DENTI DEL GIUDIZIO : estrazione chirurgica e complicanze

I denti del giudizio sono dei molari che non hanno più una vera funzione pratica. Può accadere che, data la loro posizione e la conformazione di mascella e mandibola, diano dei problemi e debbano essere estratti. Ecco quando vanno tolti, le tecniche di estrazione e le possibili complicanze dopo di essa

Il dente del giudizio, o meglio, i denti del giudizio, fanno parte di quella classe di strutture corporee definite organi vestigiali.

Si tratta, cioè, di organi che si sono evoluti nell’uomo quando avevano un loro ruolo ben definito, ovvero durante le epoche primitive, ma che ora non lo hanno più.

Nel caso specifico dei denti del giudizio, essi venivano utilizzati dall’uomo primitivo come molari aggiuntivi, con il ruolo di facilitare la masticazione complessa di carni crude e particolarmente dure.

Infatti, l’uomo dell’epoca, aveva bisogno di denti molto più resistenti e affilati dei nostri, potendosi nutrire soltanto di cibi crudi, come la cacciagione, che doveva stracciare e masticare.

Nell’epoca moderna, tuttavia, nella quale abbiamo a nostra disposizione cibi cotti e morbidi, i denti hanno subìto un radicale cambiamento strutturale, divenendo più piccoli e delicati e, in particolare, i denti del giudizio non sono stati più indispensabili alla masticazione.

Essi, anzi, talvolta possono generare dei problemi di natura infiammatoria.

In effetti, durante il percorso dell’evoluzione dell’uomo, sono avvenuti molteplici cambiamenti morfo-funzionali nel corpo e a livello della struttura ossea.

In particolare, per quanto riguarda l’apparato masticatorio, si è avuta una riduzione delle dimensioni delle ossa mandibolari e mascellari.

Ciò determina oggi, nella maggior parte dei casi, dei problemi di eruzione dei denti del giudizio, che non trovano più il loro giusto spazio per poter spuntare, provocando spesso sovraffolamenti e infezioni gengivali.

Struttura delle arcate dentarie umane

I denti, nell’individuo adulto, sono 32 e sono impiantati all’interno di cavità presenti nelle ossa mandibolare e mascellare, chiamate cavità alveolari.

Essi sono organi costituiti da tre porzioni:

  • La corona, cioè la parte visibile dall’esterno, che emerge dalla gengiva;
  • Il colletto, ovvero la parte di transizione tra la corona e la radice;
  • La radice, che è la porzione che si inserisce nell’alveolo ed è coperta dalla mucosa gengivale.

All’interno della bocca, i denti sono suddivisi simmetricamente tra le due arcate, superiore e inferiore.

Ognuna di esse, infatti, è costituita da 16 denti che si suddividono in:

  • Incisivi. Sono 8 in totale e hanno il ruolo di incidere il cibo, così come il loro nome suggerisce;
  • Canini. Sono 4 e hanno il compito di affondare nel cibo, in modo da infilzarlo e mantenerlo immobile;
  • Premolari. Sono 8 e sono deputati alla masticazione e triturazione del cibo;
  • Molari. Sono 12 e, anch’essi, servono per masticare e triturare il cibo.

La corretta distribuzione di tutti i denti a livello delle due arcate, garantisce un’efficace masticazione degli alimenti, fondamentale per preparare il nostro sistema gastrico alla digestione.

denti del giudizio posizione
Spesso i denti del giudizio non trovano più il loro giusto spazio per poter spuntare o possono crescere in posizione coricata

Masticazione e digestione

Ricordiamo, infatti, che i processi digestivi hanno inizio fin dalla bocca, proprio grazie alla masticazione.

Quando noi mangiamo, se mastichiamo lentamente ogni boccone di cibo, permettiamo un corretto sminuzzamento dei tessuti vegetali e animali che abbiamo introdotto.

Questo fa sì che le macromolecole di cui gli alimenti sono composti, fuoriescano dalle cellule e comincino ad essere digerite all’interno della bocca, grazie alla saliva.

Quest’ultima, infatti, è una secrezione ricca di enzimi digestivi, quali amilasi, lipasi e proteasi, che sono in grado di effettuare una modesta e parziale digestione delle macromolecole, favorendo e velocizzando così i processi digestivi che si completeranno poi all’interno di stomaco e intestino.

Ecco perché è fondamentale avere sempre cura dei propri denti e, soprattutto, che essi si sviluppino correttamente durante il periodo della dentizione.

Arcate dentarie e denti del giudizio

Come accennato in precedenza, i denti del giudizio spesso creano dei problemi, in quanto non riescono a fuoriuscire in maniera corretta.

Le modifiche strutturali delle ossa cranio-facciali avvenute durante il corso dell’evoluzione, che hanno portato alla fisionomia dell’Homo Sapiens che conosciamo oggi, hanno determinato un ridimensionamento dell’intera struttura craniale.

Questo, ha coinvolto anche le ossa della mandibola e della mascella, che sono divenute più ristrette. Contemporaneamente, però, il numero dei denti è rimasto inalterato, anche se, essi sono diventati più piccoli e meno resistenti.

Ciò ha portato a una difficoltà di sviluppo ed eruzione degli ultimi molari presenti su ognuno dei 4 quadranti che compongono le due arcate dentali, ovvero i denti del giudizio.

Questi denti, chiamati anche ottavi, proprio perché costituiscono il dente numero otto di ogni quadrante, hanno preso popolarmente il nome di denti del giudizio in quanto si sviluppano durante l’età matura.

