MENINGITE 2017 in Italia: le cause, i sintomi, vaccinazione e cura

Meningite: cos’è

La meningite è l’infiammazione delle meningi, ovvero delle membrane che avvolgono il cervello e il midollo spinale.

Si tratta essenzialmente di una patologia infettiva, in genere di natura virale o batterica, che ha un periodo d’incubazione variabile da 3 a 10 giorni.

Le forme principali attraverso le quali si manifesta la malattia, pertanto, sono due: virale e batterica.

  • La meningite virale (anche definita “asettica”) è provocata frequentemente da un enterovirus, genere di patogeni responsabili anche dell’influenza gastrica. Questa oltre a essere la forma più comune di meningite, è anche la meno grave e normalmente si risolve in una decina di giorni senza importanti conseguenze.
  • La meningite batterica, invece, rappresenta la variante più aggressiva e pericolosa della malattia, tanto da condurre alla morte. La sua insorgenza è favorita dalle basse temperature e ogni anno, nel nostro Paese, ne vengono colpite circa 100 persone.

Meningite 2017 in Italia

Il Ministero della Salute ha affermato nelle recenti comunicazioni che non c’è attualmente un’epidemia di meningite.

In base ai dati dell’ISS, nel 2015 e nel 2016 si sono verificati in Italia quasi 200 casi per anno di malattia invasiva da meningococco, la maggior parte dei quali causati dai sierogruppi B e C.

L’andamento è totalmente in linea con l’andamento delle casistiche di meningite degli ultimi anni.

In generale, i casi più pericolosi non superano il 10% dei casi.

Il Ministero raccomanda quindi la somministrazione del vaccino solo alle fasce di popolazione raccomandate e ai gruppi a rischio, per mantenere alta la protezione collettiva e individuale dalla malattia.

La diffusione della meningite in Italia è stata generalmente bassa ed è rimasta costante negli ultimi cinque anni.

Negli ultimi due anni c’è stata solo un’unica variazione epidemiologica riguardante il focolaio di meningococco C che è stato rilevato in Toscana che però è stato circoscritto in un’area specifica nella quale la Regione ha immediatamente predisposto la vaccinazione gratuita a tutti i soggetti potenzialmente a rischio.

Cause della meningite

Da quanto detto, molti dei virus e dei batteri che causano la meningite sono abbastanza comuni e in genere sono coinvolti in altre malattie piuttosto diffuse.

Alcuni di questi agenti patogeni, ad esempio, possono infettare l’apparato digerente, urinario o respiratorio e diffondersi attraverso il sangue fino a immettersi nel liquido cerebro-spinale (contenuto nel midollo), potandosi fino alle meningi.

In caso di meningite batterica, invece, i batteri raggiungono le meningi a causa di una grave infezione locale o di un trauma alla testa.

Meningite forme batteriche

Stando a quanto riferito dal Centro Nazionale di Epidemiologia dell’Istituto Superiore di Sanità, i batteri che causano la meningite appartengono a tre diverse specie:

