DOLORE AL PETTO : le principali cause

Il dolore al petto può avere molteplici cause. Ecco le principali patologie che lo causano, quasi tutte pericolose e potenzialmente letali, con i relativi sintomi da non sottovalutare e le principali terapie per curarle.

Il dolore al petto può avere molte cause e le più importanti sono a carico di cuore e polmoni.

L’ischemia cardiaca (infarto) infatti, anche se la più nota, non è però l’unica a provocare dolore al petto.

Per questo si inizierà dall’analisi delle affezioni cardio-polmonari più gravi, descrivendone brevemente cause, diagnosi e trattamento, per passare poi alla mera elencazione di quelle meno severe e riconducibili a origini di varia natura.

Dolore al petto: pericardite

Infiammazione del pericardio determinata dalla presenza di liquido nel sacco pericardio. Essa può essere acuta, sub-acuta e cronica.

Cause

Possono essere di origine infettiva, tubercolare e non epidemica, quando provocata a sua volta da infarto del miocardio, tumori, ipercolesterolemia, traumi e altre patologie.

Sintomi

Il segnale principale della pericardite è il dolore nella parte retro sternale e alta del torace.

Nel cinquanta per cento dei casi il dolore si irradia posteriormente e raramente alle braccia. Altri sintomi possono essere febbre e dispnea.

Diagnosi e terapia: pericardite

Diagnosi

Facendo pressione sulla parete toracica con il fonendoscopio, il medico è in grado di rilevare la presenza di sfregamento toracico, rumore che diminuisce quando il versamento del liquido aumenta.

Il versamento pericardico influenza il funzionamento meccanico del cuore.

L’ecocardiografia è l’esame diagnostico strumentale di prima scelta perché quello meno invasivo per il malato, può eseguirsi su pazienti allettati, risulta affidabile e di facile esecuzione.

Permette d’individuare con precisione la presenza del versamento e del tamponamento cardiaco.

dolore al petto cuore
Il segnale principale della pericardite è il dolore nella parte retro sternale e alta del torace

Terapia

Prevede il ricorso ad antinfiammatori, da impiegare se le cause sono infettive o provocate da patologie sistemiche. In caso di tamponamento cardiaco o presenza abbondante di liquido, è necessario intervenire con la pericardiocentesi.

Dolore al petto: miocardite

Stato infiammatorio del miocardio.

Cause

In genere sono di tipo infettivo (batteri, virus, parassiti e protozoi), più raramente dipendono da sostanze chimiche, disturbi del metabolismo o agenti fisici.

Le forme infettive sono le più gravi a causa di una condizione infiammatoria diffusa.

Sintomi

Di solito compaiono:

  • febbre
  • sensazione di malessere generalizzato
  • pallore
  • debolezza
  • dolori articolari
  • nausea
  • vomito
  • diarrea

Non è difficile che il paziente, due o tre settimane prima della comparsa della miocardite, venga colpito da un’infezione delle prime vie respiratorie o dello stomaco.

Diagnosi e terapia: miocardite

Diagnosi

L’elettrocardiogramma è solitamente il primo esame strumentale a cui viene sottoposto un paziente che presenti segni di miocardite.

Questo esame strumentale è in grado di mostrare aritmie e disturbi di conduzione a livello atriale o ventricolare o altre alterazioni sintomatiche.

L’ecocardiogramma è molto importante nella valutazione della miocardite perché in grado di mostrare la dilatazione delle cavità ventricolari, versamento, malfunzionamento della pompa cardiaca e mutamenti cinetici.

Questo accertamento diagnostico permette inoltre di verificare l’evoluzione della miocardite.

Biopsia miocardica

Viene eseguita come diagnosi precoce entro un mese, al massimo, dalla comparsa dei sintomi infiammatori

Esami del sangue

In genere l’anemia è uno dei sintomi più frequenti della miocardite, così come il rialzo della creatinfosfochinasi (enzima che gestisce la produzione di energia cardiaca) nella fase acuta.

