Insulina alta: sintomi, cause e prevenzione

L’ insulina è un ormone prodotto dal pancreas che svolge un ruolo fondamentale nel metabolismo, ricavando dagli alimenti digeriti l’energia contenuta nel glucosio

Che cosa è l’ insulina alta? Quali sono i sintomi e le possibili cause? È possibile prevenirla? In questo articolo cercheremo di rispondere con chiarezza ad alcune delle più comuni domande sull’incremento della produzione di insulina.

Insulina alta: che cos’è

Prima di parlare di insulina alta è importante spiegare che cos’è l’insulina e a cosa serve. L’insulina è un ormone prodotto dal pancreas che svolge un ruolo fondamentale nel metabolismo, ricavando dagli alimenti digeriti l’energia contenuta nel glucosio.

Più nello specifico l’insulina è importantissima nel controllo della glicemia in quanto:

  • aiuta i muscoli, il tessuto adiposo e le cellule epatiche ad assorbire il glucosio dal sangue, abbassando i livelli di glicemia;
  • riduce i livelli glicemici abbassando la produzione di glucosio del fegato;
  • spinge il fegato e la muscolatura a immagazzinare il glucosio in eccesso, conservandolo sotto forma di glicogeno.

I valori normali di insulina a digiuno sono pari a un range che va da 5 a 25 micrU/ml, pertanto valori più alti indicano che il pancreas produce più insulina del dovuto. Tuttavia, è opportuno ricordare che l’intervallo di riferimento può variare da laboratorio a laboratorio.

Insulina alta : sintomi

Un eccesso di insulina dovuto a specifiche condizioni, come l’insulino-resistenza e il prediabete, non determina sempre la comparsa di sintomi, tanto che nella maggior parte dei casi si può soffrire di una o entrambe le condizioni senza saperlo. Nei casi più gravi di insulino-resistenza possono però comparire macchie scure sulla pelle, principalmente sul retro del collo, ma anche su gomiti, ginocchia, nocche e ascelle.

Insulina alta : cause

L’ insulina alta può essere dovuta a particolari condizioni, patologie e fattori di rischio come:

  • il diabete gestazionale, un’alterazione del metabolismo del glucosio che si verifica solo in gravidanza;
  • l’età avanzata o comunque superiore ai 45 anni;
  • l’etnia, in quanto sono più soggetti al problema gli afroamericani, gli ispanici e gli indiani d’America;
  • la familiarità, ovvero un genitore o un fratello con lo stesso disturbo o addirittura affetto da diabete;
  • il fumo di sigaretta;
  • l’inattività fisica, poiché di solito i muscoli attivi mantengono bilanciata la glicemia bruciando i propri depositi di glucosio e ripristinando le riserve con quello presente nel flusso sanguigno;
  • il sovrappeso e l’obesità, specialmente con accumulo di grasso intorno alla vita;
  • l’insulino-resistenza, ossia la bassa sensibilità delle cellule all’azione dell’insulina, che può portare a diabete mellito di tipo 2, in quanto i muscoli, il grasso e le cellule del fegato, non rispondendo in modo adeguato all’insulina, hanno difficoltà ad assorbire il glucosio dal sangue;
  • l’ipoglicemia, un rapido abbassamento dei valori normali del livello di zucchero nel sangue;
  • il prediabete, una condizione intermedia fra il diabete di tipo 2 e lo stato di normalità;
Insulina alta
L’insulina è un ormone prodotto dal pancreas fondamentale per il nostro organismo
  • l’intolleranza al fruttosio o al galattosio;
  • l’ipertensione arteriosa, una condizione caratterizzata dall’elevata pressione del sangue nelle arterie;
  • i livelli di colesterolo HDL (buono) inferiori a 35 mg/dl e i livelli di trigliceridi superiori a 250 mg/dl;
  • le malattie cardiovascolari;
  • le malattie epatiche;
  • l’insulinoma, un tumore che colpisce le cellule β delle isole di Langerhans del pancreas e secerne insulina;
  • l’ovaio policistico, un disturbo del sistema endocrino che costituisce la causa più comune di infertilità femminile relazionata all’assenza di ovulazione;
  • i problemi ormonali come, ad esempio, la sindrome di Cushing, una condizione clinica caratterizzata dall’eccesso di ormoni glucocorticoidi nel circolo ematico;
  • i problemi del sonno, in particolare l’apnea notturna, un disturbo comune in cui il respiro si interrompe durante il sonno che determina una cattiva qualità del riposo;
  • l’uso di farmaci come i corticosteroidi, la levodopa o i contraccettivi orali;
  • una qualsiasi lesione delle cellule del pancreas.

