Home Malattie SCARLATTINA: cause, sintomi, diagnosi, cura e profilassi

SCARLATTINA: cause, sintomi, diagnosi, cura e profilassi

Scarlattina: cos’è

La scarlattina, o seconda malattia, è una patologia infettiva provocata da alcuni ceppi di Streptococcus pyogenes.

Questi batteri fanno parte delle esotossine pirogene, cui appartengono anche gli streptococchi beta-emolitici di gruppo A, i patogeni che comunemente provocano la malattia.

Alla sua insorgenza, a ogni modo, concorrono anche le tossine B e C e per questo motivo è possibile contrarla anche più di una volta.

Ma questa non è la sua unica peculiarità.

La scarlattina, infatti, è l’unica tra le malattie esantematiche ad essere originata da un batterio.

Anche per questo motivo, la scarlattina è una malattia classificata come contagiosa.

Ciò vuol dire che appartiene a quel gruppo di patologie trasmissibili da un individuo infetto a uno sano attraverso:

  • contatto fisico
  • uso promiscuo di oggetti (stoviglie, bicchieri, cuscini, asciugamani, etc.)
  • condivisione di un ambiente chiuso.

Nel nostro caso specifico, la scarlattina è, come detto, provocata dal batterio Streptococco beta emolitico di gruppo A e si annida nelle secrezioni nasali, nel muco faringeo, nelle squame epidermiche e nella saliva.

Pertanto, la trasmissione veicolata da queste regioni corporee, sarà tanto più accentuata quanto maggiore sarà il contatto tra la persona malata e le altre in buona salute.

Da ciò ne consegue che la prima azione da compiere sarà l’isolamento del paziente, accompagnato da un’elevata igiene personale e ambientale.

Scarlattina: le origini

Per lungo tempo la scarlattina fu confusa con il morbillo per via dei molti sintomi comuni a entrambe le malattie.

Solo dopo il 1661 la letteratura scientifica iniziò a fare una distinzione fra le due patologie, identificando la prima come “febris scarlattina”.

I sintomi più comuni delle malattie esantematiche sono:

  • febbre
  • spossatezza
  • brividi
  • battito cardiaco accelerato
  • ghiandole faringee alterate

e nel passato la scienza medica non disponeva dei nostri stessi strumenti diagnostici, quindi è comprensibile quanto fosse difficile riconoscere quelli specifici della scarlattina.

Tuttavia, in quegli anni e per la prima volta, si rintracciò nell’esantema scarlatto, e in tutte le sue manifestazioni, una patologia specifica e completamente differente dalle altre malattie.

Scarlattina: la malattia

Come già accennato, la causa della scarlattina è da rintracciare nello Streptococco beta emolitico di gruppo A.

Questo batterio, per sua tipicità e natura, è in grado di avvelenare l’organismo umano mediante alcuni agenti tossici chiamati esotossine pirogene.

Per tale ragione le manifestazioni esterne principali possono coincidere con quelle delle malattie esantematiche:

  • aumento del battito cardiaco
  • febbre
  • eruzione cutanea (ovvero l’esantema)
  • alterazioni delle ghiandole

ed altri effetti che rappresentano l’azione nociva dei batteri e dell’intossicazione in atto nell’organismo.

In merito a questa classe di tossine, bisogna precisare che lo streptococco pyogenes, patogeno della scarlattina, può secernere tre diversi tipi di esotossine.

In parole povere, ciò significa che questo batterio è capace di diffondere tre tipi diversi di veleno.

Ecco spiegato il motivo per cui ci si può ammalare di scarlattina anche più di una volta nella vita.

Un secondo episodio, ad esempio, può essere determinato sempre dallo stesso batterio che ha dato origine alla patologia, lo Streptococco beta emolitico di gruppo A, ma diffondendo nell’organismo un altro tipo di veleno.

Tuttavia, anche se dovesse verificarsi un evento del genere, la recidiva avrà una singolare caratteristica: la malattia non si manifesterà più mediante l’esantema, perché questo rappresenta la risposta del sistema immunitario in reazione al primo contagio.

Scarlattina: i sintomi

Una volta incubata, la scarlattina passa attraverso due fasi distinte e caratterizzate dalla comparsa di eruzioni cutanee:

  • fase pre-esantematica
  • fase esantematica.

Vediamo adesso come si distinguono e si evolvono queste fasi.

La fase pre-esantematica

In questo primo stadio, l’esantema non è ancora comparso ma è preceduto da alcuni sintomi tipici che preannunciano la scarlattina.

Alcuni dei sintomi tipici di questa fase sono:

  • Mal di testa.
  • Febbre alta;
  • Vomito;
  • Nausea;
  • Spossatezza;
  • Aumento del battito cardiaco;
  • Aumento di volume dei linfonodi del collo;
  • Ingrossamento delle ghiandole faringee;
  • Dolore alla gola, con visibile rossore e difficoltà di deglutizione.

Di questa sintomatologia appena descritta, solo il mal di gola e la febbre alta sono indispensabili nella diagnosi di scarlattina.

Infatti, anche nel caso in cui si dovessero verificare tutti i sintomi contemporaneamente, in assenza di febbre e mal di gola non si può parlare di scarlattina.
L’entità della sintomatologia dipende esclusivamente da due fattori: la resistenza individuale all’aggressione batterica e la reattività dell’organismo.

La malattia, quindi, non presenta dei sintomi oggettivi, ma piuttosto un insieme di disturbi più o meno virulenti in base alla risposta fisica del singolo paziente, come del resto avviene per la maggior parte delle patologie.