Molto utile l’esame degli anticorpi per scoprire l’origine.

Terapia

Se la patologia è di natura virale si ricorre a immunostimolanti e antivirali. In presenza d’insufficienza cardiaca è necessario intervenire con diuretici e vasodilatatori.

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Dolore al petto: dissezione aortica

Lacerazione della parete aortica che provoca l’ingresso di sangue.

Secondo la classificazione della Stanford University, la dissezione di tipo A riguarda l’aorta ascendente e l’arco aortico, mentre quella B coinvolge l’aorta discendente.

Soggetti a rischio

In genere colpisce uomini e donne di età compresa tra cinquanta e i settant’anni, più raramente bambini e ultrasettantenni.

Le patologie predisponenti, oltre ad anomalie congenite dell’aorta sono:

  • pressione alta
  • stenosi aortica
  • sindrome di Marfan o di Turner
  • traumi vascolari

Sintomi

Nella stragrande maggioranza dei casi la dissezione aortica si palesa con una fitta fulminante molto intensa provocata dalla lacerazione dell’aorta.

Il dolore al petto si manifesta soprattutto nella parte anteriore del torace, di rado nella zona scapolare, a livello dello stomaco e nella fascia lombare.

Il dolore al petto tipico della dissecazione aortica si distingue da manifestazioni dolorose ricollegabili ad altre patologie.

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In genere colpisce uomini e donne di età compresa tra cinquanta e i settant’anni

Esso presenta infatti due peculiarità: è intenso sin dall’inizio e non varia nel tempo e spesso compare contemporaneamente o di seguito in varie zone.

Di solito il dolore è circoscritto sopra o sotto il diaframma e risulta accompagnato quasi sempre da una sincope, spesso il segnale dalla rottura dell’aorta ascendente.

Diagnosi e terapia: dissezione aortica

Diagnosi

La visita medica, nella dissecazione dell’aorta ascendente, rivela la riduzione del polso e un “soffio” tipico della insufficienza aortica.

Un quinto dei pazienti presenta pressione bassa, sintomo che rivela la necessità di un intervento urgente, considerato che è causata quasi sempre dalla rottura esterna dell’aorta.

Prognosi

Un quarto dei pazienti che non ricevono le cure d’emergenza necessarie va incontro alla morte nel giro di un giorno dall’insorgenza della patologia.

Coloro che invece ricevono cure di primo soccorso, nella quasi totalità dei casi, muoiono entro l’anno dall’evento.

Complicazioni

Nel 50% dei casi di dissecazione dell’aorta ascendente l’ostruzione di un ramo dell’aorta, può provocare problemi a livello celebrale e coronarico.

Trattamento

La dissecazione dell’aorta ascendente costituisce un’emergenza chirurgica, in grado di condurre alla morte in assenza d’intervento chirurgico entro le quarantotto ore.

Nelle dissezioni dell’aorta toracica discendente, la percentuale di morte nel corso dell’intervento è elevatissima.

Cure farmacologiche

Hanno l’obiettivo di ridurre la pressione del sangue e regolare la frequenza cardiaca.

Dolore al petto: embolia polmonare

Ostruzione acuta dei polmoni che nella quasi totalità dei casi è provocata da un frammento di trombo proveniente da un trombosi profonda a livello venoso.

Nella maggior parte dei casi i trombi venosi si posizionano nelle arterie medio grandi di entrambi i polmoni, causando questa patologia.

L’embolia polmonare rappresenta una delle cause più frequenti di decesso in pazienti che, dopo essere stati sottoposti a intervento chirurgico, sono allettati.

