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Spermiogramma: tutto quello che devi sapere sull’esame dello sperma

Lo spermiogramma è l’esame dello sperma che misura la quantità e qualità del liquido emesso durante l’eiaculazione, valutando sia gli spermatozoi che il liquido seminale

Che cosa è lo spermiogramma? Quando è consigliato l’esame? In questo articolo cercheremo di rispondere con chiarezza ad alcune delle più comuni domande sull’esame dello sperma.

Spermiogramma: che cosa è

Lo spermiogramma è l’esame dello sperma che misura la quantità e qualità del liquido emesso durante l’eiaculazione, valutando sia gli spermatozoi che il liquido seminale. L’esame viene spesso richiesto per determinare l’infertilità maschile e rappresenta il punto di partenza per un’eventuale trattamento.

Più nello specifico l’esame dello sperma misura:

  • il volume eiaculato;
  • il numero totale di spermatozoi;
  • la concentrazione (densità) degli spermatozoi;
  • la motilità totale e progressiva degli spermatozoi;
  • la vitalità;
  • la morfologia;
  • la quantità di fruttosio presente nello sperma da cui traggono energia gli spermatozoi;
  • il grado di acidità (pH);
  • il numero di spermatozoi immaturi o anomali;
  • il numero di leucociti nello sperma che, se superiori rispetto al valore massimo, indicano un’infezione in atto.
Lo spermiogramma è un esame che misura la fertilità maschile

Spermiogramma: i valori medi di riferimento

Partendo dal presupposto che gli intervalli di riferimento possono differire da un laboratorio all’altro e che per sicurezza è sempre meglio fare affidamento sugli intervalli presenti sul referto del proprio esame, in linea di massima possiamo affermare che per essere nella norma ciascun campione di sperma deve rientrare nei seguenti valori:

  • volume seminale > 1,5 ml
  • numero totale degli spermatozoi > 39 milioni / eiaculata
  • concentrazione degli spermatozoi > 15 milioni / ml
  • motilità totale > 40 %
  • motilità progressiva > 32 %
  • vitalità > 58 %
  • morfologia > 4 %
  • pH ≥ 7,2
  • leucociti < 1,0 milioni / ml
  • percentuale di spermatozoi con particelle agglutinate < 50 % (MAR Test)

Spermiogramma nel dettaglio: il volume

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) considera 1,5 ml il limite minimo di normalità del volume spermatico. Di conseguenza un volume più scarso può essere segnale di un blocco parziale o completo delle vescichette seminali o indicare addirittura la loro assenza congenita.

Spermiogramma nel dettaglio: la concentrazione

La conta spermatica, che misura la concentrazione degli spermatozoi nell’unità di volume di 1 ml, non va confusa con il conteggio spermatico totale, ossia la conta spermatica moltiplicata per il volume.

Secondo l’OMS una conta spermatica inferiore a 15 milioni di spermatozoi al millimetro indica una condizione di oligospermia o azoospermia. La prima, un’alterazione quantitativa, ovviamente verso il basso, del numero di spermatozoi prodotto è causa di fertilità ridotta, mentre la seconda, che indica la totale assenza di spermatozoi in un campione di liquido seminale, è causa di sterilità totale e spesso irreversibile.

Tra le principali cause di oligospermia ricordiamo:

  • l’abuso di alcol e droga;
  • l’assunzione di alcuni farmaci;
  • le infezioni genitali;
  • le disfunzioni ormonali;
  • alcune malattie autoimmuni sistemiche;
  • l’esposizione a radiazioni, magari a seguito di un ciclo di radioterapia o chemioterapia, o all’inquinamento industriale;
  • un’eccessiva esposizione dei testicoli a una fonte di calore;
  • il varicocele, ossia una patologia che determina lo sviluppo di vene varicose in prossimità dei testicoli.

