Adrenalina alta e bassa : i valori normali

La paura è una delle principali cause della secrezione dell’adrenalina. Altri stimoli in grado di provocare il rilascio dell’adrenalina sono forti rumori improvvisi, eccitazione, temperatura ambientale elevata e qualsiasi tipo di minaccia fisica o meno. L’adrenalina viene rilasciata anche in reazione a dolore, stress e ipossia.

Adrenalina : che cosa è

La sintesi dell’ adrenalina inizia a partire dalla tirosina, un amminoacido non essenziale che il nostro corpo può quindi sintetizzare indipendentemente. La tirosina viene trasformata in dopamina, poi in noradrenalina e infine in adrenalina, all’interno delle vescicole cellulari, delle strutture che fungono da piccole sacche di trasporto all’interno delle cellule, per isolare il contenuto dal resto del citoplasma.

Quando il sistema nervoso simpatico viene stimolato ha inizio il rilascio dell’adrenalina: il sistema nervoso simpatico è la parte di sistema nervoso autonomo, cioè fuori dal nostro controllo volontario. Si compone di centri nervosi lungo la colonna vertebrale e si dirama raggiungendo le ghiandole e i muscoli degli organi interni. Con la sua stimolazione, l’adrenalina viene liberata dalle vescicole delle cellule del midollo delle ghiandole surrenali: viene riversata all’interno del sistema cardiocircolatorio e da lì inizia la sua azione.

La stimolazione del sistema nervoso simpatico che porta alla secrezione dell’adrenalina è dovuto a forti emozioni che riguardano soprattutto una situazione di allarme, come nel caso delle situazioni in cui sia necessario scegliere se combattere o fuggire.

La paura è una delle principali cause della secrezione dell’adrenalina. Altri stimoli in grado di provocare il rilascio dell’adrenalina sono forti rumori improvvisi, eccitazione, temperatura ambientale elevata e qualsiasi tipo di minaccia fisica o meno.

L’adrenalina viene rilasciata anche in reazione a dolore, stress e ipossia. L’effetto del rilascio dell’adrenalina è sistemico, cioè va ad influenzare tutto l’organismo. Quando viene rilasciata abbiamo un rapidissimo aumento della delle pulsazioni cardiache (battito accelerato) e un restringimento selettivo dei vasi sanguigni, con un conseguente rapido aumento della pressione.

Essendo una preparazione ad un combattimento o ad una fuga, il restringimento dei vasi è selettivo perché vengono sospese le attività non immediatamente necessari (vasocostrizione, che coinvolge il processo digestivo e l’apparato riproduttore: passa la voglia di mangiare e risulta impossibile eccitarsi) a favore di quelle più utili nel momento di emergenza, con una vasodilatazione che va a favorire l’irroramento di sangue dei muscoli scheletrici, in modo che siano pronti a sopportare meglio la fatica e gli sforzi. Aumenta anche la frequenza respiratoria e iniziamo a iperventilare, con inspirazioni rapide e profonde, mentre i bronchi si dilatano. Le pupilla si dilatano, per aumentare la capacità di vedere bene il nemico o la minaccia anche in condizioni di scarsa illuminazione.

L’ adrenalina viene usata in emergenza in caso di shock anafilattico o gravi attacchi di asma, per ripristinare la respirazione e nella rianimazione a seguito di un arresto cardiaco o quando il cuore batte troppo lentamente (bradicardia). A seguito della somministrazione di adrenalina si hanno diversi effetti, alcuni attesi e altri collaterali. Date le situazioni in cui viene usata, gli effetti maggiormente attesi sono un’accelerazione dei battiti del cuore e una migliorata capacità di respirare. Fra gli effetti collaterali abbiamo tremori, ansia, vomito, a volte dispnea (incapacità di respirare correttamente), mal di testa (dovuto principalmente alle reazioni dei vasi sanguigni) e edema polmonare acuto. È pertanto un farmaco da non somministrare a chi soffre di glaucoma e ipertensione, poiché va ad aggravare i sintomi di questa patologie, ed è da evitare in caso di gravidanza e di diabete ed ipertiroidismo.

L’adrenalina svolge altre funzioni oltre a quelle della preparazione all’attacco e alla fuga: stimola la lipolisi, quindi è benefica per il processo di metabolizzazione e digestione dei grassi e degli zuccheri e serve a trarre energia dalle scorte lipidiche del corpo. Gli effetti sulla muscolatura sono utili inoltre non solo per combattimento o fuga ma anche per migliorare le prestazioni atletiche e per sentire meno la fatica quando si deve affrontare uno sforzo fisico di particolare durata o intensità.

Adrenalina : quando controllarla

Il controllo dell’ adrenalina viene fatto in genere a seguito di disturbi della pressione (troppo alta o troppo bassa): non è un esame di routine, e viene in genere prescritto per indagare su alcune patologie di cui si ha il sospetto. Valori troppo alti o troppo bassi di adrenalina infatti possono svelare patologie molto specifiche, come vedremo più avanti.

Adrenalina
Forte paura o stress possono indurre alla produzione di adrenalina

Adrenalina : come si misura

L’ adrenalina si misura con un esame del sangue: basta un normale prelievo di sangue venoso dal braccio e non serve una preparazione specifica, anche se viene sempre consigliato un digiuno preventivo di 8 ore quando l’esame è pianificato.