Fattori predisponenti

Se la causa dell’embolia polmonare è la trombosi venosa, vi sono delle condizioni che a loro volta favoriscono questa patologia. Le più rilevanti sono:

  • ristagno di sangue all’interno delle vene
  • variazione dei valori della coagulazione
  • lesioni a livello delle pareti venose

Il rischio di embolia polmonare è determinato da ulteriori elementi:

  • età
  • interventi chirurgici
  • obesità
  • varici
  • tumori
  • infezioni
  • neoplasie della pelvi
  • precedenti episodi di trombosi venosa
  • patologie della coagulazione.

Sintomi

  • dispnea improvvisa
  • ipotensione inspiegabile e repentina
  • tachipnea
  • dolore al petto
  • tachicardia
  • febbre
  • rantoli.

Qualora l’embolia non pregiudichi il funzionamento cardiaco e cerebrale si verifica uno stato di shock, negli altri casi sincope o arresto. Il decesso è probabile entro un’ora.

Diagnosi e terapia: embolia polmonare

Diagnosi

Spesso l’embolia polmonare presenta un quadro aspecifico, simile a patologie cardiocircolatorie.

Per in prima istanza occorre il sospetto clinico, per concludersi, dopo diverse indagini ed esami, con l’angiografia polmonare.

I pazienti a rischio di trombosi venosa profonda sono i primi in cui il sospetto di embolia è più elevato.

Nel paziente che presenta fattori predisponenti, dispnea, dolore al torace, emottisi, confusione mentale e traumi, la diagnosi di embolia polmonare è quasi certa.

In questi casi occorre però procedere a ulteriori approfondimenti e fare altre indagini:

  • elettrocardiogramma
  • RX torace
  • emogasanalisi
  • D-dimero
  • B.N.P
  • ecocardiogramma
  • scintigrafia polmonare
  • angiografia polmonare

Trattamento

La cura farmacologica ha l’obiettivo di ridurre la mortalità, stabilizzare l’emodinamica, prevenire eventi di embolia in pazienti con insufficienza venosa e contrastare recidive a breve e lungo termine.

Eparina e anticoagulanti orali sono il trattamento preferenziale, tuttavia se la terapia presenta controindicazioni è possibile ricorrere all’inserzione del filtro cavale e all’embolectomia percutanea e chirurgica.

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L’embolia polmonare rappresenta una delle cause più frequenti di decesso in pazienti che, dopo essere stati sottoposti a intervento chirurgico, sono allettati

Altre cause di dolore al petto

Come anticipato, le cause di dolore al petto non sono riconducibili esclusivamente a patologie cardiache o polmonari.

Manifestazioni dolorose al petto si possono verificare anche in presenza di disturbi di natura:

  • psicologica (psiconevrosi, disturbi psicosomatici, attacchi di panico)
  • muscolo scheletrica
  • neuromuscolare (costocondriti, sindromi radicolari, e infiammatorie, Herpes Zoster)
  • gastrointestinale (ernia iatale, patologie dell’esofago, ulcera peptica, gastrite, calcoli alla cistifellea, pancreatite, polipi intestinali, reflusso gastroesofageo)
  • malattie causate da virus, batteri, parassiti

Senza pretesa alcuna di esaustività le cause menzionate sono solo le più note e le frequenti, visto che sono moltissime altre le origini del dolore al petto.

Quando chiamare i soccorsi

Il dolore al petto è sintomo comune di patologie diversissime, di varia origine e gravità. Per questo non deve mai essere sottovalutato.

Esistono infatti patologie talmente gravi che l’intervento medico e persino chirurgico immediato è l’unico modo per salvare la vita al paziente.

Si consiglia pertanto di contattare immediatamente il 118 se il dolore al petto risulta di tipo pressorio, è intenso, trafiggente e si espande a braccia, mascella, schiena.

La presenza di fiato corto, sudorazione e tosse accompagnata da sangue e nausea sono ulteriori segni da non trascurare.

I soggetti che richiedono un intervento rapido sono soprattutto quelli che risultano già affetti da cardiopatie, trombosi venosa profonda, disturbi polmonari gravi e infine gli obesi e i fumatori.

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