Sindrome di Asperger: cause, sintomi e cure

La sindrome di Asperger è un disturbo dello sviluppo mentale che compromette le capacità comunicative e di socializzazione di un individuo. Oltre alle scarse doti comunicative e relazionali, i soggetti affetti da questa sindrome si distinguono dagli altri per dei comportamenti particolari, fatti di preoccupazioni inusuali e azioni ripetitive e stereotipate.

La malattia si manifesta durante l’infanzia, in genere intorno ai 2-3 anni, ma viene diagnosticata per lo più quando il bambino comincia la scuola. Questo perché le vere difficoltà nel socializzare e nel dialogare con gli altri emergono quando il piccolo paziente si trova a contatto con persone, in particolare coetanei, esterne al suo nucleo familiare.

Secondo la maggior parte degli studi epidemiologici, la sindrome di Asperger o A.S. colpisce prevalentemente i maschi (il rapporto è di 9:1 a favore del sesso maschile) e ha un’incidenza di 3-4 casi ogni 10.000 individui. Quest’ultimo dato va tuttavia preso con le pinze in quanto la misurazione dipende fortemente dai criteri diagnostici usati.

Sindrome di Asperger e autismo

La sindrome di Asperger rientra nel quadro delle cosiddette malattie dello spettro autistico. Infatti, pur essendo più moderata, la malattia condivide con l’autismo diverse caratteristiche cliniche, in particolare la difficile interazione sociale, i problemi di comunicazione, gli interessi limitati, i gesti ripetitivi e stereotipati, il deficit di attenzione, l’ansia e la depressione. Di conseguenza, è corretto definire la sindrome di Asperger come una forma particolare di autismo, nonostante chi ne sia affetto conservi una buona intelligenza e un buon linguaggio.

Sindrome di Asperger: cause

L’ipotesi al momento più attendibile circa la causa della sindrome di Asperger sembra quella della mutazione genetica nella struttura del DNA, in quanto pare che alcuni geni mutati, situati nel cromosoma 7, abbiano un ruolo molto importante nel provocare la A.S. A sostegno dell’ipotesi c’è uno studio effettuato sui gemelli monozigoti aventi lo stesso DNA da cui è emerso che, se colpiti da sindrome di Asperger, l’88% dei gemelli manifesta gli stessi sintomi della malattia. Il mancato 100% potrebbe dipendere dal fatto che, come dimostrato di recente, esistono minuscole variazioni anche nei codici genetici di gemelli identici.

Oltre questa ipotesi ancora poco chiara, meritano sicuramente approfondimenti alcune teorie che riguardano il cervello e specifiche sue alterazioni a livello anatomico-funzionale.

Sindrome di Asperger: sintomi

I sintomi tipici della sindrome di Asperger riguardano e condizionano il linguaggio, la comunicazione, i rapporti sociali, le capacità motorie, il comportamento e gli interessi quotidiani.

Più nello specifico i soggetti affetti dalla sindrome di Asperger:

  • sono completamente disinteressati a creare rapporti di amicizia o di affetto con i coetanei;
  • hanno un tono di voce monotono, si esprimono in modo pedante e interpretano alla lettera tutto ciò che gli viene detto, in quanto non riescono a distinguere frasi sarcastiche, ironiche e modi di dire;
  • ingaggiano conversazioni unilaterali e parlano principalmente di un argomento preferito, spesso inusuale e limitato;
  • manifestano scarsa empatia e scarsa comunicazione non verbale;
  • hanno una mimica facciale limitata (faccia arrabbiata, faccia felice o faccia triste);
  • eseguono dei gesti stereotipati e ripetitivi come, ad esempio, sbattere le mani e torcere le dita;
  • manifestano un interesse quasi maniacale per certi argomenti o oggetti e rivolgono continuamente il pensiero a uno schema ristretto di interessi, solitamente uno o due;
  • vivono nel proprio mondo e si preoccupano solo delle proprie cose;
  • sono goffi e maldestri;
  • hanno un’eccellente memoria e ottime capacità musicali;
  • hanno un quoziente intellettivo normale e in alcuni casi superiore alla media, tanto da sviluppare doti matematiche e informatiche fuori dal comune. Col passare del tempo un QI più alto della media può rendere alcuni di loro non distinguibili dai soggetti normali.

In alcuni casi i bambini affetti da A.S. non particolarmente asociali cercano di avvicinarsi ai coetanei abbracciandoli o gridando per poi restare perplessi di fronte alla loro reazione.

Infine, diversamente da quanto si potrebbe pensare, la sindrome di Asperger non determina un ritardo clinicamente significativo del linguaggio, dello sviluppo cognitivo e delle capacità di autoaccudimento adeguate all’età.

