SETTICEMIA : sintomi cause cure

Che cosa è la setticemia ? Quali sono i sintomi e le possibili cause della setticemia? Esiste una terapia efficace contro questa patologia? In questo articolo cercheremo di rispondere con chiarezza ad alcune delle più comuni domande sulla setticemia.

SETTICEMIA : che cos’è

La sepsi o setticemia è una complicazione potenzialmente letale di un’infezione che può colpire chiunque, ma è più frequente negli anziani e nei soggetti con sistema immunitario compromesso. La setticemia è dovuta alla presenza di due fattori: il passaggio nel sangue di un’infezione batterica, virale o da miceti localizzata e un’esagerata risposta infiammatoria all’infezione da parte del sistema immunitario, che può generare piccolissimi trombi che impediscono all’ossigeno e alle sostanze nutritive di raggiungere gli organi, danneggiandoli. Se non curata tempestivamente con la somministrazione di antibiotici e liquidi tramite flebo, la setticemia si trasforma in shock settico che può condurre alla morte del paziente.

Setticemia : sintomi

Trattandosi di una sindrome a tre stadi (setticemia lieve, grave e shock setticemico), la sepsi presenta diversi tipi di sintomi.

La sintomatologia tipica del primo stadio comprende:

  • frequenza cardiaca superiore ai 90 battiti al minuto;
  • frequenza respiratoria superiore ai 20 respiri al minuto;
  • numero di globuli bianchi in un microlitro di sangue superiore a 12000 o inferiore a 4000 (infezione in atto);
  • temperatura corporea superiore ai 38,5°C o inferiore ai 36°C.

La setticemia diventa grave quando il paziente presenta almeno uno dei seguenti sintomi:

  • alterazione della funzionalità cardiaca;
  • confusione mentale;
  • difficoltà respiratorie;
  • diminuzione delle piastrine;
  • diminuzione significativa dell’urina prodotta;
  • macchie rossastre sulla pelle.

Dalla setticemia grave si passa allo shock settico quando il paziente soffre dei sintomi tipici della sepsi severa con l’aggiunta della pressione sanguigna piuttosto bassa.

Setticemia : cause

Partendo dal presupposto che la setticemia può essere causata da qualsiasi tipo di infezione, non c’è dubbio che le cause più frequenti siano le infezioni addominali, renali, respiratorie e del sangue dovute ad agenti patogeni come l’escherichia coli, gli stafilococchi, i funghi del genere candida, i batteri klebsiella, ecc.

Inoltre tra le cause di sepsi rientrano anche l’età avanzata, i batteri sempre più resistenti ai farmaci, l’abuso di alcol e droga, le terapie prolungate con farmaci cortisonici e l’indebolimento del sistema immunitario dovuto al virus HIV, alle terapie antitumorali debilitanti o all’assunzione di farmaci anti rigetto somministrati dopo i trapianti.

setticemia
La setticemia può essere causata anche da una carie

I soggetti più esposti al rischio di setticemia sono i bambini molto piccoli e gli anziani, i soggetti con sistema immunitario compromesso, i malati in terapia intensiva e quelli cui sono stati impiantati dispositivi invasivi, come il catetere o il tubo endotracheale.

Setticemia : conseguenze

Tra le conseguenze più comuni della setticemia ricordiamo:

  • la coagulazione intravascolare disseminata, una gravissima sindrome clinica caratterizzata dalla presenza diffusa di svariati trombi;
  • l’insufficienza renale, una condizione caratterizzata dalla riduzione delle capacità del rene di adempiere alle proprie funzioni;
  • la meningite, una malattia del sistema nervoso centrale caratterizzata dall’infiammazione delle meningi;
  • l’endocardite, un’infiammazione del rivestimento interno del cuore (endocardio);
  • gli ascessi da stafilococchi, cioè accumuli di pus;
  • l’acetonemia, un’alterazione metabolica dei grassi provocata dall’aumento dell’iperglicemia nei soggetti diabetici per effetto della setticemia,
  • la cancrena, una complicazione del processo di necrosi caratterizzata dalla morte dei tessuti a causa della ridotta offerta di sangue.

Man mano che la setticemia peggiora aumentano i rischi per il paziente, quindi se la maggior parte dei pazienti guarisce dalla sepsi lieve, non si può dire lo stesso per quelli affetti da setticemia grave o colpiti da shock settico, poiché in questi casi il tasso di mortalità si avvicina al 50%. Di conseguenza chi pensa di aver contratto un’infezione o manifesta i sintomi della setticemia deve immediatamente recarsi dal medico o al pronto soccorso.

Setticemia : diagnosi

Diagnosticare la setticemia non è semplicissimo poiché la maggior parte dei sintomi potrebbe essere provocata da altre malattie. Nella maggior parte dei casi il medico prescrive una serie di esami per identificare l’infezione che provoca il disturbo. In tal senso si rivelano utili:

  • gli esami del sangue che possono rivelare problemi di coagulazione, anomalie nella funzionalità di fegato o reni, carenza di ossigeno e squilibri elettrolitici;
  • l’esame delle urine per evidenziare la presenza di batteri;
  • l’esame dell’espettorato per comprendere quale tipo di germe causa l’infezione;
  • il tampone di una ferita, un esame colturale che permette di capire quale tipo di antibiotico è più indicato per combattere i batteri che la infettano.

Quando la localizzazione dell’infezione non è evidente si ricorre invece agli esami di imaging come:

  • la radiografia, utilissima per visualizzare in pochi minuti i problemi dei polmoni;
  • la TAC, indicata per le infezioni dell’appendice, del pancreas e dell’intestino;
  • l’ecografia, particolarmente utile per le infezioni della cistifellea e delle ovaie;
  • la risonanza magnetica, perfetta per la diagnosi di infezioni dei tessuti molli.

SETTICEMIA : trattamento

Trattare tempestivamente e in maniera aggressiva la sepsi aumenta le probabilità di vita del paziente. Generalmente si interviene con la cura antibiotica. Chi invece soffre di setticemia grave o shock settico deve necessariamente essere curato in ospedale, in terapia intensiva, con somministrazione di liquidi tramite flebo. Inoltre possono rivelarsi fondamentali le procedure di rianimazione per stabilizzare la funzionalità respiratoria e cardiaca, anche con l’uso dell’ossigeno, e il ricorso alla dialisi in caso di insufficienza renale.

Per curare la setticemia vengono usati diversi tipi di farmaci, in particolare:

  • gli antibiotici. In un primo momento il paziente viene trattato con un antibiotico ad ampio spettro, efficace contro diversi batteri, poi una volta ottenuti i risultati degli esami del sangue, si procede alla sostituzione dell’antibiotico con uno più efficace contro il batterio che provoca l’infezione;
  • i vasopressori che vengono somministrati per far restringere i vasi sanguigni e aumentare la pressione nel caso in cui i valori pressori si mantengono troppo bassi anche dopo aver ricevuto i liquidi tramite flebo;
  • i corticosteroidi in dose minime;
  • l’insulina per mantenere sotto controllo il livello di glucosio nel sangue;
  • gli analgesici, utilizzati solo per lenire il dolore e non certamente per intervenire sulle cause che l’hanno provocato.

L’intervento chirurgico può invece essere necessario per rimuovere, ad esempio, un ascesso.

Per approfondire:
http://www.my-personaltrainer.it/salute/sepsi.html
http://www.corriere.it/salute/14_marzo_07/sepsi-shock-settico-come-riconoscerli-e0bb861a-a60a-11e3-b663-a48870b52ff3.shtml

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