RIFACOL : farmaco antibiotico antidiarroico

Il Rifacol è un antibiotico usato soprattutto per trattare la cosiddetta diarrea del viaggiatore negli adulti e nei bambini di almeno 12 anni. Ecco i sintomi di questo disturbo, la posologia del farmaco e i possibili effetti collaterali

Rifacol: che tipo di farmaco è?

Il Rifacol, il cui principio attivo è la rifaximina è un antibiotico molto particolare che non agisce a livello sistemico eliminando i batteri da tutto il corpo, ma si concentra e ha effetto su una singola parte del nostro organismo, l’apparato digerente.

Il Rifacol passa attraverso lo stomaco e l’intestino senza essere assorbito nel flusso sanguigno ed è usato soprattutto per trattare la cosiddetta diarrea del viaggiatore negli adulti e nei bambini di almeno 12 anni.

Viene usato anche per ridurre il rischio di peggioramento delle funzioni cerebrali nei pazienti con encefalopatia epatica.

Questa patologia dall’esito incerto comporta una compromissione della funzionalità cerebrale.

Essa è dovuta al fatto che quando il fegato smette di funzionare bene, non riesce più ad adempiere alla sua funzione di filtraggio e quindi non rimuove le sostanze tossiche dal corpo.

Il Rifacol contrasta questa evenienza bloccando la crescita batterica.

Rifacol diarrea
Il Rifacol è il farmaco di elezione per il trattamento della diarrea del viaggiatore

Modalità di utilizzo

Il Rifacol come qualunque altro tipo di antibiotico non contrasta le infezioni virali e il suo uso non necessario o improprio può portare ad una resistenza batterica al principio attivo e a una conseguente perdita di efficacia.

Dosi e posologia devono essere indicate dal medico e bisogna sempre fare riferimento ad esso per ogni perplessità o dubbio a riguardo.

Per sommi capi però possiamo indicare che le compresse di rifaximina da 200 mg sono utilizzate per il trattamento della diarrea del viaggiatore e nella sindrome dell’intestino irritabile.

Il formato da 500 mg è solitamente utilizzato per prevenire e contrastare i sintomi dell’encefalopatia epatica, bloccando la crescita di batteri che producono scorie tossiche.

Il farmaco deve essere interrotto se:

  • le feci diventano sanguinolente o ricche di muco
  • la diarrea persiste dopo 24 ore dall’inizio del trattamento
  • si presenta un rialzo febbrile.

È molto importante assumere il farmaco per il tempo prescritto dal medico perché anche se i sintomi potrebbero attenuarsi in breve tempo, non significa che l’infezione sia stata eradicata.

Ogni recidiva sarà più forte e debilitante, quindi anche se si è tentati dalla possibilità di interrompere la terapia alla scomparsa del fastidio, meglio non farlo.

Diarrea da Clostridium Difficile

Nella quasi totalità dei casi, gli effetti collaterali non sono di grave entità.

Nel peggiore dei casi una percentuale bassissima di pazienti sotto terapia con Rifacol può contrarre una spiacevole patologia intestinale chiamata diarrea da Clostridium Difficile.

Si tratta di una sorta di ceppo resistente e aggressivo, molto difficile da estirpare.

Questa condizione può verificarsi sia durante il trattamento, sia dopo settimane o addirittura mesi dall’interruzione di esso e si manifesta con:

  • diarrea persistente
  • forte dolore addominale di tipo crampiforme solitamente a livello dello stomaco
  • sangue e muco nelle feci.

Al verificarsi di uno o più di questi sintomi, allertare immediatamente il medico o, se non reperibile, recarsi al pronto soccorso più vicino.

Reazioni allergiche a questo principio attivo sono decisamente improbabili, ma non impossibili e si manifestano con:

  • eruzione cutanea improvvisa
  • prurito e gonfiore (specialmente del viso, della lingua e a livello della gola)
  • gravi capogiri
  • problemi di respirazione.

In questa eventualità, allertare in maniera urgente il 118.

Rifacol viaggio
Per chi viaggia in molti Paesi dell’Africa c’è il forte rischio di contrarre la patologia

Effetti collaterali

Tra gli effetti collaterali meno gravi ma più frequenti al Rifacol dobbiamo ricordare:

  • gonfiore addominale con presenza di aerofagia e mal di stomaco persistente;
  • sensazione di intestino pieno con necessità imminente di andare al bagno;
  • sensazione di pesantezza;
  • nausea, vomito, stitichezza;
  • mal di testa
  • vertigini;
  • sensazione di stanchezza continua e mancanza di energia;
  • gonfiore alle mani, ai piedi o al busto.

Il farmaco non va utilizzato in caso di precedenti reazioni avverse allo stesso principio attivo, magari assunto con altri nomi commerciali o in caso di allergia a uno degli eccipienti da cui è composto.

