INR (International Normalized Ratio) e Protrombina (PT)

INR: cos’è

L’ INR (International Normalized Ratio) è un metodo universale per la valutazione del tempo di protrombina (PT).

Questo è uno specifico esame del sangue che misura quanto tempo impiega il sangue a coagulare.

Un test del tempo della protrombina può essere utilizzato per verificare la presenza di problemi di sanguinamento e/o emorragie ed, anche, per verificare la presenza e la prevenzione di eventuali coaguli di sangue.

Come detto, questo test può anche essere definito INR, acronimo di rapporto internazionale normalizzato, sinonimo di un metodo per standardizzare i risultati degli esami ematici relativi al tempo di protrombina.
E’ un indice molto affidabile, realizzato misurando il tempo che impiega il plasma citrato (con l’aggiunta di citrato di sodio) a coagulare, dopo l’aggiunta di ioni calcio e di tromboplastina.
L’ INR consente al medico di capire i risultati allo stesso modo, anche quando provengono da diversi laboratori d’analisi ed effettuati con diversi metodi di prova di laboratorio.
L’ INR infatti in alcuni studi viene menzionato senza fare cenno al PT.
Altri test di coagulazione del sangue, comprendono:
  • il tempo parziale di tromboplastina (PTT)
  • il tempo di coagulazione attivato (aPTT)

utilizzati nel caso in cui, per esempio,  si assumono farmaci che fluidificano il sangue, tipo l’eparina.

Questi esami di laboratorio, misurano altri fattori relativi alla coagulazione e possono essere utilizzati per calcolare il tempo di tromboplastina parziale e il tempo di protrombina generica.

Spesso questi esami sono realizzati con la stessa metodologia e allo stesso tempo, per controllare eventuali emorragie  in corso che potrebbero verificarsi durante futuri interventi di chirurgia.

INR e Protrombina (PT)

Come detto l’ INR è una valorizzazione standardizzata del tempo di protrombina.
La protrombina è uno dei fattori chiave per la coagulazione del sangue, è detto anche fattore II, ovvero uno dei fattori di coagulazione composta da una proteina sintetizzata dal fegato.
Questa contiene ben 579 aminoacidi e si attiva a livello ematico solo se stimolata da alcuni enzimi, responsabili della coagulazione.
Il tempo di protrombina è un test molto importante perché controlla se cinque diversi fattori di coagulazione del sangue (fattori I, II, V, VII e X) sono presenti e funzionanti.
Il tempo di protrombina è reso più lungo da:
  • assunzione di farmaci che fluidificano il sangue;
  • bassi livelli di fattori di coagulazione del sangue;
  • cambiamenti nell’attività di uno dei qualsiasi fattori di coagulazione;
  • assenza di uno dei qualsiasi fattori di coagulazione;
  • assunzione di sostanze inibitore, che legate agli enzimi ne diminuiscono l’attività di coagulazione;
  • aumento dell’utilizzo dei fattori di coagulazione;
  • malattie del fegato, lesioni interne o esterne o trattamenti anticoagulanti.

Tempo di protrombina (PT)

Il tempo di protrombina (PT) viene misurato per:
  • trovare una causa di sanguinamento anomalo o di lividi;
  • controllare gli effetti dell’assunzione di alcuni farmaci che fluidificano il sangue;
  • verificare la presenza di bassi livelli di fattori di coagulazione del sangue. Infatti, la mancanza di alcuni fattori responsabili della coagulazione, può causare disturbi emorragici come l’emofilia;
  • verificare la presenza di un basso livello di vitamina K.
  • la vitamina K è necessaria per la sintesi della protrombina e di altri fattori di coagulazione;
  • in caso d’intervento chirurgico, che potrebbe causare eventuali emorragie;
  • controllare la funzione epatica, tramite l’esame dei livelli di protrombina insieme ad altri test di funzionalità epatica, come il controllo dell’aspartato aminotransferasi e l’alanina aminotransferasi;
  • verificare con quanta rapidità, il corpo, utilizza i suoi fattori di coagulazione per calcolarne il tempo.

INR:  metodo di calcolo del tempo di protrombina

Il test INR è, al momento, la migliore approssimazione del tempo di riferimento della protrombina.

INR è sinonimo di un metodo per standardizzare i risultati degli esami ematici relativi al tempo di protrombina.

E’ un indice molto affidabile, quindi, realizzato misurando il tempo che impiega il plasma citrato (con l’aggiunta di citrato di sodio) a coagulare, dopo l’aggiunta di ioni calcio e di tromboplastina.

I valori normali di riferimento variano da 0,9 a 1,2, sia per l’uomo che per la donna, di diverse fasce d’età.

