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Acido lattico valori normali

L'esame della presenza di acido lattico permette di capire come le nostre cellule lavorano quando non ricevono un apporto adeguato di ossigeno che permette loro di trasformare il glucosio in anidride carbonica e acqua. Un attento esame dei valori potrebbe anche far scattare nel nostro medico il campanello d'allarme riguardo alla ridotta rimozione da parte del fegato

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I valori normali di acido lattico presenti nel sangue si possono sintetizzare con la seguente tabella:

(mg/L x 0,011 = mmol/L)

Mg/L Mmol/L
Neonato (capillare) 90-150 1,00-1,65
Sangue venoso < 15 anni 90-260 1,00-2,85
Sangue venoso adulto 50-180 0,55-2,00
Sangue arterioso adulto 30-110 0,33-1,20
LCR neonato 145-280 1,60-3,10
LCR bambino, adulto 100-220 1,10-2,40

Sicuramente tutti noi almeno una volta nella vita abbiamo sentito parlare di “acido lattico“. E questo soprattutto quando abbiamo incominciato a fare attività sportiva a livello agonistico o semplicemente nel tempo libero. E non solo. Chi di noi non ricorda, quando da piccoli dopo una corsa in bicicletta o tra i campi ci siamo lamentati dei dolori alle gambe, dei crampi e del bruciore ai muscoli e la mamma, solerte e affettuosa non ci abbia risposto: “Sarà l’acido lattico?”

Ebbene sì, l’acido lattico, come abbiamo scritto in un nostro precedente articolo è un prodotto del nostro organismo, un composto biochimico importantissimo, correlato alla fatica muscolare e che segue un ciclo metabolico ben preciso. Non è un prodotto tossico di per sè, ma può diventare significativo nel momento in cui il nostro organismo non riesce a smaltirlo adeguatamente.Per essere più precisi e dare una definizione puntuale, l’acido lattico è un sottoprodotto dell’attività anaerobica dei muscoli. Possiamo dire che il nostro organismo produce acido lattico quando è in debito di ossigeno.

Quando i muscoli sono sottoposti a una fatica eccessiva e vanno in fase anaerobica – ovvero in assenza di ossigeno – la produzione di acido lattico è un meccanismo che favorisce i muscoli e permette di riprendere la normale attività aerobica (quindi in presenza di ossigeno). L’acido lattico in circolo nel sangue viene poi smaltito dal nostro organismo, attraverso l’importante funzione del fegato, nel giro di un paio d’ore dalla fine dello sforzo.

Può essere utile, per valutare la presenza di acido lattico, conoscere quali sono i valori normali nel sangue, i valori che non destano preoccupazione perchè rientrano nella normalità o diversamente i valori che invece devono preoccuparci.

Vi sono, come per ogni sostanza presente nel sangue dei valori di riferimento della presenza di acido lattico nel sangue. Vediamo come leggere questi valori, interpretarli e valutarli nel contesto di benessere generale. L’esame diagnostico della presenza di acido lattico permette di capire come le nostre cellule lavorano quando non ricevono un apporto adeguato di ossigeno che permette loro di trasformare il glucosio in anidride carbonica e acqua. Un attento esame dei valori potrebbe anche far scattare nel nostro medico il campanello d’allarme riguardo alla ridotta rimozione da parte del fegato.

E non solo. Valutare i valori dell’acido lattico serve anche a capire se vi sono alterazioni del normale equilibrio acido – basico che per esempio si altera in condizioni metaboliche patologiche, o in presenza di malattie metaboliche ereditarie, anemia e diabete. E questo lo affermano moltissimi studi autorevoli in letteratura medica. Queste ricerche hanno dimostrato quanto sia affidabile valutare la presenza di acido lattico nei pazienti con sospette infezioni o malattie metaboliche e addirittura neoplastiche.

Per questo motivo è importante far leggere gli esami diagnostici di laboratorio al medico che potrà fare una valutazione globale.

Come si misurano i valori dell’acido lattico?