Nella scarlattina, in particolare, quando l’intensità dei sintomi è molto lieve, si parla di “scarlattinetta”, la forma meno aggressiva della patologia che si manifesta con febbre non troppo elevata, mal di gola sopportabile ed eruzioni cutanee poco evidenti e di breve durata.

La fase esantematica

Rappresenta il secondo e ultimo stadio della scarlattina ed è chiamata esantematica.

Normalmente a questo disturbo è accompagnato da un altro fastidio piuttosto comune, la cosiddetta “lingua a fragola”.

Con questa definizione si vuole descrivere lapatina biancastra che compare sulla lingua del malato e che si arrossa poco dopo mettendo in risalto le papille.

Questa fase della malattia inizia nel momento in cui l’esantema cutaneo fa la sua comparsa e si diffonde in tutto il corpo a partire dal collo e dal viso, portando con sé una persistente sensazione di prurito.

L’esantema, se trattato con le cure dovute, si risolve presto (da poche ore a 1-2 giorni) ed è seguito dalla desquamazione della cute.

Si tratta di un momento tipico della malattia, funzionale alla guarigione della pelle che in questo modo si rigenera e in breve tempo ritorna al suo aspetto normale.

Scarlattina: incubazione e contagio

Il periodo d’incubazione della scarlattina può variare da uno a cinque giorni e in questa fase la malattia è già contagiosa.

Questo periodo è anche il più pericoloso in termini di contagio perché il soggetto ancora non sa di essere stato infettato dal batterio.

Come appena specificato, infatti, l’esantema compare solo dopo qualche giorno dai primi sintomi pre-esantematici che, fra l’altro, possono essere anche di lieve entità.

E’ stato anche dimostrato, inoltre, che lo Streptococco beta emolitico di gruppo A è molto resistente e, una volta liberato dal soggetto infetto, riesce a sopravvivere per lungo tempo.

Fortunatamente, già dopo 48 ore dalla prima assunzione di antibiotico, la malattia perde il suo potere infettivo.

Scarlattina: diagnosi

La diagnosi e il trattamento della scarlattina sono affidati al medico curante, al quale bisognerà rivolgersi in presenza di mal di gola associato a febbre, ancor più tempestivamente in caso di eruzione cutanea.

La diagnosi è abbastanza semplice e di norma avviene tramite l’esecuzione di un tampone faringeo.

Questo è un esame, indolore e non invasivo, da compiere direttamente in ambulatorio e che è in grado di fornire delle risposte certe in tempi rapidissimi.

Scarlattina: cura

Di norma la terapia per la scarlattina richiede l’uso di antibiotici da assumere per un periodo variabile di 5-10 giorni, in base all’intensità della sintomatologia.

Durante il trattamento sarà indispensabile eseguire la cura antibiotica attenendosi scrupolosamente alle indicazioni del medico.

Diversamente si rischierebbe non solo di ritardare gli effetti benefici dei farmaci ma anche di subire degli spiacevoli effetti indesiderati e trasmettere l’infezione ad altre persone.

Ricordiamo, infatti, che sebbene la malattia non sia più trasmissibile dopo 48 ore dalla prima somministrazione di medicinale, se questo non è preso con regolarità, è anche possibile riaccendere il contagio.

Come abbiamo detto, inoltre, interrompere la somministrazione degli antibiotici potrebbe dar luogo a conseguenze anche piuttosto importanti.

Le più gravi complicazioni sono indubbiamente le malattie reumatiche (patologie che coinvolgono reni, cuore e articolazioni), seguite poi da infezioni cutanee e/o all’orecchio.

Le infezioni polmonari e gli ascessi alla gola possono subentrare come conseguenze della scarlattina.

Tuttavia, se trattata in tempo e seguendo alla lettera le prescrizioni del proprio medico, la scarlattina resta comunque una patologia abbastanza frequente che si risolve rapidamente, senza lasciare gravi tracce.

Scarlattina: profilassi in caso di contagio

Quando in casa è presente un paziente affetto da scarlattina è indispensabile attuare alcuni comportamenti di cautela e di prevenzione.

Scarlattina
Scarlattina conoscere i sintomi

Innanzitutto è necessario procedere come segue:

  • isolare il malato, evitando che frequenti luoghi pubblici o affollati
  • evitare che scambi i propri oggetti personali con altre persone (lenzuola, cuscini, stoviglie, bicchieri, etc.)
  • bisogna sempre lavarsi le mani, specialmente prima di ogni pasto.

I pazienti, inoltre, dovrebbero possedere degli oggetti a uso esclusivo in modo da non correre il rischio di scambiarli con i familiari.

Nei bambini, poi, è buona regola insegnare loro a curare l’igiene personale, sia come forma di comportamento educativo sia come intervento preventivo contro il proliferarsi di germi e batteri.

Attualmente non esiste ancora un vaccino contro la scarlattina e quindi l’unica forma preventiva resta quella citata in precedenza (cura dell’igiene personale, evitare il contatto con soggetti malati di scarlattina, etc.).

Se dovesse verificarsi un caso di scarlattina, inoltre, bisogna provvedere subito a informare i colleghi del proprio ufficio, la palestra dove ci si allena e anche la scuola.

In questo modo si potrà evitare di esporre altre persone a un eventuale contagio e permettere loro di monitorare il proprio stato di salute.

 

Per approfondire:

http://www.albanesi.it/salute/scarlattina.htm

http://www.farmacoecura.it/malattie/scarlattina-foto-sintomi-durata-e-cura/

http://www.medicina360.com/scarlattina.html

http://www.news-medical.net/health/Symptoms-of-Scarlet-fever-(Italian).aspx