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TENDINE DI ACHILLE : rottura, cura e prevenzione

Il tendine di Achille è formato da un tessuto fibroso e duro che collega il tallone ai due muscoli che formano il polpaccio. Si inserisce nella parte più bassa dei muscoli soleo e gastrocnemio per finire nel calcagno. E' il tendine più spesso del nostro corpo ma è anche molto fragile. Ecco i disturbi da cui può essere affetto e alcuni consigli per prevenirli o per curarli se si verificano.

Che cos’è il tendine di Achille?

Il tendine di Achille è formato da un tessuto particolarmente fibroso e duro che collega il tallone ai due muscoli che formano il polpaccio.

Il tendine di Achille, detto anche tendine calcaneare, si inserisce nella parte più bassa dei muscoli soleo e gastrocnemio per finire nel calcagno.

Fra il tendine e il calcagno, in condizioni normali, si trovano delle sacche di piccole dimensioni piene di liquido.

Il tendine di Achille è il più resistente e grande che abbiamo nel corpo. Permette di saltare, correre, camminare, ballare in punta di piedi ma è anche delicato.

Viene infatti continuamente sollecitato e non riceve un grande apporto di sangue: questa combinazione di fattori lo rende molto vulnerabile e soggetto a infiammazioni o danneggiamenti molto seri.

tendine di achille tendinite
Praticando un’intensa attività sportiva può capitare che il tendine di Achille s’infiammi causando rigidità e dolore

Quali sono i più frequenti disturbi?

Come accennato prima, questo tendine viene sollecitato continuamente durante il corso di una normale giornata.

È particolarmente soggetto a strappi, rotture, infiammazioni, peritendiniti e molto altro ancora. Vediamo tutte queste problematiche nel dettaglio.

  • Lo strappo: si possono verificare strappi piccoli e localizzati oppure molto più importanti che causano dolori acuti, gonfiori e che impediscono qualsiasi tipo di movimento del piede e del polpaccio.
    Gli strappi possono avvenire nell’immediato quando si pratica attività sportiva oppure in un arco di tempo più lungo e in maniera graduale.
  • La rottura: la rottura del tendine di Achille provoca molto dolore non solo nel momento in cui avviene, ma anche nei giorni a seguire.
    La gamba diventa gonfia e l’unico modo che esiste per risolvere il problema è l’intervento chirurgico.
    L’intervento di per sé non è complicato ma comporta una degenza molto lunga che richiede anche l’immobilizzazione completa della caviglia.
  • Tendinite: praticando un’intensa attività sportiva può capitare che il tendine in questione s’infiammi causando rigidità e dolore.
    Per guarire occorre far riposare la gamba interessata dal problema ed effettuare spesso impacchi di ghiaccio localizzati.
    La tendinite ha un decorso che può durare anche più di due settimane.
  • Peritendinite: è un’infiammazione che molto assomiglia alla tendinite ma a provocare dolore è la zona che circonda il tendine di Achille.
    Il trattamento da effettuare è il medesimo della tendinite.
  • Tendinosi: il tendine di Achille, a causa di eccessive sollecitazioni continuative o semplicemente per invecchiamento, può ispessirsi.
    Quando si ispessisce però non diviene più forte ma al contrario si indebolisce e diviene più soggetto alle rotture. In questo caso non ci sono cure specifiche.
  • Borsite: spesso la causa di questo problema è causata da calzature sbagliate. Indossando scarpe troppo basse, la sacca fra il tendine e il calcagno viene sollecitata troppo e può irritarsi provocando dolore.
    Cambiando calzature si risolve gran parte del problema.
    Facendo riposare la parte dolorante per un po’ e curandola con impacchi di ghiaccio, la situazione non impiega molto a ritornare a uno stato di normalità.

I sintomi della tendinite

Il sintomo più comune che può far pensare alla tendinite d’Achille è il dolore.

In genere inizia a fare male in modo lieve e poco a poco diviene quasi insopportabile.

Dopo una corsa anche breve si avverte dolore nella parte posteriore della gamba o nella zona del tallone.

Il dolore è più intenso quando la corsa ha una durata maggiore o comunque è più faticosa.

Il tendine diventa rigido e ostacola i movimenti della gamba soprattutto al mattino.

Come viene diagnosticata la rottura del tendine di Achille?

In genere ci si reca presso il proprio medico curante quando il tendine comincia a fare male o si verificano dei gonfiori localizzati che irrigidiscono i muscoli del polpaccio.

Il medico comproverà la presenza di ispessimento, decolorazione del tallone e poi valuterà se la zona sia interessata da un surriscaldamento o meno.

In linea di massima, le tendinopatie più comuni che non hanno a che fare con la rottura del tendine vera e propria, possono essere facilmente identificabili con un esame fisico senza dover ricorrere a test più approfonditi.

tendine di achille infortuni
Anche campioni immensi hanno subito la rottura del tendine di Achille

Quando è necessario rivolgersi al medico?

