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TAMARINDO : proprietà curative e usi

Il tamarindo è un albero da frutto originario dell'Africa, i cui frutti sono molto versatili per la preparazione di sostanze curative, sia nella medicina omeopatica sia mediante trasformazioni chimiche. Ecco le principali indicazione, le controindicazioni e gli usi più diffusi del tamarindo.

Introduzione al tamarindo: di cosa si tratta

Il tamarindo è un albero da frutto dalle grandi sembianze e dalla longevità consistente, che rientra nella famiglia delle Cesalpinaceae.

E’ originario dall’Africa tropicale, anche se è possibile trovarlo in alcune parti dell’Asia e in America Latina.

Le sue foglie sono di una lunghezza che si aggira intorno ai 15 centimetri e formate da tante piccole foglioline, mentre l’albero produce dei baccelli che rappresentano il suo frutto.

Essi contengono semi duri e una polpa marrone: quest’ultima è la parte mediante cui si realizzano i medicinali con particolari proprietà curative.

E’ formata dal mesocarpo, che ingloba fili di fasci vascolari e membrane.

Componenti principali

I suoi componenti principali sono gli acidi:

  • organici (presenti per una percentuale compresa fra il 13 e il 18% del totale e composti dagli acidi tartarici e dagli acidi malici)
  • lattici
  • ossalici
  • insaturi
  • succinici
  • citrici.

Inoltre ci sono anche:

  • bitartaro di potassio
  • zuccheri (che costituiscono una percentuale del frutto maggioritaria e compresa fra il 20 e il 35%)
  • destrosio
  • levulosio
  • acqua.

Fra i minerali si segnalano:

Tra le vitamine

  • da B1 a B6
  • C
  • K
  • J.

Tornando al tamarindo, accennate le sue caratteristiche principali e la sua composizione, passiamo ora ad esaminarne le proprietà, le controindicazioni e gli effetti collaterali e gli altri.

tamarindo fegato
Il tamarindo è utile per combattere i disturbi del fegato

Proprietà curative del tamarindo -1

Come detto in precedenza, la polpa di questo frutto è fondamentale per la formazione del medicinale.

Storicamente viene utilizzata come rimedio naturale per la costipazione, anche di tipo cronico o acuto, ma anche per combattere in modo efficace i disturbi di fegato e cistifellea.

Entrando più nel dettaglio, il tamarindo è spesso utilizzato nella medicina omeopatica, per contrastare le forme di mal di stomaco.

Questo frutto è anche in grado di svolgere un’attività antibatterica e antinfettiva, riuscendo ad essere efficace nella lotta a virus e batteri.

Più nello specifico, alcuni studi hanno mostrato la sua capacità di agire positivamente nei casi di:

Altre proprietà attribuibili al tamarindo sono quelle purgative, ma anche rinfrescanti e contro l’itterizia e la dissenteria.

Non sono da dimenticare la possibilità delle foglie di combattere le febbri malariche, nei Paesi dove la malattia esiste.

Viceversa, l’estratto acquoso che si ricava dal tamarindo possiede delle specifiche proprietà ipoglicemizzanti.

Proprietà curative del tamarindo -2

La sua assunzione può risultare molto utile nel caso di problemi di digestione, in quanto possiede delle ottime proprietà lassative, riuscendo a regolare l’intestino in virtù degli acidi organici presenti nella polpa.

Esso riesce a liberare l’organismo dalle scorie ed è capace di aumentare il senso di sazietà in chi lo assume.

Questo perché riduce l’assorbimento di zuccheri e grassi, azione che rappresenta un aspetto molto importante per chi sta conducendo una dieta.

Un’altra qualità da non sottovalutare del tamarindo è la sua attività anticolesterolo.

Infatti, possedendo un elevato contenuto di fibre, riesce a far diminuire i livelli di colesterolo presenti nel sangue in modo da prevenire la formazioni delle placche nelle arterie.

Infine, si segnala il suo utilizzo con risultati positivi per quanto riguarda una problematica di salute piuttosto diffusa, l’ipotensione.

Il dosaggio da assumere per quanto riguarda tale frutto è diverso in base alle caratteristiche soggettive di un individuo (dall’età al fisico ecc.), oltre che a seconda del tipo di preparazione e della tipologia di diluizione omeopatica utilizzata.

In ogni caso è sempre giusto chiedere un parere a un farmacista o al medico per il suo utilizzo in chiave terapeutica, al fine di evitare problematiche o complicanze per la salute.

tamarindo albero
Le foglie dell’albero di tamarindo sono lunghe circa 15 centimetri e formate da tante piccole foglioline

Le controindicazioni del tamarindo

Come spesso accade per i farmaci o i rimedi naturali, anche l’uso del tamarindo può causare conseguenze negative alla nostra salute, per questo è importante conoscere le controindicazioni al suo utilizzo.

Queste attengono ai casi di ipersensibilità ampiamente accertata nei confronti di uno o più dei suoi componenti: in questo caso dunque bisogna evitare di assumerlo.

Un altro possibile effetto negativo riguarda le interazioni di tipo farmacologico che il tamarindo può avere riguarda l’aspirina.

Esso è in grado di aumentarne la biodisponibilità, con la conseguenza dell’aumento del rischio di sanguinamento, ma al tempo stesso comporta la riduzione dell’assorbimento di ulteriori farmaci assunti in contemporanea.

Esistono rischi connessi anche a:

L’eccessiva assunzione della polpa di questo frutto può scatenare persino delle forme di allergia o altre tipologie di problematiche, con sintomi che possono essere:

  • problemi respiratori
  • eruzioni cutanee
  • vertigini
  • vomito.

In buona sostanza se un suo uso ragionato possiede effetti positivi, ad esempio per la regolazione intestinale, a seguito di dosi sostanziose ed eccessive il suo effetto diventa quello di un potente lassativo.

In ogni caso si possono ridurre al massimo gli effetti collaterali legati al tamarindo assumendone una quantità limitata ogni giorno.

Parliamo di una dose non maggiore rispetto ai 10 grammi quotidiani, per questo si consiglia sempre di misurare il quantitativo prima di assumerlo.

tamarindo digestione
Il tamarindo aiuta a combattere la cattiva digestione

Altri usi del tamarindo

Per quanto attiene alla medicina indiana, il suo utilizzo avviene per trattare la febbre, le faringiti, le emorroidi e le stomatiti.

Non esclude però il suo impiego specifico come rimedio naturale allo scopo di combattere le intossicazioni causate dall’eccessiva assunzione di alcool e il vomito biliare.

Un altro utilizzo noto è quello fatto dalle popolazioni presenti nel deserto, che di solito usano questo frutto masticandone le foglie allo scopo di combattere la sete.

In diverse zone, specie quelle relative all’Asia, viene utilizzato anche per curare il mal di denti.

Il tamarindo, possedendo una particolare acidità di natura, può avere un effetto negativo sulla salute dei denti.

Una sua assunzione in dosi eccessive può portare alla corrosione dello smalto degli stessi, a causa della sua acidità.

Uno studio particolarmente interessante ha rivelato che l’estratto di semi di questo frutto costituisce un buon potenziale aiuto nella cura dell’artrite.

Questo in virtù della sua attività realizzata nei confronti degli enzimi che degradano la cartilagine, ma anche grazie alle attività antiossidanti e antinfiammatorie da esso esercitate.

Infine, uscendo da quello che è il discorso terapeutico legato al tamarindo, esso viene utilizzato per realizzare stoffe, cappelli o come ingrediente in particolari cocktail.

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