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GONORREA: sintomi, prevenzione, cura

La gonorrea è una malattia sessualmente trasmissibile, spesso asintomatica, ma, quando si manifestano, i sintomi possono comprendere minzione dolorosa e perdite dalla vagina o dal pene. Colpisce più frequentemente le persone sessualmente attive e può essere prevenuta con poche, semplici accortezze

La gonorrea, conosciuta volgarmente come scolo, fa parte delle malattie sessualmente trasmissibili (MST) ed è provocata da un batterio, il Neisseria gonorrhoeae.

Questa patologia colpisce generalmente gli adolescenti ed i giovani adulti in quanto più sessualmente attivi.

Gli esperti ritengono che la maggior parte dei casi non sia diagnosticata perché non sempre i sintomi dell’infezione sono evidenti.

Molti pazienti inoltre sono affetti anche da un’altra MST abbastanza comune, la clamidia.

Per tale ragione, quando i medici sospettano la presenza di gonorrea, molte volte controllano e trattano anche altri tipi di malattie sessualmente trasmissibili.

La gonorrea tuttavia si può prevenire e curare; quindi, chi ha rapporti occasionali (vaginali, anali o orali) dovrebbe prendere le precauzioni del caso e sottoporsi a regolari controlli.

Gonorrea: sintomi

Spesso la gonorrea è asintomatica ma, quando si manifestano, i sintomi possono comprendere minzione dolorosa e perdite dalla vagina o dal pene.

Questi fluidi corporei di solito hanno un aspetto torbido, un colorito giallastro o verdastro e una consistenza piuttosto vischiosa.

I sintomi compaiono solitamente dopo 2-7 giorni dalla trasmissione, più evidenti nell’uomo rispetto alla donna, dove la patologia spesso è silente.

Le donne possono presentare dei sanguinamenti eccessivi, provare intenso fastidio durante i rapporti sessuali e dolori al basso ventre.

Gli uomini affetti da gonorrea, invece, possono avvertire dolore ai testicoli ed è molto probabile che questi aumentino di volume.

Qualora sia stata trasmessa attraverso un rapporto orale, la malattia può provocare un acuto mal di gola; mentre, se la gonorrea è sopraggiunta in seguito a un rapporto anale, può provocare dolore rettale.

La presenza di una MST nei bambini potrebbe essere invece un forte indizio di abuso sessuale e, qualora si abbiano dei sospetti, è indispensabile rivolgersi subito al proprio medico.

Va detto però che questo genere di malattie si può facilmente trasferire anche dalla madre al feto, e proprio per tale ragione è indispensabile la diagnosi precoce.

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La gonorrea può essere trasmessa anche con rapporti orali e, in questo caso, dare origini a fenomeni simili all’herpes

Sintomi della gonorrea nell’uomo

Come già accennato, dopo pochi giorni dall’avvenuto contagio, la gonorrea si manifesta con una modesta fuoriuscita di muco incolore dal canale uretrale.

In breve tempo, il muco diviene più abbondante e consistente, assumendo una colorazione giallastra. Questo classico insieme di sintomi è conosciuto come uretrite gonococcica.

Generalmente questa sintomatologia è accompagnata da bruciore e prurito, specialmente durante la minzione, allertando il paziente.

Tuttavia, grazie all’alto successo dei farmaci antibiotici, difficilmente la gonorrea degenera.

E’ sempre bene, ad ogni modo, non ignorare i sintomi, giacché se l’infezione non è trattata può dar luogo a complicazioni e infettare altri settori della zona genitale.

Sintomi della gonorrea nella donna

Nella donna esiste un grado di variabilità maggiore nell’insorgenza e nel decorso della gonorrea.

La sintomatologia appare dopo circa dieci giorni dal rapporto, ma a volte può trascorrere anche un mese dal contagio prima d’iniziare ad avvertire i primi segnali della gonorrea.

Questi sono spesso di modesta entità, se non addirittura assenti e circoscritti per lo più a scarse perdite vaginali e a un lieve arrossamento del meato urinario.

Anche nella donna, così come nell’uomo, trascurare la gonorrea può avere serie conseguenze sulla fertilità.

L’infezione, infatti, si può propagare al collo dell’utero e alle tube, provocando infiammazioni locali fino a una malattia infiammatoria pelvica.

Rischi associati alla gonorrea

Come la maggior parte delle MST, se la gonorrea non è diagnosticata in tempo e curata può dar luogo a seri problemi di salute.

Nelle donne questa malattia può propagarsi dalla vagina fino a coinvolgere le pelvi, provocandone un’infiammazione acuta (PID).

Possibile anche un’infezione dell’utero, che si estende alle ovaie o alle tube di Falloppio, arrivando persino a causare ascessi e infertilità.

Negli uomini, la gonorrea può determinare cicatrici nell’uretra, che rendono dolorosa e difficile la minzione.

Sia nelle donne sia negli uomini, la gonorrea può diffondersi attraverso il circolo sanguigno e dirigersi verso altre zone del corpo, provocando infiammazioni alla pelle, alle articolazioni, alle ossa, al cuore, ai tendini e al fegato.

Nelle donne in gravidanza, invece, la gonorrea può infettare il bambino causando una congiuntivite mista a pus o, meno frequentemente, infezioni anali, respiratorie e faringite.

