario.

La lattogenesi viene poi indotta dalla prolattina in seguito al parto: una volta conclusa la gravidanza, infatti, i livelli di estrogeni e di progesterone diminuiscono in modo notevole, mentre aumentano quelli di cortisolo libero nel plasma, visto che vengono prodotte meno proteine – le cosiddette globuline leganti di glucocorticoidi – a cui il cortisolo stesso si lega.

La prolattina in gravidanza

Ricapitolando, la prolattina è un ormone proteico che è composto da poco meno di 200 aminoacidi: il suo compito è, tra l’altro, quello di preparare la lattazione nella donna in gravidanza per poi stimolarla e mantenerla in seguito al parto. Sono le cellule lattotrope dell’ipofisi anteriore a secernere questo ormone, che in realtà si trova anche nella placenta e nell’endometrio.

Viene prodotta secondo un ritmo circadiano che segue quello dell’ormone luteinizzante (l’LH) in modo pulsatile; come si è detto, è nelle ore di sonno notturno che si registrano i livelli più elevati, con il picco che si verifica tra le quattro e le sei del mattino. L’andamento circadiano, ad ogni modo, è influenzato da una grande varietà di fattori: l’alimentazione, per esempio.

In una donna incinta, i livelli di prolattina subiscono un netto incremento in maniera precoce subito dopo l’aumento dei livelli degli estrogeni: una donna alla fine della gravidanza produce prolattina in quantità superiori fino a dieci volte rispetto a una donna che non è incinta.

Comunque, l’ormone diminuisce nelle ultime settimane di gravidanza e al momento del travaglio; subito dopo il parto aumenta di nuovo, in modo brusco, arrivando nel giro di un paio di ore al picco massimo. Dopodiché scende ancora, fino a tornare ai livelli precedenti al parto dopo circa un mese.

prolattina sport
L’esercizio fisico intenso e prolungato può causare l’aumento di prolattina

I valori della prolattina

I valori di massima di prolattina di una donna non incinta vanno da un minimo di 0 a un massimo di 20 nanogrammi per centimetro cubo di sangue; in una donna in dolce attesa o che ha appena partorito, invece, si può superare quota 400.

In seguito al parto, una donna che non allatta torna ai valori precedenti in non più di un paio di settimane, mentre una donna che allatta vede la situazione normalizzarsi in due o tre mesi. Se si ha a che fare con l’iperprolattinemia, in seguito all’ovulazione si assiste a una riduzione della produzione di progesterone, e la stessa ovulazione può andare incontro a qualche irregolarità; non è da escludere una situazione di oligomenorrea, che corrisponde a un ciclo mestruale non regolare e più sporadico rispetto alla norma.

In alcuni casi dalla prolattina alta può derivare addirittura la scomparsa del ciclo mestruale. Per quel che riguarda gli uomini, i valori della prolattina (misurati in condizioni normali e non dopo un intenso sforzo fisico) sono più bassi, in media intorno ai 6 o 7 nanogrammi per millilitro, e comunque mai superiori ai 12. Un uomo che soffre di iperprolattinemia può dover fare i conti con una diminuzione della libido, con l’impotenza o addirittura con la produzione di latte.





Fonti:
http://www.biolreprod.org/content/21/2/529.abstract
http://www.my-personaltrainer.it/fisiologia/ormoni/prolattina.html

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