Non è indicato nemmeno in caso di intolleranza a medicamenti di simile composizione come rifabutina, rifampicina o rifapentina.

Tutte le possibili interazioni e somministrazioni crociate con altri farmaci vanno discusse insieme al medico che valuterà con attenzione la storia clinica e l’anamnesi di ogni singolo paziente.

Rifacol e gravidanza

Per quanto riguarda la sicurezza del farmaco in gravidanza, non si hanno informazioni adeguate e studi clinici sufficienti a poter dare indicazioni certe.

Il consiglio è di affidarsi al medico che valuterà rischi e benefici di un’eventuale somministrazione.

Lo stesso vale per quanto riguarda l’allattamento: non si hanno abbastanza prove a sostegno dell’ipotesi che un eventuale passaggio del principio attivo nel latte materno non dia problemi al neonato.

Rifacol escherichia
Il principale responsabile della patologia è il batterio Escherichia coli

Rifacol e vaccini

Il Rifacol può compromettere l’efficacia dei vaccini se somministrati in contemporanea.

Per questo motivo si deve informare il medico e valutare una eventuale posticipazione nella somministrazione del vaccino o un’interruzione della terapia se lo specialista dovesse ritenerlo opportuno.

Sebbene la maggior parte degli antibiotici non sia in grado di influenzare i moderni metodi contraccettivi come pillole, cerotti o anelli, alcuni principi attivi possono ridurre la loro efficacia.

Ciò potrebbe comportare una gravidanza non desiderata o comunque non programmata e per questo motivo bisogna informare il medico e valutare l’eventuale associazione del preservativo durante il periodo di somministrazione.

In caso di sovradosaggio, contattare immediatamente il medico specie se si presentano episodi di svenimento, forti capogiri o problemi respiratori.

Se invece si salta una dose, non è necessario ma è addirittura pericoloso raddoppiare il dosaggio nella somministrazione successiva.

Il farmaco va conservato lontano da umidità e fonti di calore e fuori dalla portata dei bambini e degli animali domestici per i quali potrebbe risultare pericoloso o letale.

Il Rifacol nel trattamento della “diarrea del viaggiatore”

Il Rifacol è il farmaco d’elezione per il trattamento della diarrea del viaggiatore e per questo motivo è utile conoscere qualcosa in più riguardo questa insidiosa patologia.

Le destinazioni più ad alto rischio comprendono molte aree del Centro e Sud America, il Messico, l’Africa, il Medio Oriente e gran parte dell’Asia.

Viaggiare verso l’Europa orientale e alcune isole dei Caraibi comporta ancora qualche rischio, sebbene più contenuto.

Sembrano invece quasi del tutto sicuri l’Europa settentrionale e quella occidentale, il Giappone, il Canada, l’Australia, la Nuova Zelanda e gli Stati Uniti.

La causa più comune di contagio è rappresentata dai batteri enterotossici chiamati Escherichia coli che sono presenti nelle pareti intestinali e soprattutto nelle feci.

Quando viaggiamo possiamo imbatterci in luoghi con clima e pratiche igienico sanitarie diverse dalle nostre, non proprio impeccabili.

Bastano delle stoviglie non correttamente igienizzate o cibo e acqua contaminati per contrarre questa spiacevole seppur non grave patologia.

Sintomi della diarrea del viaggiatore

La diarrea del viaggiatore si presenta di solito in maniera brusca e improvvisa durante il viaggio o poco dopo il ritorno a casa.

La maggior parte dei casi migliora entro uno o due giorni senza trattamento e si risolve completamente entro una settimana.

I segni e i sintomi più comuni sono:

  • defecazione frequente e urgente, più di tre volte al giorno con presenza di feci molli e fortemente maleodoranti
  • forti crampi addominali accompagnati da nausea e vomito
  • eventuale rialzo febbrile fino a temperature consistenti

Il rischio maggiore, specie nel caso in cui la patologia si presenti in bambini o anziani è la disidratazione.

Nel caso, bere molta acqua e mantenere costanti i livelli di idratazione e in ogni caso, se non ci sono miglioramenti entro 24 ore, allertare immediatamente il medico.

Ci sono alcune categorie più a rischio di contrarre l’infezione ed è a loro che si consiglia di prestare maggiore attenzione durante i viaggi:

  • coloro che hanno un sistema immunitario debole o compromesso, in quanto più soggetti alle infezioni
  • persone con diabete, malattie infiammatorie dell’intestino o cirrosi epatica che sono più inclini ad una colonizzazione batterica patologica
  • chiunque assuma farmaci per contrastare l’acidità intestinale in quanto è proprio l’acido presente nello stomaco a uccidere o comunque contrastare la crescita batterica.

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