TARASSACO antiossidante naturale: come agisce e come usarlo

TARASSACO cos’è

Il tarassaco, il cui nome scientifico è Taraxacum officinale, è una pianta molto utilizzata in fitoterapia per le sue molteplici proprietà farmacologiche.

Essa è più comunemente conosciuta con gli appellativi di “soffione” o “dente di leone”.

Il tarassaco è un’angiosperma, ossia una pianta da fiore, che appartiene alla famiglia delle Asteracee.

Si tratta di una pianta ubiquitaria, diffusa più o meno in tutte le zone del mondo, che predilige in particolare i terreni umidi ed erbosi e le zone pianeggianti.

Le foglie del tarassaco hanno una forma allungata e sono caratterizzate da un margine dentato.
I fiori, invece, sono definibili come delle infiorescenze e vengono chiamate capolini. Su di essi si possono formare centinaia di piccolissimi fiorellini, chiamati flosculi.
Il dente di leone fiorisce nei mesi primaverili e ogni fiore da vita ad un “frutto”, quello caratterizzato dal caratteristico ciuffo, costituito dai piccoli peletti di colore bianco.

TARASSACO: la Tarassacoterapia

Il tarassaco contiene una serie di sostanze attive dalle molteplici proprietà benefiche e curative per l’organismo.
Tra queste, in particolare, troviamo: i flavonoidi, che fanno parte della famiglia dei polifenoli vengono prodotti dalla pianta ed agiscono da pigmenti, determinandone le caratteristiche fenotipiche.

Nel tarassaco, in particolare, possiamo trovare i seguenti flavonoidi:

  1. Luteolina;
  2. Apigenina;
  3. Isocercitrina;
  4. Acido caffeico;
  5. Acido clorogenico.

Tutti i flavonoidi hanno  riconosciute proprietà antiossidanti, utili nella prevenzione di numerose patologie;

  • I terpeni, sono biomolecole presenti all’interno degli olii essenziali della pianta alla quale conferiscono il suo caretteristico odore e aroma;
  • L’inulina, è un glucide, composto da lunghe catene di molecole di fruttosio. In particolare, si tratta di una fibra insolubile con diverse caratteristiche nutraceutiche. L’inulina, infatti, come tutte le fibre vegetali, favorisce la digestione, regola il transito intestinale e determina la proliferazione di un corretto microbiota;
  • La mucillagine, si tratta di una glicoproteina che serve alla pianta per trattenere l’acqua al suo interno ed evitare così perdite eccessive di liquidi, rendendo la pianta più resistente ai periodi di siccità. Le mucillagini, dunque, hanno un effetto lassativo, dovuto proprio a questa loro capacità di assorbire acqua e di rigonfiarsi. Esse, quindi, all’interno del sistema digerente, richiamano grandi quantità di acqua e si rigonfiano, determinando sia un corretto transito intestinale con un effetto lassativo, ma hanno anche la capacità di far pervenire in anticipo lo stimolo della sazietà, in quanto provocano un rigonfiamento delle pareti gastriche;
  • I fitosteroli, sono steroli di origine vegetale. Al contrario degli steroli di origine animale, tra cui il più conosciuto è il colesterolo, gli steroli di origine vegetale, hanno un effetto benefico, in quanto sono molto utili nel ridurre l’assorbimento del colesterolo a livello intestinale e, dunque, limitano la concentrazione del colesterolo “cattivo” in circolo;
  • I tannini, sono anch’essi dei polifenoli ed hanno un effetto antibatterico ed antifungino. Essi, inoltre, sono vasocostrittori, favoriscono la cicatrizzazione dei tessuti ed hanno un effetto antidiarroico;
  • Tarassina, tarassicina e tarasserolo, sono sostanze alcaloidi che donano al tarassaco il suo caratteristico sapore amarognolo e le sue proprietà depurative e detossificanti. In particolare, queste sostanze vanno a stimolare la cistifellea, il rene ed il fegato, cioè tutti gli organi deputati alla detossificazione dell’organismo;
  • Le vitaminein particolare il tarassaco contiene le vitamine A, C, D e le vitamine del gruppo B;
  • I sali minerali, nel tarassaco troviamo buone quantità di sali di potassio che danno un effetto diuretico e regolano la pressione sanguigna, in particolare migliorano  gli stati ipertensivi.