Tra le principali cause di azoospermia rientrano invece:

  • il criptorchidismo, cioè la mancata discesa di uno o di entrambi i testicoli nel sacco scrotale all’epoca dello sviluppo;
  • traumi subiti nei primi anni di vita;
  • malattie a trasmissione sessuale come clamidia, gonorrea e sifilide;
  • la parotite contratta in modo severo in età adulta;
  • l’uso di determinati farmaci
Gli spermatozoi sono misurati attraverso un esame chiamato Spermiogramma

Spermiogramma nel dettaglio: la motilità

La motilità è un dato importantissimo che però da solo non ci dice niente circa il grado di fertilità di un individuo. Ad esempio, in caso di conta spermatica elevata, una motilità inferiore al 60% potrebbe non essere per nulla influente in termini di fertilità, poiché le cellule vitali potrebbero essere comunque tantissime. Allo stesso tempo, un uomo con una conta spermatica al di sotto dei 15 milioni al millimetro ma con motilità superiore rispetto al valore minimo di riferimento può essere comunque fertile per la presenza di spermatozoi piuttosto vigorosi e vitali, sebbene più bassi rispetto alla norma.

Esistono 4 classi di motilità degli spermatozoi:

  • motilità di tipo a caratterizzata da movimenti rettilinei, vivaci e progressivi;
  • motilità di tipo b con movimenti rettilinei ma lenti;
  • motilità di tipo c con movimenti vivaci ma non progressivi;
  • motilità di tipo d in cui l’assenza di movimento è totale.

Spermiogramma nel dettaglio: la morfologia

La morfologia è il parametro che, probabilmente più di tutti, dà un’idea precisa della maturità e della capacità funzionale degli spermatozoi. La sua importanza dipende dal fatto che gli spermatozoi difettosi hanno meno possibilità di fecondare un ovocita.

Per quanto sia possibile eseguire una prima grossolana valutazione della morfologia, ricordiamo che per un’analisi più accurata delle possibili anomalie fisiche degli spermatozoi è opportuno compiere una colorazione del campione su vetrino.

Spermiogramma nel dettaglio: il pH

Il pH seminale è alcalino con valori di normalità inclusi tra 7,2 e 7,8. Valori superiori a quelli indicati indicano generalmente la presenza di un’infezione, mentre valori inferiori sono spesso associati a patologie che determinano l’ostruzione dei dotti eiaculatori oppure a ipotrofie congenite o acquisite delle vescicole seminali.

Spermiogramma nel dettaglio: i leucociti

La presenza di un alto livello di leucociti nel campione di sperma può essere sintomo di un’infezione o di un’infiammazione, che viene solitamente curata con gli antibiotici. La più diffusa infiammazione è senza dubbio la prostatite che può provocare sintomi come: bisogno di urinare frequente, bruciore durante la minzione, dolori in fase di eiaculazione e, in alcuni casi, difficoltà di erezione e calo del desiderio sessuale.

Spermiogramma: quando fare l’esame

Lo spermiogramma viene eseguito quando il medico curante pensa che un paziente abbia problemi di infertilità. Se si ha la certezza che una mancata gravidanza sia dovuta all’infertilità maschile, l’esame dello sperma è utile per comprendere cosa impedisce la fertilità e valutare se sia possibile o meno ricorrere alla fecondazione assistita per facilitare la gravidanza.

Solitamente lo spermiogramma viene richiesto anche dopo la vasectomia per accertare che la procedura sia andata a buon fine. In questo specifico caso l’esame verrà ripetuto finché il campione di sperma sarà completamente privo di spermatozoi.

Spermiogramma: preparazione richiesta per l’esame

Poiché per preservarne la qualità, lo sperma deve essere analizzato entro 60 minuti dall’eiaculazione, la raccolta dei campioni va eseguita direttamente in laboratorio e non a casa come si fa invece con le urine.

Per ottenere una quantità sufficiente di sperma attraverso la masturbazione è fondamentale astenersi dai rapporti sessuali, o in genere dall’eiaculazione, nei 2-5 giorni che precedono la raccolta del campione. Inoltre è assolutamente sconsigliata l’assunzione di alcol nei giorni che precedono l’esame.

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