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EPILESSIA : cause, cure, soggetti a rischio

L’epilessia è una sindrome neurologica determinata da una anomala attività elettrica di un’area più o meno ampia del cervello, che può essere cronica o transitoria e si manifesta sotto forma di crisi convulsive. Ecco i principali tipi di epilessia, i soggetti a rischio, i metodi di diagnosi e le cure.

L’epilessia è una sindrome neurologica determinata da una anomala attività elettrica di un’area più o meno ampia del cervello.

Questo disturbo, che può essere cronico o transitorio, si manifesta sotto forma di crisi convulsive caratterizzate da perdita di coscienza da parte del soggetto.

Scopriamo nel dettaglio le principali caratteristiche di questa patologia, i sintomi, le cause e il trattamento.

Che cosa è l’epilessia

L’epilessia è una patologia a carico del sistema nervoso centrale caratterizzata da una anormale attività dei neuroni.

Questa condizione provoca le cosiddette crisi epilettiche, che determinano a loro volta convulsioni, movimenti involontari del corpo, comportamenti insoliti e, in taluni casi, perdita di coscienza.

L’epilessia è una patologia che influisce in maniera negativa sulla vita sociale del soggetto, sia perché le crisi sono improvvise e incontrollabili, sia perché in alcuni contesti nei confronti degli epilettici ancora resiste un pregiudizio, antico retaggio di società superstiziose.

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Per diagnosticare la patologia epilettica è necessario effettuare un elettroencefalogramma

Principali tipi di epilessia: convulsioni focali o parziali 

Le crisi epilettiche possono essere distinte in convulsioni focali o parziali e in convulsioni generalizzate.

Le convulsioni focali o parziali sono crisi limitate a un solo emisfero del cervello.

A seconda dell’area da cui parte la scarica elettrica, possono manifestarsi uno o più sintomi.

Esse, a loro volta, possono essere suddivise come segue:

  • semplice: in questo caso non si ha una vera e propria alterazione della coscienza.
    Questo tipo di crisi, che dura una manciata di minuti, è caratterizzata da scosse muscolari ritmiche che gradualmente scemano quando la crisi sta per concludersi;
  • completa: in questo caso si ha una vera e propria alterazione della coscienza, mentre sono assenti i sintomi motori.
    Può capitare che la persona resti ferma oppure che faccia piccoli e strani movimenti con la bocca con  le mani. È inoltre possibile che dica cose che non hanno senso;
  • con generalizzazione secondaria: si verifica quando la crisi parziale arriva a coinvolgere l’intera superficie cerebrale;
  • spasmi epilettici: si hanno per lo più nei lattanti. Sono caratterizzati da un  movimento violento del corpo e della nuca che dura pochi attimi.
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La TAC e la Risonanza Magnetica Nucleare consentono talora di risalire al fattore che ha scatenato l’epilessia

Principali tipi di epilessia: convulsioni generalizzate 

Queste crisi riguardano entrambi gli emisferi cerebrali.

Anche le crisi epilettiche generalizzate, possono essere distinte in diversi tipi, ovvero:

  • crisi di assenza o piccolo male: il soggetto perde coscienza per una manciata di secondi; questo tipo di crisi colpisce soprattutto bambini e adolescenti;
  • convulsioni toniche: sono caratterizzate da rigidità muscolare a carico della schiena e degli arti inferiori e superiori;
  • crisi miocloniche: improvvisi e brevi spasmi degli arti superiori e inferiori;
  • convulsioni atone: determinano una perdita del controllo dei muscoli che può provocare cadute e traumi imprevisti;
  • contrazioni cloniche: movimenti ritmici dei muscoli del collo, della faccia e degli arti superiori;
  • crisi tonico-cloniche o grande male: è la crisi più grave, dura diversi minuti e coinvolge tutto il corpo. Oltre agli spasmi muscolari possono anche avere luogo un respiro rumoroso ed episodi di incontinenza urinaria. Il soggetto, in questo caso, non serba ricordo della crisi.