Quando si avverte dolore al calcagno o nella zona comunque interessata dal tendine di Achille, è sempre meglio rivolgersi al medico per capire quale sia l’origine del problema e agire di conseguenza.

La sensazione dolorosa potrebbe essere provocata da una leggera infiammazione oppure da una lesione profonda o da altre problematiche che devono essere curate nell’immediato.

Per alleviare il dolore mentre attendete che il medico vi riceva, potete assumere un antinfiammatorio ad azione blanda, non steroideo.

È necessario sospendere qualsiasi attività sportiva per non compromettere ulteriormente il tendine di Achille.

Nel caso in cui il dolore fosse particolarmente intenso è necessario rivolgersi al pronto soccorso più vicino.

È molto probabile che il tendine sia rotto e che ci sia bisogno di effettuare un intervento chirurgico a breve.

Che cos’è e a cosa serve la prova di Thompson?

Questa prova serve al medico per comprovare la rottura del tendine di Achille.

In pratica il paziente viene fatto mettere in ginocchio sopra una sedia o in posizione prona.

Il dottore stringerà con le mani il polpaccio e se il piede si abbassa il tendine è ancora al suo posto. Se però ciò non accade è probabile che il tendine si sia rotto.

Esiste anche un altro test che viene effettuato per lo stesso motivo, quello del ginocchio flesso.

Viene fatta piegare la gamba ad angolo retto. Se la punta del piede si rivolge in maniera automatica verso la gamba, è probabile che il tendine sia rotto.

Quali sono gli esami approfonditi da effettuare?

Per vedere meglio e con certezza quali siano le problematiche che stanno causando dolore al tendine di Achille è necessario effettuare degli esami diagnostici sofisticati come la risonanza magnetica o la tomografia computerizzata.

Con la risonanza magnetica si ottengono immagini dettagliate sia della gamba sia della caviglia, che mettono subito in chiaro se il tendine è rotto.

Tuttavia con questo sistema non è sempre possibile rilevare la presenza di altre tendinopatie.

Con gli ultrasuoni è possibile comprovare la rottura del tendine.

Sulla parte interessata viene posizionata una sonda che emette onde sonore ad alta frequenza.

Su uno schermo luminoso compare l’immagine del tendine che può essere lesionato o meno a seconda dei casi.

La tomografia computerizzata, o TAC che dir si voglia, ha una maggiore risoluzione delle immagini è perfetta per diagnosticare problemi al tendine di Achille.

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In caso di dolore, il tendine va tenuto a riposo per lungo tempo

Con quali trattamenti si risolvono le problematiche al tendine d’Achille?

Molte lesioni a danno del tendine di Achille possono essere trattate e risolte con la cosiddetta terapica RICE.

Questa terapia consiste nell’effettuare impacchi di ghiaccio sulla zona dolorante e rimanere a riposo il più a lungo possibile nel corso della giornata.

Infine, bisogna effettuare una compressione del tendine adoperando le bende ad elevazione.

Quando il dolore provato è molto acuto è necessario assumere antidolorifici a effetto blando come il paracetamolo o il naproxene.

Se però il dolore è particolarmente acuto, bisogna ricorrere all’uso di farmaci un po’ più forti su prescrizione medica.

Le tendiniti possono iniziare a migliorare indossando anche la tipologia di calzature più adatte.

Adottando plantari su misura e tacchi di risalita il dolore provato diminuisce e si evita che il tendine torni a dare problemi in tempi brevi.

Abbinare a questi rimedi una fisioterapia mirata è particolarmente utile.

Stretching ed esercizi studiati appositamente per alleviare le problematiche del tendine di Achille diminuiscono i tempi d’attesa per la guarigione.

Quando il tendine si rompe si può ricorrere solamente alla chirurgia.

Si può praticare sport durante la riabilitazione?

Durante il periodo post operatorio non è possibile praticare sport che impegnino la gamba e la caviglia.

La ripresa deve essere molto graduale e solo l’ortopedico saprà dare indicazioni utili su quando e come poter cominciare di nuovo.

Iniziare prima della completa guarigione a correre o a saltare è controproducente e potrebbe causare danni molto gravi al tendine.

Come è possibile prevenire le problematiche relative al tendine di Achille?

La tendinite, gli strappi e la rottura del tendine di Achille possono essere prevenuti con qualche accorgimento.

Non è detto comunque che seguendo alla lettera tutte le indicazioni date, il tendine non si infiammi mai.

Ad esempio, è consigliabile aumentare il livello di intensità di attività fisica in maniera graduale.

Quando ci si appresta a praticare un’attività fisica particolarmente intesa, è buona norma riscaldarsi a lungo prima ed effettuare esercizi di allungamento al termine.

Fermatevi sempre se avvertite dolore e riprendete in seguito quello che stavate facendo.

È fondamentale adoperare scarpe di buona qualità e ben ammortizzate.

Per affrontare sport che impegnano molto le gambe, rinforzate bene i muscoli del polpaccio in modo tale che lo sforzo sia sostenuto dalla parte muscolare e non tendinea.

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