In caso di insulina alta inadeguatamente trattata è possibile contrarre il diabete tipo 2 e altri disturbi gravi.

Insulina alta : prevenzione

Prevenire un incremento dell’insulina, conseguente in particolar modo a condizioni come l’insulino-resistenza e il prediabete, è possibile:

  • seguendo una dieta sana ed equilibrata che prevede la riduzione dei grassi e il controllo delle porzioni. In tal caso si rivela efficace il piano alimentare DASH (Dietary Approaches to Stop Hypertension);
  • praticando una regolare attività fisica che aiuta l’organismo ad adoperare correttamente l’insulina e a mantenere sotto controllo la pressione arteriosa, i livelli glicemici e quelli di colesterolo buono, cattivo e totale;
  • mantenendo il peso forma con l’aiuto della dieta e dell’esercizio fisico;
  • rinunciando al fumo;
  • assicurando al proprio organismo quantità adeguate di vitamina D, in quanto alcuni studi rivelano un legame tra la capacità di mantenere livelli glicemici sani e il corretto apporto di vitamina D nel sangue;
  • assumendo specifici farmaci.

Per quanto riguarda l’esercizio fisico suggeriamo di praticare attività aerobiche, come la camminata veloce, la bicicletta, il nuoto, il ballo, lo spinning o qualsiasi altra attività in grado di aumentare la frequenza cardiaca, almeno mezz’ora al giorno e di associarle un paio di volte a settimana a una leggera attività anaerobica, come le flessioni o gli esercizi con i pesi, che servirà per rafforzare la muscolatura.

Per quanto riguarda invece i farmaci, la metformina è raccomandata per il trattamento di individui con livelli di insulina troppo elevati, quindi ad alto rischio di diabete tipo 2, in quanto riduce la resistenza all’insulina. In generale questo farmaco viene consigliato dal medico a soggetti con meno di 60 anni che presentano almeno uno dei seguenti fattori di rischio:

  • glicemia a riposo oltre i valori normali di riferimento;
  • emoglobina glicata (A1c) maggiore di 6;
  • bassi livelli di colesterolo HDL;
  • trigliceridi alti;
  • grave obesità con indice di massa corporea uguale o maggiore di 35;
  • genitore o fratello affetto da diabete.

La metformina sembra utile anche per abbassare il rischio di diabete nelle donne con diabete gestazionale. Secondo recenti studi l’assunzione di questo farmaco non pare associata a un aumentato rischio di malformazioni o deficit nel neonato.

Altri farmaci sono invece sconsigliati per gli effetti collaterali e perché non garantiscono un’efficacia sufficientemente duratura.

Infine ricordiamo che l’insulina alta da sola non basta per valutare le condizioni del paziente, soprattutto se si sospetta il diabete. In questo specifico caso occorrerà valutarla contestualmente alla glicemia.

Insulinemia

L’insulinemia è la quantità di insulina nel sangue. I valori sono variabili in relazione alle assunzioni di cibo (aumentano) e al digiuno (diminuiscono).

Fino agli inizi degli anni 1980, 20 milioni di diabetici in tutto il mondo potevano accedere solamente all’insulina animale, prodotta da organi (pancreas) bovini e suini. A lungo termine l’insulina animale è tossica all’organismo umano per motivi immunologici, causando malattie a livello epatico e effetti collaterali quali cecità, in alcuni casi persino la morte

La prima dose di insulina sintetica prodotta grazie a tecniche di ingegneria genetica è stata realizzata nel 1977 da Herbert Boyer utilizzando degli Escherichia coli.

Per approfondire:
https://www.niddk.nih.gov/health-information/diabetes/types/prediabetes-insulin-resistance

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