TEMPO DI PROTROMBINA : cosa è, cosa significa

PROTROMBINA : cosa è

La protrombina, o fattore II, è una proteina sintetizzata dal fegato e contenuta all’interno del sangue: svolge una fondamentale funzione all’interno del processo di coagulazione. La protrombina ha una struttura molto complessa: è costituita da 579 aminoacidi ed è una sostanza inattiva all’interno del sangue, che viene stimolata da alcuni enzimi in caso di emorragie.

Per capire la sua funzione è necessario spiegare le fasi dell’emostasi. A seguito della rottura di un vaso sanguigno, il tessuto endoteliale, cioè il rivestimento interno di vene e arterie, rilascia delle sostanze che fanno partire la reazione di emostasi.

Fasi dell’emostasi

  1. fase vascolare: i vasi sanguigni si restringono per far diminuire l’afflusso di sangue e quindi l’emorragia, permettendo al corpo di chiudere più facilmente la ferita perdendo meno sangue durante le fasi di emostasi;
  2. fase piastrinica: le piastrine, presenti nel sangue, vengono attirate dalle sostanze rilasciate dall’endotelio danneggiato e aderiscono ai margini della ferita, formando il cosiddetto trombo bianco. Quando aderiscono si disgregano, rilasciando i granuli contenuti al loro interno, ricchi di enzimi che favoriscono la creazione di un coagulo solido;
  3. fase coagulativa: si forma il coagulo di fibrina. La fibrina è una sostanza che deriva dal fibrinogeno, una proteina che si trova nel sangue in forma inattiva. Viene attivata dagli enzimi per generare la fibrina, una vera e propria rete che salda il coagulo e ferma l’emorragia. L’enzima più importante che permette al fibrinogeno (inattivo) di diventare fibrina (attiva) è la trombina (attiva) che deriva dalla protrombina (inattiva);
  4. fase fibrinolitica: quando il tessuto dei vasi è stato riparato, vengono rilasciate sostanze che sciolgono il coagulo e la circolazione sanguigna prosegue normalmente.

È molto importante che tutti i fattori coinvolti nella emostasi e soprattutto nella fase di coagulazione siano inattivi quando non c’è bisogno di coagulare il sangue. Quando il delicato equilibrio chimico che governa la coagulazione è difettoso, si hanno malattie della coagulazione del sangue che possono portare ai due casi opposti: il sangue coagula troppo poco o non coagula (come nel caso dell’emofilia), o viceversa il sangue coagula troppo (in quel casi si hanno le trombosi).

I valori della protrombina sono uno dei dati che vengono ricercati quando si sospettano problemi legati alla coagulazione.

Le analisi per valutare la PROTROMBINA: tempo di protrombina e INR

Rivediamo a questo punto i passaggi principali della fase coagulativa dell’emostasi:

A monte si ha la lesione del vaso sanguigno e il conseguente rilascio di enzimi che scatenano le successive reazioni -> la protrombina (fattore II) viene trasformata in trombina (fattore IIa) -> la trombina attiva il fibrinogeno e lo trasforma in fibrina -> si forma il coagulo.

Il valore del sangue che si guarda per valutare la funzionalità della protrombina è il cosiddetto tempo di protrombina: misura quanto impiega il sangue a formare un coagulo di fibrina. Per la valutazione del tempo di protrombina, si aggiunge al campione di sangue un enzima che avvia la reazione e si cronometra il tempo necessario ad ottenere la fibrina. In un corpo sano e normale, che non assuma farmaci che influenzano la coagulazione, ci vogliono dagli 11 ai 13,5 secondi.

Data la frequenza con cui vengono sottoposti all’esame pazienti in cura con farmaci anticoagulanti (cumadin – warfarin), spesso si ricorre all’analisi si un ulteriore valore, detto INR, ovvero International Normalized Ratio.

Con questo indice si tiene conto del tempo di protrombina del paziente, del tempo normale di protrombina, delle caratteristiche del reagente utilizzato per la misurazione e i valori del tempo di protrombina per i pazienti che usano il cumadin – warfarin.