Attraverso un prelievo di sangue. E’ importante – per evitare valori alterati – che si sia a digiuno dalla sera precedente o comunque da almeno otto ore e soprattutto che abbia terminato lo sforzo fisico almeno da due ore, altrimenti il dosaggio risulta alterato. In condizioni ottimali, il prelievo dovrebbe essere fatto dopo essere stati distesi almeno da 15 minuti. Il campione prelevato normalmente è di sangue venoso, altre volte viene prelevato del sangue arterioso, in casi specifici e peraltro molto rari, può essere prelevato un campione di liquido raccolto dalla spina dorsale.

Quali sono i valori normali di acido lattico?  

I valori normali li abbiamo visti sinteticamente nella tabella all’inizio di questo articolo. Riassumendo: per l’uomo sono 0.6 – 1.8 mmol/L, mentre per la donna i valori normali sono 0.6 – 1.8 mmol/L; ancora per i bambini i valori normali sono 0.5-2.2 mmol/L. Questi sono i valori in millimoli per litro. Questa unità di misura è adottata dal Sistema Internazionale come standard di riferimento. Vediamo invece quali sono i valori ematici di riferimento espressi in milligrammi per decilitro (mg/dL): i valori normali nel sangue vanno da  5,7 a 22 mg/dl. Attenzione quindi, quando prelevate dal laboratorio di analisi quale scala di misura sia stata adottata.

Per evitare confusione tra le due scale di riferimento e i corrispondenti valori, è utile riportare una piccola operazione aritmetica di conversione delle due scale (mg/L x 0,011 = mmol/L).

Con valori superiori a 10 mmol/l e con un Ph del sangue inferiore a 7,3 si va in acidosi lattica. Anche l’abbassamento del Ph ha un importante coinvolgimento nel processo di acidosi, come effetto della fatica e come segnale di diminuzione della forza muscolare. In presenza di una grave acidosi (con Ph minore di 7) viene effettuata una somministrazione di bicarbonato ma ovviamente con particolare cautela e solo dietro stretto controllo medico. Scendendo al di sotto di 7 – che è il valore neutro – si è in condizioni di acidità.

Una quantità eccessiva di acido lattico può causare dolori muscolari
Una quantità eccessiva di acido lattico può causare dolori muscolari

E’ opportuno ribadire, quindi, che valori superiori a quelli di riferimento possono essere dovuti a intensa attività fisica, ma anche a patologie che vanno individuate, perchè in generale le concentrazioni di acido lattico possono aumentare in qualsiasi situazione in cui vi sia un fabbisogno di ossigeno. Chiaramente in questo caso  deve essere curata la patologia di base.

Il dosaggio dell’acido lattico viene anche definito dosaggio del “lattato“. Anche se non stiamo parlando della stessa cosa, dal punto di vista biochimico, i due termini “acido lattico” e “lattato” spesso sono usati come sinonimi. Un altro termine utilizzato è lattacidemia che invece indica il bilancio tra la produzione del lattato e come si riversa nel sangue e infine come viene eliminato attraverso i vari processi metabolici.

Se invece i valori vengono valutati subito dopo lo sforzo fisico, è chiaro che risulteranno alterati, ma la loro misura ci può dare l’esatta dimensione di come il nostro organismo sia arrivato a non tollerare più lo sforzo fisico e la soglia anaerobica sia stata abbondantemente superata.

Dove effettuare i test dell’acido lattico?

I test dell’acido lattico, possono essere condotti in laboratorio o su campo. Certamente i valori di laboratorio sono più esatti perchè non influenzati da alcune variabili che possono comprometterne la prestazione come il vento, l’umidità, la temperatura. In entrambi i casi il test viene effettuato per verificare la presenza più o meno importante di acidosi lattica, la quantità di ossigeno presente all’interno dei tessuti del corpo e ovviamente scoprire l’eventuale causa di una elevata quantità di acido nel sangue. In quest’ultimo caso ai test dell’acido lattico possono seguire altri test in modo che “parlino” in maniera sinergica.

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