Essi fuoriescono normalmente intorno ai 18-20 anni ovvero, appunto, l’età del giudizio.

DAL NOSTRO FORUM : discussioni su DENTI DEL GIUDIZIO

denti del giudizio estrazione
L’estrazione chirurgica dei denti del giudizio è consigliata in caso di infezioni

Disturbi dei denti del giudizio

In molti casi, purtroppo, si può verificare o un ritardo nella loro eruzione, o una parziale eruzione oppure, addirittura, un loro totale mancato sviluppo che comporta ulteriori problemi.

I motivi per i quali, spesso, i denti del giudizio non riescono a spuntare sono:

  • mancanza di spazio sufficiente;
  • crescita in direzione orizzontale, che si verifica quando l’asse di crescita del molare risulta inclinato.

In questi casi, il dente resta incluso o semi-incluso all’interno della gengiva, provocando fastidi e patologie quali:

  • Formazione di cisti;
  • Pericoronite, ovvero una forte infiammazione gengivale che può degenerare in infezione;
  • Carie, che possono interessare anche i denti adiacenti;
  • Ascessi gengivali.

Quando i denti del giudizio non riescono a fuoriuscire in maniera corretta e restano intrappolati parzialmente nella gengiva, essi possono creare problemi anche ai denti adiacenti.

Li possono spingere provocando la formazione di carie, ma anche creando problemi di sovraffollamento e, dunque, accavallamento di tutti i denti, con il rischio di malocclusioni, talvolta anche gravi.

Spesso, dunque, per evitare ricorrenti infezioni con formazione di pus, che possono rivelarsi pericolose, è necessario ricorrere alla rimozione chirurgica dei denti del giudizio.

Estrazione dei denti del giudizio: come e quando avviene

I denti del giudizio, come detto, nel momento in cui cominciano a creare dei problemi devono essere rimossi per evitare ulteriori complicazioni.

Le modalità d’intervento di estrazione variano in base alla posizione dei denti all’interno della gengiva e possono essere, dunque, più o meno semplici.

Molti dentisti, per facilitare l’operazione ed evitare tutte le complicanze provocate dalla scorretta estrusione dei denti del giudizio, consigliano di rimuoverli precocemente, prima che essi possano causare infezioni o infiammazioni o danneggiare gli altri denti creando accavallamenti e carie.

In questi caso, l’intervento chirurgico di estrazione risulta di più semplice esecuzione e si effettua in anestesia locale.

Attraverso un piccolo taglio della gengiva, avviene la rimozione del dente che si trova ancora nel suo stadio germinale.

L’incisione può richiedere l’applicazione di qualche punto di sutura riassorbibile, a seconda della profondità e dell’estensione del taglio.

In altri casi, l’intervento chirurgico può essere effettuato quando il molare del giudizio è già fuoriuscito dalla gengiva, ma deve essere comunque rimosso perché crea problemi ai denti adiacenti per il poco spazio a sua disposizione.

In questi casi, l’intervento risulta abbastanza semplice e, spesso, non necessita neanche di incisione della gengiva.

L’estrazione dei molari del giudizio superiori è sempre più semplice rispetto a quella dei denti dell’arcata inferiore.

denti del giudizio occluso
Quando i denti restano inclusi o semi-inclusi all’interno della gengiva, provocano fastidi e dolorose patologie

Denti del giudizio usciti parzialmente

Infine, può verificarsi il caso in cui i molari escono solo parzialmente dalla gengiva, oppure crescono in posizioni distorte all’interno della stessa.

Questi, rappresentano i casi più complessi, nei quali l’intervento chirurgico può richiedere più tempo e una maggiore dolorabilità post-intervento.

Infatti, in questi casi, il chirurgo dovrà effettuare dei tagli più profondi lungo la gengiva, scavando anche intorno al dente mal estruso, per permetterne la completa fuoriuscita.

Talvolta, durante l’intervento, può verificarsi una maggiore difficoltà a far uscire il dente se quest’ultimo si è posizionato al di sotto del dente adiacente.

In questi casi, il chirurgo dovrà rompere il dente del giudizio ed effettuare poi la rimozione dei vari frammenti, in maniera più semplificata.

Estrazione dei denti del giudizio: complicanze

L’intervento chirurgico di estrazione può essere effettuato in modalità ambulatoriale o, a seconda dei casi, con ospedalizzazione.

Normalmente, essendo eseguito con anestesia locale, esso prevede un decorso post-operatorio breve.

Durante il post-operatorio, il paziente può andare in contro a sintomi quali:

  • Gonfiore;
  • Tumefazione della guancia;
  • Dolorabilità;
  • Mal di testa;
  • Mal d’orecchie;
  • Difficoltà di deglutizione;
  • Difficoltà di masticazione;
  • Sanguinamento delle gengive.

Nei giorni immediatamente successivi all’intervento, il medico prescriverà una cura farmacologica con antibiotico, per prevenire la possibile insorgenza di infezioni, e di antinfiammatori o antidolorifici in caso di dolore acuto.

Inoltre, dopo aver subìto l’intervento, il paziente dovrà sostenere un’alimentazione caratterizzata da cibi freddi, che non contengano sostanze irritanti e che sia di consistenza semi-liquida.

Normalmente, la guarigione delle ferite avviene nel giro di pochi giorni, dopo i quali il paziente potrà ristabilire una normale alimentazione e svolgere tutte le sue normali attività quotidiane.

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