TEMPO DI PROTROMBINA e INR: i valori normali

Per chi non assume farmaci, i valori normali sono da compresi nei seguenti intervalli:

  • tempo di protrombina: fra 11 e 13,5 secondi
  • INR: fra 0.8 e 1.1

Per chi assume anticoagulanti, si valuta l’INR, il cui valore normale sarà più elevato, solitamente fra 2.0 e 3.0

Data la grande differenza fra i valori normali di chi assume anticoagulanti e chi non ne assume, è sempre importante riferire al medico che leggerà le analisi del sangue se stiamo seguendo terapie anticoagulanti o se prendiamo altri tipi di farmaci.

Il tempo di protrombina e molte delle reazioni legate alla coagulazione sono legate a proteine che dipendono dalla vitamina K per svolgere la loro funzione regolarmente. Ogni farmaco, sostanza o integratore che modifichi i livelli di vitamina K andrà a modificare anche i risultati delle analisi del sangue.

TEMPO DI PROTROMBINA valori alti: cause e conseguenza

Il tempo di protrombina alto significa che il sangue tende a coagulare più lentamente. Chi assume anticoagulanti, e avrà quindi un INR “normale” fra 2-0 e 3.0, avrà comunque la tendenza a coagulare più lentamente. Chi prende anticoagulanti farà riferimento all’ultimo paragrafo dell’articolo, con le avvertenze speciali. I valori più alti di quelli desiderati, cioè con un INR > 1.1 possono essere causati dalle seguenti condizioni:

Cause:

  • difetti della coagulazione;
  • patologie che colpiscono il funzionamento delle proteine coinvolte nella coagulazione;
  • malattie al fegato (che è l’organo che sintetizza la protrombina);
  • bassi livelli di vitamina K;
  • bassi valori dei fattori di coagulazione;
  • assenza di fattori della coagulazione;
  • cambiamenti nell’attività dei fattori di coagulazione;
  • presenza di sostanze che inibiscono le prestazioni dei fattori di coagulazione;
  • eccessivo dosaggio dei farmaci anticoagulanti;
  • un aumento nell’utilizzo dei fattori di coagulazione (ed esempio in caso di emorragie frequenti e/o estese).

Conseguenze:

  • facile formazione di ematomi;
  • svenimenti o sensazione di testa leggera;
  • infezioni conseguenti ad ogni rottura della pelle;
  • difficoltà a trovare la vena per prelievi e iniezioni;
  • difficoltà a fermare un’emorragia anche applicando pressione;
  • mestruazioni molto pesanti;
  • presenza di sangue nelle urine;
  • gengive sanguinanti;
  • articolazioni gonfie e/o doloranti;
  • perdita della visione;
  • anemia cronica;
  • epistassi (sangue dal naso).

TEMPO DI PROTROMBINA  valori bassi: cause e conseguenza

Un tempo di protrombina basso significa che il sangue coagula più velocemente. Fra le cause di un tempo di protrombina particolarmente basso possono esserci farmaci o alimenti che aumentano il contenuto di vitamina K, che è la vitamina che aiuta la coagulazione, ed è molto presente in alimenti come broccoli, fegato, soia, tè verde, ceci e cavolo.

Cause:

  • elevata quantità di vitamina K;
  • assunzione di alcuni farmaci, soprattutto contenenti estrogeni;

Conseguenze:

  • formazione di trombi;
  • difetti nell’anticoagulazione.

PROTROMBINA : avvertenze particolari per chi usa anticoagulanti

L’INR desiderato (generalmente fra 2-0 e 3.0) è il valore ideale per chi è in terapia con anticoagulanti. Vanno però ricordate alcune informazioni importanti a coloro che usano gli anticoagulanti:

  • valori di INR normale (fra 2.0 e 3.0): anche se il valore è ideale, c’è maggiore tendenza al sanguinamento, perché il tempo di coagulazione è comunque più lento rispetto a chi non assume i farmaco;
  • valori alti (INR maggiore di 3.0): ci sono maggiori rischi di sanguinamento perché la coagulazione è eccezionalmente lenta;
  • valori bassi (INR inferiore a 2.0): ci sono rischi di trombosi perché la coagulazione è troppo veloce.
  • Valori dell’INR troppo alti o troppo bassi possono essere causati da:
  • un dosaggio errato del farmaco;
  • assunzione di bevande alcoliche;
  • assunzione di altri farmaci o integratori che modificano la funzione dell’anticoagulante (l’assunzione di vitamine, antibiotici, supplementi alimentari etc. va sempre riferito al medico);
  • assunzione di cibi che influenzano l’assorbimento del farmaco anticoagulante.