Principali sintomi dell’epilessia

Di seguito elenchiamo i principali sintomi di questo disturbo neurologico:

  • stato mentale caratterizzato dalla temporanea riduzione delle facoltà cognitive
  • movimenti involontari e non controllabili delle braccia e delle gambe
  • perdita di coscienza transitoria
  • sintomi neurologici di vario tipo
  • formicolio
  • cefalea
  • vertigini
  • perdita dei sensi
  • perdita della memoria

Come si diagnostica l’epilessia

Per diagnosticare la patologia epilettica è necessario effettuare un elettroencefalogramma: si tratta di un test non invasivo che registra l’attività elettrica cerebrale.

Alla luce di questo esame è possibile rilevare eventuali anomalie e stabilire quale tipo di crisi epilettica ha colpito il paziente.

Per ottenere ulteriori dettagli sulla patologia, soprattutto nel caso di pazienti che risultano resistenti agli anti-epilettici, è anche possibile sottoporsi a un sistema di monitoraggio video EEG.

Esso registra la crisi e mette in relazione la scarica elettrica con le azioni compiute dal paziente in concomitanza della crisi stessa.

La TAC e la Risonanza Magnetica Nucleare, infine, consentono talora di risalire al fattore che ha scatenato l’epilessia e di individuare il danno a carico del sistema nervoso centrale.

Le ricerche genetiche, infine, consentono di evidenziare le alterazioni e le anomalie che sono alla base di alcune forme di epilessia.

epilessia neuroni
L’epilessia è una sindrome neurologica determinata da una anomala attività elettrica di un’area più o meno ampia del cervello

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Chi sono i soggetti a rischio epilessia?

La patologia può colpire soggetti di diverse età. Va detto tuttavia che se vi sono stati casi in famiglia vi sono maggiori probabilità che la patologia sia a esordio infantile.

A tal proposito ricordiamo che la metà dei pazienti viene colpito dalla prima crisi epilettica prima di aver compiuto i 10 anni di età.

Tra i soggetti a rischio segnaliamo i seguenti:

  • uomini: essi, infatti, rispetto alle donne, corrono un rischio più elevato di sviluppare questa patologia
  • over 65
  • bambini
  • soggetti con casi di epilessia in famiglia
  • soggetti che hanno subito lesioni alla testa, ad esempio in seguito a un sinistro stradale o a una caduta
  • pazienti che hanno avuto una ischemia cerebrale o un infarto cardiaco
  • i soggetti che sono stati colpito da gravi infezioni cerebrali, come la meningite

Cause dell’epilessia

Questa patologia, nella maggior parte dei casi, esordisce nell’infanzia.

Almeno un 50% dei casi di epilessia viene provocato da fattori non noti (in tal caso si parla di forme idiopatiche), il restante 50%, invece, è dovuto a cause genetiche, a traumi cranici o anche a episodi di infezioni o di intossicazioni.

Le principali cause note dell’epilessia sono le seguenti:

  • fattori genetici
  • trauma cranico
  • colpo apoplettico (in tal caso si parla di crisi convulsive post-stroke)
  • alterazioni determinate da malattie infettive (come morbillo, rosolia, ecc.)

Come si cura l’epilessia

Questa patologia solitamente si tiene a bada con un trattamento farmacologico ad hoc.

I medicinali anti-epilettici sono molto efficaci, ma non sono esenti da reazioni avverse.

In particolare essi determinano:

  • intensa stanchezza
  • aumento del peso corporeo
  • dermatiti
  • difficoltà di linguaggio
  • tono umorale basso

Se il soggetto che soffre di epilessia non risponde ai farmaci, è indicato un intervento chirurgico, che prevede l’impianto sotto la pelle di un apparecchio simile al pacemaker per il cuore e che si collega al nervo vago.

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