Le varie cause che potrebbero prolungare i tempi dell’ INR sono:

  • terapie anticoagulanti con antagonisti della vitamina K
  • ipovitaminosi K
  • insufficienza epatica grave
  • trasfusione di sangue
  • coagulazione intravascolare disseminata (CID)
  • terapia eparinica ad alto dosaggio.
I valori normali del del tempo di protrombina (PT) sono solo un riferimento guida, infatti questi intervalli temporali possono variare da laboratorio a laboratorio.
Questo significa che un valore che rientra nei valori normali, potrebbe risultare anomalo in altri.
Per cui è stato realizzato un metodo di standardizzazione dei risultati del tempo di protrombina, chiamato sistema internazionale di rapporto normalizzato (INR).
Questo sistema è stato sviluppato in modo tale che, i risultati ottenuti da vari laboratori, che utilizzano test diversi, possono essere compresi nello stesso modo.
Il tempo di protrombina è tipicamente analizzato in laboratorio di analisi, su un campione di sangue immesso su uno strumento automatizzato a 37 ° C (come approssimazione nominale della normale temperatura del corpo umano).
Il sangue viene prelevato e immesso in una provetta contenente citrato di sodio liquido che agisce come anticoagulante.
Il campione viene, poi, mescolato e centrifugato, tanto da separare i globuli dal plasma (per analizzare il tempo di protrombina è più comunemente utilizzato il plasma sanguigno).
Un campione di plasma viene estratto dalla provetta e collocato in una provetta di misurazione, dove viene aggiunto un eccesso di calcio (in sospensione fosfolipide).
Infine, viene aggiunta la tromboplastina, conosciuta come fattore tissutale o fattore III di coagulazione.
Viene quindi calcolato il tempo necessario per la coagulazione del campione, misurato generalmente con uno strumento ottico.
Alcuni laboratori, tuttavia, utilizzano una misurazione meccanica, che elimina le sovrapposizioni di campioni lipemici e itterici.
Il tempo di protrombina è il rapporto tra il tempo protrombinico ematico del paziente diviso per il tempo protrombinico di riferimento.

INR: i valori

L’ INR è un rapporto, che consente un più facile confronto dei risultati dei test di diversi laboratori.
Viene utilizzato, in particolare, nel caso di assunzione di farmaci per fluidificare il sangue, ovvero anticoagulanti.
Negli individui sani un indice INR di 1.1 o inferiore è considerato normale.
Un risultato INR che varia  da 2, a 3,0,  è generalmente un rapporto terapeutico efficace per i pazienti che assumono farmaci anticoagulanti, per disturbi come la fibrillazione atriale o coaguli di sangue presenti negli arti o nei polmoni.
Quando l’ INR è superiore ai risultati normali, significa che la coagulazione ematica avviene più lentamente della norma.
Nel caso in cui l’ INR risulti inferiore, invece, significa che la coagulazione ematica avviene molto più velocemente rispetto al normale.
INR superiore ai risultati normali, per esempio un valore > 1, significa tempi di coagulazione più lenti che possono essere causati da:
  • assunzione di farmaci per fluidificare il sangue
  • problemi al fegato
  • inadeguati livelli di proteine che causano la coagulazione del sangue
  • carenza di vitamina K
  • altre sostanze contenute nel sangue che ostacolano il lavoro dei fattori di coagulazione
  • aumento dei fattori di coagulazione

INR inferiore ai risultati normali, ovvero con valori < 1, significa una coagulazione più veloce che può essere causata da:

  • assunzione d’integratori che contengono vitamina K
  • alta assunzione di alimenti che contengono la vitamina K, come il fegato, i broccoli, i ceci, il thè verde, i cavoli, le cime di rapa e i semi di soia
  • assunzione di farmaci contenenti estrogeni, come ad esempio la pillola anticoncezionale e la terapia ormonale sostitutiva
INR
INR esame del tempo di protrombina

INR elevato: conseguenze

Un valore elevato di INR, ovvero superiore alla media può comportare:

  • formazione di ematomi;
  • svenimenti o sensazione di testa leggera;
  • infezioni della pelle;
  • difficoltà nei prelievi e nelle iniezioni;
  • difficoltà nel bloccare un’emorragia;
  • mestruazioni molto abbondanti;
  • presenza di sangue nelle urine;
  • gengive sanguinanti;
  • articolazioni gonfie e/o doloranti;
  • perdita della vista;
  • anemia;
  • epistassi (sangue dal naso).

INR basso: conseguenze

Un valore bassodi INR, ovvero inferiore alla media può comportare:

  • formazione di trombi;
  • problemi di coagulazione.

 

Per approfondire:

http://www.albanesi.it/salute/esami/inr.htm

https://it.wikipedia.org/wiki/Tempo_di_protrombina#L.27INR_e_la_terapia_anticoagulante_orale_.28T.A.O..29



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