Malattie legate alla coagulazione

Spesso i difetti di coagulazione sono dovuti a particolari patologie che colpiscono il fegato, ma anche a patologie ereditarie. Ecco quali sono le principali malattie che influenzano la coagulazione.

Patologie del fegato: le epatiti, la cirrosi e il cancro al fegato compromettono la sua funzionalità. Poiché la protrombina è prodotta dal fegato, un difetto nella protrombina può derivare da un fegato affaticato o malato.

Diabete: l’eccesso di zucchero che si verifica nei pazienti diabetici altera il metabolismo dei grassi e può portare alla formazione di placche arteriosclerotiche all’interno delle arterie. Nei casi più gravi, le placche vengono riconosciute come fonti di infiammazione e il corpo reagisce cercando di coagulare il sangue attorno alla placca, generando i pericolosi trombi.

Emofilia: è una malattia genetica, famosa per aver afflitto le famiglie reali russe. Causa una riduzione dei fattori della coagulazione ed è alla base di forti emorragie che possono anche rivelarsi mortali. Chi è affetto da emofilia è spesso anemico e sviluppa ematomi anche a seguito di traumi normalmente trascurabili.

Iperomocisteinemia: è una malattia che può avere origini genetiche p essere innescata da una dieta sbilanciata e causa un’eccessiva concentrazione di omocisteina nel sangue. L’omocisteina causa un’eccessiva adesività delle piastrine e una coagulazione troppo forte, poiché aumenta i valori dei fattori di coagulazione presenti nel sangue.

Dieta e coagulazione

Elevati tempi di protrombina sono spesso legati ad una carenza di vitamina K. La vitamina K è presente in quantità consistenti nei seguenti cibi: il contenuto di vitamina è espresso in microgrammi di vitamina K ogni 100 grammi di prodotto:

  • Basilico secco: 1.714
  • Bieta: 830
  • Crescione: 541
  • Spinaci: 493
  • Broccoli: 256
  • Soia (olio di soia): 183
  • Scalogno
  • Cavoletti di Bruxelles: 140
  • Cavolo: 108
  • Lattuga: 102

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PER APPROFONDIRE

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https://draxe.com/top-10-vitamin-k-rich-foods/

http://www.valori-alimenti.com/cerca/fillochinone-vit-k.php

http://biomol.altervista.org/fattore_ii.html

http://www.patologiaclinica.net/wp-content/4°-Lez.-Coagulazione.pdf

http://www.iqb.es/monografia/fichas/ficha021.htm

https://medlineplus.gov/ency/article/003652.htm

https://www.aacc.org/community/national-academy-of-clinical-biochemistry/scientific-shorts/2012/the-international-normalized-ratio-how-well-do-we-understand-this-measurement

https://medlineplus.gov/ency/article/003652.htm
http://www.webmd.com/a-to-z-guides/prothrombin-time#1

http://www.diabetericerca.org/la-ricerca/ultime-notizie/item/il-diabete-mellito-di-tipo-1-scompensato-altera-la-nostra-coagulazione-favorendo-la-formazione-di-trombi-con-possibili-conseguenze-come-infarto-e-ictus.html?category_id=29

http://www.trombosi.org/filemanager/cms_alt/files/SALTO/Salto3/65_DIABETE_e_TROMBOSI.pdf

http://www.osservatoriomalattierare.it/emofiliehttp://www.infoemofilia.info/cont/pubblica/cos-e-l-emofilia/2/emofilia.asp