Adrenalina: valori di riferimento

I valori di adrenalina nel sangue ritenuti normali sono vanno dai 20 ai 190 picogrammi per millilitro. Ovviamente ci sono dei picchi di produzione di adrenalina del tutto fisiologici, come quando si verifica una delle situazioni per cui l’ adrenalina è necessaria alla nostra sopravvivenza (situazioni di minaccia, pericolo imminente, necessità di dover lottare e fuggire velocemente). Gli esami del sangue non vanno condotti dopo essere stati messi in allerta o spaventati, o dopo un prolungato e intenso sforzo fisico.

Adrenalina alta : quando e perché

Se gli esami mostrano alti livelli di adrenalina (al di fuori delle necessità di attacco e fuga), ciò può dipendere da alcune condizioni fisiologiche e può sfociare in diverse patologie:

  • feocromocitoma: è un tumore che colpisce le cellule cromaffini delle ghiandole surrenali, e in articolare della zona interna (detta zona midollare) di tali ghiandole, ovvero la zona in cui viene prodotta l’adrenalina e conservata poi nelle vescicole. Questa neoplasia interferisce su produzione e rilascio di adrenalina e causa ipertensione anche molto grave e una serie di conseguenze per il sistema cardiovascolare, che viene stressato in modo molto intenso;
  • infarto: i livelli di adrenalina alti per tempi prolungati, come nel caso di stress o sforzo fisico continuativo, stressano il sistema cardiocircolatorio aumentando la frequenza cardiaca e rendendo il sangue più viscoso, il che affatica il cuore e facilita la deposizione del colesterolo cattivo all’interno dei vasi sanguigni. Questa somma di condizioni facilita l’insorgenza dell’infarto del cuore: un vaso sanguigno viene ostruito e smette di ossigenare una parte del tessuto, che di conseguenza muore.
  • ipertensione: quando c’è un aumento non fisiologico dell’attività delle ghiandole surrenali, l’effetto può essere quello di provocare ipertensione. In questo caso si parla di ipertensione secondaria poiché non deriva dai normali fattori di rischio che contraddistinguono l’ipertensione primaria. Per curare l’ipertensione secondaria si deve risolvere il problema all’origine: in questo caso va ripristinata la corretta funzionalità delle ghiandole surrenali.
  • nefroangiosclerosi: si tratta di una malattia che colpisce i reni e può andare a stimolare le ghiandole che si trovano accanto, ovvero le surrenali, disturbando il loro equilibrio. Nella nefroangiosclerosi, le piccole arterie che alimentano i reni si ispessiscono a causa di arteriosclerosi o del semplice invecchiamento dei vasi sanguigni e smettono di contribuire al giusto apporto di ossigeno e nutrimento. In alcuni casi questa situazione porta le ghiandole surrenali a produrre una maggiore quantità di adrenalina, il che causa come effetto secondario l’ipertensione.

Adrenalina bassa: quando e perché

Se gli esami del sangue mostrano un livello di adrenalina più basso del normale, ciò è fisiologico in chi ha subito l’asportazione delle ghiandole surrenali. In altri casi invece il livello basso deriva da gravi infezioni in corso, che limitano la funzionalità delle ghiandole surrenali, o da alcune specifiche patologie:

  • malattia di Addinson: si tratta di una malattia che colpisce direttamente le ghiandole surrenali, principali responsabili della produzione di adrenalina e altri ormoni. In particolare, la corteccia, cioè la parte esterna delle ghiandole surrenali, è adibita alla produzione di ormoni steroidei, testosterone ed estrogeni, mentre la parte interna delle ghiandole, cioè il midollo, produce l’adrenalina. Nella malattia di Addinson le ghiandole surrenali sono incapaci di produrre una quantità sufficiente di ormoni, con diversi effetti che colpiscono svariate funzioni fisiologiche: possono esserci assenza di mestruazioni, vertigini, dolore addominale, turbe psichiche. Uno dei sintomi è il basso livello di adrenalina nel sangue.
  • morbo di Parkinson: il morbo di Parkinson è una malattia che colpisce il sistema nervoso e lo porta alla degenerazione. I sintomi del morbo di Parkinson sono molto vari: la persona colpita è rigida, ha tremori e si muove lentamente, è instabile e può presentare problemi a deglutire e ad esprimersi a parole. A livello neuropsichico c’è instabilità dell’umore, disturbi nel comportamento e difficoltà di pensiero. Uno dei sintomi principali è la cosiddetta “ipotensione ortostatica”, ovvero il veloce abbassamento della pressione sanguigna quando si passa dalla posizione sdraiata a quella eretta. Spesso questa bassa pressione può dipendere da una insufficiente produzione di adrenalina, che è uno degli effetti secondari del morbo di Parkinson.
  • sindrome di Waterhouse: è una malattia molto rara che si presenta come una grave infezione che si sviluppa molto rapidamente (viene chiamata setticemia fulminante). La causa di questo exploit deriva da un’insufficienza delle ghiandole surrenali che si accompagna a problemi di coagulazione, ipotensione e infezioni batteriche. I sintomi sono febbre ed emorragie sia cutanee si interne, a livello delle ghiandole surrenali. Nella sindrome di Waterhouse si riscontrano bassi livelli di adrenalina nel sangue.