  1. La Neisseria meningitidis (meningococco), nei suoi sierogruppi A, B e C (i più comuni in Europa), W135 e Y. L’agente patogeno alla base della meningite è il meningococco che, oltre a provocare l’infiammazione delle meningi, può indurre anche setticemia (detta “sepsi meningococcica”). Questa è una condizione clinica in cui il batterio, dopo essere penetrato nel circolo ematico, si propaga in tutto l’organismo, diffondendo l’infezione e mettendo in serio pericolo la vita del paziente. La meningite da meningococco è altamente infettiva e resta ancora un problema molto attuale soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, dove continua provocare numerose vittime. Infatti, nonostante gli studi approfonditi e le ricerche condotte, ancora non si dispone di una cura farmacologica che sia in grado di debellare la malattia definitivamente. La trasmissione generalmente avviene per via respiratoria e, nel 10-20% dei pazienti infetti, la patologia ha una prognosi infausta. Proprio perché altamente infettivo, il meningococco può dare origine a epidemie nelle scuole e in altri luoghi molto frequentati.
  2. Lo Streptococcus pneumoniae (pneumococco), giunge al cervello per mezzo del flusso sanguigno ed è responsabile di infezioni abbastanza comuni alle vie aeree come sinusiti, otiti e polmoniti, ma può dar luogo anche a meningite e sepsi. Queste infezioni possono interessare persone di ogni età, ma i più colpiti sono i bambini, soprattutto di età inferiore a 24 mesi.
  3. L’Haemophilus influenzae (haemophilus). Fino ai primi anni ’90, l’haemophilus di tipo B (Hib) era responsabile delle forme più comuni di meningite, ma con l’introduzione del vaccino, la malattia da Hib si è notevolmente ridotta. Rispetto alle altre due forme (da Streptococcus pneumoniae e da Neisseria meningitidis), la meningite da Hib è molto più frequente e può causare tre tipi d’infezioni:
  • asintomatiche, che rappresentano la maggioranza di quelle scatenate da Hib;
  • sintomatiche delle vie aeree superiori e inferiori che, come abbiamo visto, possono provocare malattie meno gravi e piuttosto frequenti come la sinusite, l’otite media e la bronchite;
  • malattie invasive, sono forme più rare delle precedenti e si distinguono per il passaggio del batterio dall’orofaringe al circolo ematico e da qui si propagava verso gli organi bersaglio, dando origine a problematiche differenti come artrite acuta, ericardite, empiema, polmonite, epiglottite, osteomielite, meningite e sepsi.

Queste tre forme batteriche sono quelle che più comunemente provocano la meningite, ma alla sua eziologia possono partecipare anche:

  • l’Escherichia coli, un tipo di meningite che colpisce prevalentemente i neonati e si caratterizza per la presenza dell’antigene K1, responsabile del propagarsi della malattia alle vie urinarie e al tratto gastrointestinale;
  • la Listeria monocytogenes, in genere aggredisce i soggetti imunocompromessi di qualsiasi età.

Meningite: i sintomi

Parlando dei sintomi della meningite è necessario fare una precisazione: la sintomatologia iniziale della malattia è facilmente confondibile con quella della ben più innocua influenza.

Quindi bisogna far attenzione e non allarmarsi se si dovessero verificare uno o più dei disturbi che andremo a elencare alla voce “sintomi iniziali”.

Dopo un periodo variabile da 3 a 10 giorni, in caso di meningite si potrebbero verificare:

  • febbre altissima
  • problemi neurologici
  • chiazze sul viso.

In genere questi sintomi hanno un decorso molto rapido e peggiorano nel giro di pochissimi giorni.

I segni sospetti sono quelli verificabili nei giorni successivi:

  • mantenimento della febbre elevata
  • nausea
  • vomito
  • irrigidimento del collo o torcicollo
  • mal di testa
  • sonnolenza o letargia (profondo sonno patologico)
  • stato confusionale
  • convulsioni
  • inappetenza
  • irritabilità;
  • eruzioni cutanee;
  • fotofobia (fastidio acuto verso qualsiasi fonte luminosa);
  • convulsioni.

Ma vediamo insieme, quali sono i sintomi più comuni tra i pazienti che hanno contratto meningite:

  • sintomo d’esordio più comune è il mal di testa e colpisce circa il 90% dei casi
  • segue la rigidità del collo, causata da una severa rigidità muscolare che impedisce di flettere passivamente il collo in avanti
  • alterazione dello stato mentale.
Meningite
Meningite sintomi da valutare attentamente

I sintomi che sono maggiormente rilevati durante sviluppo della meningite, sono:

  • colorito anomalo
  • piedi e mani freddi
  • dolori diffusi alle gambe.

Meningite: tempi d’incubazione

I tempi d’incubazione della meningite, dipendono dall’agente patogeno che ha provocato l’infezione.

Questi possono variare da 3 a 6 giorni (in caso di meningite virale) e da 3 a 10 giorni (in caso di meningite batterica).