TARASSACO: rimedio fitoterapico

Grazie alla presenza di tutte queste sostanze, il tarassaco viene impiegato come rimedio fitoterapico in nutraceutica.
Si parla, infatti, di una vera e propria “tarassacoterapia”.
La pianta viene utilizzata, in particolare, in caso di:
  • Infiammazioni;
  • Stati di leggera intossicazione;
  • Lievi disturbi epatici;
  • Ittero;
  • Calcoli biliari;
  • Cattiva digestione;
  • Stipsi;
  • Acne;
  • Infiammazioni della colecisti;
  • Dispepsia;
  • Emorroidi;
  • Gotta;
  • Iperuricemia;
  • Ipertensione arteriosa;
  • Inappetenza;
  • Iperlipidemia.
Le proprietà diuretiche del tarassaco sono ormai ben note.
Esso, inoltre, può essere usato per curare delle lievi intossicazioni e dei disturbi epatici, oltre che per prevenire le
infiammazioni della colecisti e i calcoli biliari.
Il dente di leone, infatti, ha la proprietà di aumentare la produzione di bile all’interno della cistifellea e di favorire il suo deflusso dal fegato all’intestino
Questo, non solo evita l’accumulo di bile nella cistifellea e, dunque, la formazione dei calcoli biliari, ma favorisce anche la corretta digestione dei nutrienti a livello intestinale.
Per queste sue proprietà colagoghe e coleretiche, il tarassaco viene usato come rimedio fitoterapico detossificante e purificante per il fegato.
Inoltre, la radice di tarassaco, aumentando la produzione della bile, riduce anche le quantità di colesterolo in circolo.
Questo, infatti, viene utilizzato dal fegato proprio come precursore degli acidi biliari che vengono poi riversati nella cistifellea a formare la bile.
Il tarassaco ha proprietà ipoglicemiche e ipocolesterolemizzanti.
Essendo ricco di inulina, una fibra insolubile, esso rallenta l’assorbimento del colesterolo e degli zuccheri a livello intestinale.
L’inulina, inoltre, ha effetti prebiotici, migliora la funzionalità intestinale e favorisce l’instaurarsi di una microflora costituita da batteri “buoni”.
Nonostante le molteplici proprietà curative e fitoterapiche attribuite al tarassaco, esso non è comunque da considerarsi un sostituto delle cure medicinali convenzionali.
È, infatti, molto importante seguire sempre i consigli e le cure mediche, evitando il fai da te.

TARASSACO: dosi e modi d’uso

Le parti della pianta di tarassaco che vengono utilizzate in fitoterapia sono principalmente le foglie e le radici.
Entrambe hanno le medesime proprietà, anche se, le foglie possono essere usate come erbe aromatiche, mentre la radice, una volta essiccata, viene usata come rimedio erboristico.
La radice di tarassaco essiccata, può essere usata per preparare dei decotti, facendo bollire circa 5 grammi di radice in 100 ml di acqua per pochi minuti.
Il decotto, così preparato, dovrà poi essere filtrato e fatto raffreddare, quindi potrà essere utilizzato circa tre volte al giorno per ottenere tutti i benefici legati ai principi attivi presenti nella pianta.
In cucina il tarassaco viene usato come una verdura per preparare un’insalata primaverile depurativa, in aggiunta anche ad altri vegetali di stagione.
Anche i fiori di tarassaco possono essere usati in cucina.
I fiori di tarassaco, infatti, in diverse regioni italiane, si possono usare per fare delle frittelle con le uova, oppure per la preparazione di gelatine o, infine, possono rappresentare uno degli ingredienti di una particolare bevanda alcolica, chiamata “dendion wine”.

TARASSACO: effetti collaterali

La pianta di tarassaco, generalmente, non dà effetti collaterali.
Essa, però, in alcuni casi, può provocare fenomeni allergici legati ad ipersensibilità verso uno dei suoi componenti.
Inoltre, se utilizzata in dosi eccessive, la pianta può causare acidità gastrica a causa dell’elevata quantità di alcaloidi presenti in essa.
Tarassaco
Tarassaco disintossicante naturale
In ogni caso, si consiglia di evitare l’assunzione di tarassaco nei seguenti casi:
  • Gastrite cronica;
  • Reflusso gastroesofageo;
  • Ulcera peptica;
  • Calcolosi od occlusione delle vie biliari;
  • Insufficienza renale, essendo presenti elevate concentrazioni di potassio, si sconsiglia l’utilizzo del tarassaco in caso di assunzione di altri integratori alimentari, in quanto potrebbe verificarsi un surplus di questo sale minerale, con ulteriore compromissione della funzionalità renale ed alterazione della pressione sanguigna;
  • Utilizzo concomitante con alcuni farmaci, quali i FANS, ovvero i farmaci antinfiammatori ad azione non steroidea, come l’aspirina e il paracetamolo. Essendo questi farmaci già di per sè lesivi per la mucosa gastrica e, poiché il tarassaco aumenta l’acidità gastrica, è bene evitare l’utilizzo di questo rimedio in concomitanza con cure prolungate a base di FANS.

 

Per approfondire:

https://it.wikipedia.org/wiki/Taraxacum_officinale
http://www.cure-naturali.it/tarassaco/2402
https://www.greenme.it/vivere/salute-e-benessere/19455-tarassaco-proprieta-usi-controindicazioni