GESTOSI : cause, sintomi e rischi per il feto

La gestosi, o preeclampsia, è un disturbo che si manifesta solo nelle donne in gravidanza. Si caratterizza per un aumento della pressione del sangue nelle arterie, per la presenza di proteine nell'urina e per la comparsa di edemi a livello degli arti inferiori. Ecco come riconoscere i sintomi e come affrontare questo disturbo che può essere molto pericoloso.

La gestosi, denominata anche preeclampsia è un disturbo che si manifesta solo nelle donne in gravidanza.

Si tratta di una sindrome che può presentarsi con diversi gradi di gravità e che colpisce circa il 4% delle gestanti.

Scopriamo nel dettaglio quali sono le cause, i sintomi, la cura e le possibili complicanze di questa malattia.

Che cos’è la gestosi?

La gestosi è una patologia che si manifesta solitamente nella seconda fase della gravidanza, più o meno intorno alla metà del secondo trimestre, che corrisponde alla ventesima settimana.

Si caratterizza per un aumento della pressione del sangue nelle arterie, per la presenza di proteine nell’urina e per la comparsa di edemi a livello degli arti inferiori.

Dalle iniziali dei suoi tre principali sintomi (Edema, Proteinuria, Hypertension) la preeclampsia è anche nota con l’acronimo EPH.

La gestosi, in effetti, danneggia la placenta, ovvero l’organo vascolare temporaneo deputato agli scambi metabolici tra la gestante e il feto e che, dunque, garantisce il corretto apporto di ossigeno e sostanze nutritive al bambino.

Inoltre questa patologia può avere ripercussioni negative sui reni, il fegato e il cervello della futura mamma.

Quando la gestosi determina crisi convulsive si parla di eclampsia, che rappresenta la seconda principale causa di morte materna negli Stati Uniti.

La gestosi, inoltre, è anche causa di una serie di complicanze per il feto, come le seguenti:

  • nascita del bambino sottopeso e prematuro
  • decesso del feto
La gestosi causa aumento della pressione del sangue nelle arterie, presenza di proteine nell’urina e comparsa di edemi agli arti inferiori

Cause: da che cosa è determinata la gestosi?

Non è stata individuata con certezza la causa della gestosi.

È possibile affermare tuttavia che essa dipende da un danno a carico delle pareti dei vasi sanguigni placentari.

La comunità scientifica però non è ancora riuscita a capire da che cosa è determinato questo malfunzionamento.

Ad ogni modo, l’ipotesi più accreditata è che siano coinvolti in questa patologia sia i meccanismi autoimmuni sia i processi infiammatori.

La cosa certa è questa: quando la placenta non funziona bene, da una parte ne risente la circolazione della gestante e dall’altra essa ostacola il trasferimento di ossigeno e di sostanze nutritive dalla mamma al feto, che può entrare in sofferenza.

Sintomi: come si manifesta la gestosi?

La gestosi è caratterizzata dalla comparsa di tre sintomi principali:

  • ipertensione, intendendo per essa una pressione diastolica o minima uguale o superiore a 90 mmHg e una pressione sistolica o massima uguale o superiore a 145 mmHg;
  • proteinuria, ovvero una quantità anormale di proteine nelle urine (essa è patologica oltre i 290 mg/l);
  • formazione di edemi, ossia i gonfiori dovuti al ristagno dei liquidi nell’organismo; in particolare essi compaiono sulle mani, sul viso e sul tronco.

In alcuni casi possono registrarsi anche altri sintomi, come, ad esempio

  • episodi di cefalea persistente
  • dolori forti e spasmi a carico dello stomaco
  • scotomi (visioni di macchie nere o colorate, in alcuni casi scintillanti, che compaiono davanti agli occhi quando la retina perde parzialmente la propria sensibilità),
  • offuscamento della vista
  • crisi convulsive
  • diminuita escrezione urinaria
In casi estremi la gestosi può causare la morte del feto

Esami utili per la diagnosi della gestosi

Di fronte alla comparsa di sintomi sospetti, la paziente deve sottoposi alle seguenti analisi:

  • emocromo
  • proteinuria
  • uricemia
  • misurazione della pressione arteriosa almeno tre volte alla settimana
  • flussimetria delle arterie uterine
  • esami per il controllo del feto

In alcuni casi può rendersi necessario un ricovero, affinché i valori della paziente possano essere monitorati in maniera costante e approfondita.

Cura: come curare la gestosi?

Il trattamento della gestosi prevede in primo luogo che la futura mamma rimanga a riposo.

Inoltre, da una parte deve essere tenuta sotto controllo la sintomatologia collegata alla sindrome e, dall’altra, è necessario valutare con attenzione il timing del parto, ovvero quando è opportuno programmare l’evento nascita.

Per il trattamento dei sintomi la paziente dovrà assumere farmaci ipotensivi e medicinali in grado di prevenire le possibili crisi convulsive eclamptiche.

D’altra parte, sia la mamma sia il feto dovranno essere costantemente monitorati: in particolare devono essere controllati i valori della pressione arteriosa e devono essere effettuati il bilancio dei liquidi, le analisi ematochimiche, il tracciato cardiotocografico, ecc.

In merito al timing del parto va detto che ridurre i tempi di attesa potrebbe essere una efficace soluzione.

Ad ogni modo, sarà sempre necessario valutare tutti i vantaggi e gli svantaggi legati a questa decisione: dalla reale gravità della sindrome all’epoca gestazionale, fino al livello di sviluppo e maturazione del nascituro.

Specialisti della gestosi

Lo specialista che si occupa del trattamento della gestosi è il ginecologo.

È possibile prevenire la gestosi?

La gestosi non può essere in alcun modo prevenuta e l’unico modo per porre fine a questo disturbo è quello di far nascere il bambino.

Come deve comportarsi una donna ipertesa in cerca di un bebè

Le donne che sono alla ricerca di una gravidanza e che soffrono di ipertensione, devono necessariamente consultare il medico curante o il ginecologo di fiducia.

È importante, infatti, che venga messa a punto una terapia farmacologica ad hoc e che si adottino specifiche misure comportamentali.

Gli specialisti ritengono che siano da evitare in gravidanza i farmaci ACE inibitori (come, ad esempio, il lisinopril o il ramipril) e gli antagonisti del recettore angiotensina (come il losartan, l’olmesartan, il candesartan, ecc.) che agiscono sul sistema renina angiotensina.

In luogo di questi medicinali la gestante potrà assumerne altri sempre in grado di ridurre la pressione arteriosa, ma che risultano meno pericolosi per sé e per il feto.

Infine è essenziale che la donna incinta eviti l’assunzione di bevande alcoliche e che smetta di fumare.

gestosi controlli
Per prevenire la gestosi, se si pensa di essere a rischio, è necessario sottoporsi a controlli periodici

Complicanze della gestosi

Si parla di gestosi sintomatica fino a quando la sindrome determina la comparsa dei tre sintomi caratteristici di cui abbiamo parlato in precedenza, senza ulteriori manifestazioni a carico del paziente.

Si parla invece di complicanze legate alla gestosi, quando essa si trasforma in eclampsia, con la comparsa di sintomi soggettivi come mal di testa, problemi alla vista (per esempio scotomi) e disturbi a livello addominale.

Va detto poi che nei casi più gravi la preeclampsia può degenerare in eclampsia convulsiva, caratterizzata da veri e propri attacchi epilettici con perdita di conoscenza.

Questa particolare forma di eclampsia può anche determinare la morte della gestante.

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