Va ricordato, inoltre, che la patologia è contagiosa solo nel corso della fase acuta, ovvero fintanto persiste la sintomatologia.

Sintomi nei neonati

Nei neonati, alcuni sintomi della meningite non sono molto semplici da individuare.

In questi casi, pertanto, la malattia può manifestarsi con irritabilità, pianto continuo, scarso appetito e un’eccessiva sonnolenza.

Altri segnali evidenti nei bebè sono:

  • febbre, oppure temperatura più bassa del solito;
  • itterizia (colorito giallastro della pelle);
  • rigidità del collo (torcicollo) e del corpo;
  • poppate molto deboli del solito;
  • Testa ingrossata in corrispondenza della fontanella (quella zona sulla parte anteriore alta del cranio che ancora non si è calcificata).

Meningite: contagio

Quasi tutti i casi di meningite sono provocati da infezioni contagiose che si trasmettono per via aerea.

In particolare il contagio avviene attraverso particelle di liquidi provenienti dal naso e dalla gola di un individuo infetto (ad esempio quando tossisce, ride, parla o starnutisce).

La trasmissione, ad ogni modo, può avvenire anche condividendo stoviglie, bicchieri, alimenti, asciugamani o fazzoletti con una persona infetta.

Altri agenti infettivi, invece, possono diffondersi attraverso le feci, come ad esempio, al momento del cambio di pannolino nel neonato.
Nella maggior parte dei casi, tuttavia, l’infezione si trasmette tra persone che abitano nella stessa casa e difficilmente può avvenire con un contatto casuale sul posto di lavoro o a scuola.

Per questo motivo, le persone che vivono a stretto contatto con un soggetto affetto da meningite sono ritenute ad alto rischio di contagio.

In questi casi, quindi, è necessario identificarle subito così da iniziare in tempi brevissimi una profilassi antibiotica adeguata a scopo preventivo.

Meningite: terapia e prevenzione

Il trattamento della meningite va compiuto in isolamento e prevede la somministrazione di antibiotici, selezionati in base alla tipologia di agente infettivo e alle caratteristiche fisiche del paziente.

Prima di assimilare qualsiasi farmaco è importantissimo che si consulti prima il proprio medico per definire la reale necessità della terapia e la relativa posologia.

Fra i farmaci, i più utilizzati contro la meningite sono la vancomicina (con rifampicina o senza), il ceftriaxone, la gentamicina e l’ampicillina.

Oltre agli antibiotici, tuttavia, si può ricorrere anche ai cortisonici perché hanno lo scopo e la virtù di ridurre l’infezione da meningite ed evitare danni neurologici maggiori.

Inoltre, in base alle condizioni del paziente sarà indispensabile programmare anche una terapia di supporto per il trattamento della trattare febbre, degli squilibri elettrolitici, della disidratazione, delle convulsioni, etc.

Prevenzione

Attualmente, in Italia, sono presenti diversi tipi di vaccino:

  • contro l’Haemophilus influenzae di tipo B (già compreso tra quelli obbligatori per i neonati)
  • alcuni sieri contro molti ceppi di pneumococco
  • sierotipi di meningococco.

Queste vaccinazioni sono rivolte alla prevenzione della meningite batterica, la forma più grave e potenzialmente letale.

Nel caso dello pneumococco, invece, sono disponibili

  • vaccino polisaccaridico PPV, per i pazienti immunodepressi
  • il vaccino-coniugato PCV7, consigliato in alcuni Paesi per la vaccinazione dei neonati.

 

Per approfondire:

http://www.medicina360.com/meningite.html
http://www.benessere.com/salute/disturbi/meningite.htm
http://www.farmacoecura.it/malattie/meningite-sintomi-vaccino-profilassi-contagio/#steps_2
http://www.abilitychannel.tv/meningite-sintomi/
http://www.prevenzionemeningite.it/http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_4_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=salastampa&p=comunicatistampa&id=4827

 

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