Sindrome di Asperger: disturbi associati

Tra i disturbi tutt’altro che trascurabili associati alla sindrome di Asperger citiamo:

  • anomalie genetiche, come la fenilchetonuria e la sclerosi tuberosa;
  • crisi epilettiche a partire dalla pubertà;
  • deficit intellettivi;
  • depressione e attacchi d’ansia, specialmente in età adulta, come conseguenza dell’isolamento sociale e della frustrazione che ne consegue;
  • difetti della vista e dell’udito;
  • disturbi del sonno;
  • sindrome da deficit di attenzione e iperattività.

Sindrome di Asperger: quando rivolgersi al medico?

Il segnale più rappresentativo della sindrome di Asperger è l’incapacità di stabilire un’interazione sociale con i coetanei, pertanto in presenza di un bambino di 5 o 6 anni che non riesce a instaurare alcun rapporto con i compagni di scuola sarà compito dei genitori, magari informati dalle maestre, intervenire con la richiesta di un consulto medico per il bambino.

Sindrome di Asperger: diagnosi

Partendo dal presupposto che la sindrome di Asperger non è per nulla semplice da diagnosticare, per venirne a capo senza troppi intoppi è necessario affidarsi a esperti di neuropsichiatria con esperienza nel campo dell’autismo e dei disturbi generalizzati dello sviluppo, che sottoporranno il piccolo paziente a una visita specialistica.

Tale visita comincia con un’analisi approfondita dei comportamenti assunti dal soggetto sotto indagine che verrà osservato nel suo modo di relazionarsi con genitori, insegnanti e compagni di scuola. Sempre in questa prima fase si procede poi a interpellare le persone con cui il paziente è entrato in contatto per scoprire se c’è stato un dialogo e come si è svolto.

Dopodiché la valutazione va avanti con l’esecuzione di tutti i test necessari a stabilire lo stato d’animo e le capacità motorie, di linguaggio e comunicazione del bambino. Una volta raccolte tutte le informazioni, gli specialisti confrontano ciò che hanno osservato con quanto riportato sull’argomento nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, pubblicato dall’Associazione Psichiatrica Americana, e giungono finalmente a una diagnosi.

Sindrome di Asperger: terapie

Le terapie più efficaci ma non ancora risolutive contro la sindrome di Asperger sono sicuramente quelle cognitivo-comportamentali e, quando necessario, farmacologiche, anche se va detto che non esistono medicine specifiche.

Il trattamento, sintomatico e riabilitativo, consiste in interventi psicosociali e psicoterapici che mirano a migliorare l’aspetto comunicativo, le interazioni sociali, le ossessioni maniacali, lo stato depressivo, l’iperattività e lo stato d’ansia del soggetto affetto da A.S. In questo modo il paziente, seguito da professionisti del settore, impara a riconoscere le frasi sarcastiche e i modi di dire, a usare un tono di voce diverso e a stabilire un dialogo non più unilaterale. Inoltre il paziente viene educato gradualmente a tenere a bada le proprie manie e a svincolarsi dalle proprie abitudini o ossessioni, spesso davvero bizzarre. Infine, se necessario, si procede con la somministrazione di determinati farmaci per moderare depressione, ansia, deficit di attenzione e iperattività. Considerato che i farmaci utilizzati possono avere effetti collaterali piuttosto importanti, è bene ricorrervi solo in caso di stretta necessità.

Sebbene non sia possibile guarire dalla sindrome di Asperger, l’applicazione di una terapia accurata può sicuramente migliorare la qualità della vita di un paziente che, se ben seguito, può crescere come una persona adulta indipendente. Di conseguenza è importantissimo:

  • educare il soggetto alle regole di socializzazione;
  • fargli superare le manie ossessive e trasformarle, quando possibile, in passioni che potrebbero avere un risvolto positivo nel contesto lavorativo (capacità informatiche, matematiche e musicali);
  • informare della malattia insegnanti e colleghi di lavoro in modo che siano preparati a rapportarsi con chi ha difficoltà nelle relazioni sociali.

Affinché la terapia sia efficace, è fondamentale intervenire anche sull’educazione di genitori e fratelli del paziente, in modo che sappiano affrontare al meglio il disturbo che affligge il loro congiunto e di riflesso l’intera famiglia.

Infine è bene ricordare che nella maggior parte dei casi i soggetti colpiti dalla sindrome di Asperger continueranno a manifestare disturbi nelle relazioni sociali e a essere esposti, soprattutto con la crescita, al rischio di sviluppare ansia, depressione e, nei casi più gravi, psicosi.

Per approfondire:

http://www.fondazioneares.com/index.php?id=430
http://www.asperger.it/?q=asperger_syndrome
http://www.my-personaltrainer.it/salute-benessere/sindrome-di-asperger.html

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