Durante la fase gestazionale, inoltre, l’infezione è in grado di aumentare il rischio di aborto e di parto prematuro.

Più raramente, invece, il contagio si può stabilire nel post-partum.

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Nell’uomo la gonorrea può provocare perdite di fluidi corporei, spesso di aspetto torbido e colorito giallastro o verdastro

Trattamento della gonorrea

Anche la gonorrea, come la maggior parte delle altre malattie MST, dopo qualche tempo dalla sua insorgenza può dare l’impressione di essere in via di miglioramento, quando in realtà non è così.

Ciò è dovuto al fatto che in quasi tutte le MST, anche senza un vero e proprio trattamento, le perdite possono diminuire o scomparire dopo pochi giorni, ma la malattia è ancora presente.

Pertanto, se non è curata nel modo adeguato, la gonorrea può diffondersi e provocare diverse complicazioni.

Se il medico sospetta la presenza del disturbo, inviterà a compiere alcune analisi su campioni di urina, fluidi prelevati dal collo dell’utero oppure dall’uretra.

Se la malattia è diagnosticata in tempo, sarà possibile curarla semplicemente con gli antibiotici.

Gli adolescenti in trattamento contro la gonorrea dovrebbero sottoporsi anche ad altre analisi, così da escludere l’esistenza di altre MST, e dovrebbero avere la possibilità di parlare da soli con il proprio medico, senza la presenza dei genitori.

Non tutti i giovani, infatti, riescono a parlare della loro attività sessuale con i propri genitori, ma è comunque essenziale incoraggiarli a confrontarsi con un adulto che sappia informarli in modo corretto.

E’ altrettanto importante che gli adolescenti informino di un’eventuale MST tutti i partner sessuali.

Prevenzione della gonorrea

La gonorrea si diffonde prevalentemente attraverso il rapporto sessuale e pertanto il metodo migliore per evitarla è l’astinenza.

L’attività sessuale con diversi partner o con persone che hanno molti partner può aumentare la probabilità di contrarre una qualunque malattia sessualmente trasmissibile.

Ad ogni modo, se utilizzato in modo costante e corretto, il preservativo può diminuire notevolmente la probabilità di contrarre malattie sessualmente trasmissibili.

Un’altra soluzione per ridurre il rischio di gonorrea è quella di ricorrere alla pillola anticoncezionale. Sebbene non offra protezione contro le MST, è in grado di proteggere almeno parzialmente dalla gonorrea.

La pillola consente infatti all’organismo di produrre un muco cervicale più denso e spesso, rendendo più complicato il percorso dei batteri verso l’area superiore del tratto genitale.

Al contrario, l’utilizzo frequente delle irrigazioni rende più semplice la possibilità di contrarre questo genere di malattie.

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L’uso del preservativo aiuta a evitare la trasmissione della gonorrea

Le altre malattie sessualmente trasmissibili

Come abiamo visto, la gonorrea appartiene al folto gruppo delle malattie a trasmissione sessuale e, quindi, la sua insorgenza è una conseguenza dei rapporti intimi, specialmente non protetti.



Tra le altre MST più comuni, oltre alla gonorrea, vi sono:

Le MST nel dettaglio

  • Epatite B: se non è curata, può danneggiare il fegato, provocando cirrosi e cancro del fegato.
    Molti pazienti sono asintomatici ma quando compaiono i sintomi possono comprendere dolori muscolari, affaticamento, itterizia (ingiallimento degli occhi), tensione allo stomaco e nausea.
  • Sifilide: è provocata da un batterio chiamato Treponema Pallidum e si trasmette per contatto con le piccole lesioni non dolorose della bocca, della vagina, dei genitali o del retto.
  • Clamidia: come la gonorrea, anche la clamidia è abbastanza diffusa. Si trasmette attraverso la penetrazione e provoca dolore durante i rapporti e perdite dense e chiare dal pene e dalla vagina.
  • Piattole: si manifestano come pidocchi o uova tra i peli pubici.
  • Papilloma virus umano: è la MST più diffusa ed è trasmessa mediante il contatto genitale. Solitamente non presenta sintomi evidenti fino all’instaurarsi di uno stadio avanzato, in cui sopraggiungono verruche genitali o alla gola.
  • Vagitosi batterica: s’innesca in persone in età fertile che stabiliscono rapporti sessuali con nuovi partner o con più soggetti. I sintomi più frequenti sono: prurito e bruciore attorno alla vagina e perdite grigie, dense e maleodoranti.
  • Herpes: è provocata dal contatto pelle a pelle. Può essere generalmente di due tipi, l’HSV1 (lsi localizza sulla bocca) e l’HSV2 (aggredisce i genitali).
  • Tricomoniasi vaginale: è provocata da un parassita che colpisce la vagina e l’uretra. Non sempre è facile da diagnosticare poiché i sintomi sono pressoché identici a quelli della vaginosi batterica e della candidosi e i maschi spesso sono asintomatici.
  • HIV: si diffonde attraverso lo scambio di fluidi corporei e la sintomatologia inizia ad apparire entro 4-8 settimane dall’avvenuto contagio. I sintomi iniziali sono quelli tipici dell’influenza, accompagnati da eruzioni cutanee, candidosi (nelle donne) ed eventuale polmonite.

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