Proteina c-reattiva alta: sintomi, cause e test

La proteina c-reattiva di norma è presente nel sangue in concentrazioni molto basse, inferiori a 8 mg/l. Tuttavia in caso di infiammazioni serie, i livelli di PCR possono aumentare rapidamente raggiungendo valori centinaia di volte superiori a quelli medi, fino a toccare i 500-1000 mg/l

Che cosa è la proteina C-reattiva? Da cosa dipende un suo aumento nell’organismo? Quali sono i valori di riferimento? In questo articolo cercheremo di rispondere con chiarezza ad alcune delle più comuni domande sulla PCR.

Proteina c-reattiva : che cosa è

La proteina c-reattiva (PCR) è una proteina sintetizzata dal fegato e dalle cellule adipose che appare in concentrazioni elevate nel sangue nei processi infiammatori, nella fase acuta di diverse malattie e nel decorso post operatorio a causa della comparsa di un’infiammazione o di un’infezione. In generale, alti livelli di PCR indicano che l’organismo è stato sottoposto a uno stress acuto e significativo, ma non ci danno alcun dettaglio sull’origine del disturbo o della patologia che l’ha determinato, che quindi va ricercata attraverso altre analisi.

La proteina c-reattiva fu scoperta intorno al 1930 attraverso le analisi del sangue di alcuni pazienti affetti da polmonite da pneumococco, mentre il suo nome deriva dall’antigene polisaccaridico C dello pneumococco (Streptococcus pneumoniae) cui la PCR reagiva durante la fase acuta della malattia.

Proteina c-reattiva: i valori medi di riferimento

La proteina c-reattiva di norma è presente nel sangue in concentrazioni molto basse, inferiori a 8 mg/l. Tuttavia in caso di infiammazioni serie, i livelli di PCR possono aumentare rapidamente raggiungendo valori centinaia di volte superiori a quelli medi, fino a toccare i 500-1000 mg/l.

Come sempre ricordiamo che gli intervalli di riferimento differiscono da un laboratorio all’altro, quindi è bene attenersi a quelli riportati sul proprio referto.

Proteina c-reattiva alta: i sintomi

I principali sintomi di PCR alta da infiammazione acuta o cronica sono:

  • affaticamento;
  • arrossamento e gonfiore della pelle;
  • difficoltà respiratorie;
  • dissenteria;
  • disturbi della minzione;
  • dolore addominale;
  • dolore pelvico;
  • dolori articolari non dovuti a uno sforzo fisico;
  • febbricola;
  • perdita di appetito e dimagrimento;
  • sudorazione alternata a brividi
Proteina C-reattiva
La proteina c-reattiva può essere un indicatore di infiammazione del nostro organismo

Proteina c-reattiva alta: le possibili cause

I livelli di proteina c-reattiva aumentano significativamente in caso di:

  • appendicite, un processo infiammatorio a carico dell’appendice che si manifesta con forti dolori, nausea e vomiti;
  • infezioni di origine virale o batterica, di cui solo le seconde curabili con gli antibiotici;
  • interventi chirurgici;
  • lupus eritematoso sistemico, una patologia autoimmune che può colpire diversi organi e tessuti del corpo;
  • linfoma, un tumore che si origina nel sistema linfatico, ossia nelle cellule e nei tessuti che hanno il compito di difendere l’organismo dagli agenti esterni e dalle malattie;
  • maggior rischio di coronaropatie;
  • infarto miocardico, il classico attacco di cuore che si verifica quando si blocca il flusso di sangue diretto ad una parte del muscolo cardiaco;
  • malattia infiammatoria pelvica, una patologia degli organi riproduttivi femminili che, se non curata, può portare alla sterilità;
  • malattie infiammatorie intestinali come il morbo di Crohn;
  • pancreatite, un’infiammazione a carico del pancreas che può essere acuta o cronica;
  • reumatismi articolari come l’artrite reumatoide, una malattia di origine autoimmune progressiva e cronica che colpisce le articolazioni causando dolori, gonfiori, rigidezza degli arti e difficoltà di movimento. Un altro disturbo piuttosto frequente nei soggetti con oltre 60 anni è la polimialgia reumatica;
  • sepsi o setticemia;
  • tubercolosi;
  • ustioni.

I valori plasmatici di proteina c-reattiva non sono importanti soltanto nelle fasi acute di specifiche patologie ma anche nelle persone sane, poiché possono aiutare a stabilire, soprattutto se molto elevati e in rapporto con altri parametri, il rischio cardiovascolare globale del soggetto che si sottopone agli esami. Gli altri parametri da tenere in considerazione sono: LDL/HDL, colesterolo totale, trigliceridi, omocisteina e rapporto ApoB/ApoA1.

Infine ricordiamo che piccole variazioni degli intervalli di riferimento potrebbero non avere alcun significato clinico e non essere dunque fonte di preoccupazione.

proteina-C-reattiva
Proteina C-Reattiva alta nel sangue indica infiammazione generica del nostro organismo

Proteina c-reattiva: quando è richiesto l’esame

Il medico può prescrivere un controllo dei valori di proteina c-reattiva per rilevare o monitorare:

  • un’infezione post operatoria;
  • un’infezione batterica, fungina o virale, anche grave;
  • una malattia infiammatoria;
  • alcune forme di artrite;
  • danni da attacco di cuore;
  • il rischio di coronaropatie;
  • malattie autoimmuni come il lupus o la vasculite.

Più nello specifico secondo l’American Heart Association, un’organizzazione statunitense che si occupa di ridurre le morti causate da problemi cardiaci e ictus, l’esame della PCR è utile per chi ha il rischio intermedio di avere un attacco di cuore nell’arco dei prossimi 10 anni, sulla base non solo del calcolo della proteina c-reattiva presente nel sangue ma anche di specifici fattori come lo stile di vita, la storia familiare e lo stato di salute attuale del paziente. Di conseguenza, stabilito che il rischio di sviluppare una coronaropatia è associato non solo alla concentrazione di PCR nel sangue ma anche allo stile di vita e ad altri fattori, il test della proteina c-reattiva non può avere funzione di screening dell’intera popolazione. Al contrario può essere però molto utile per le persone ad altro rischio.

Proteina C reattiva: interpretazione del test

L’esame dalla proteina c-reattiva è utile per rilevare o monitorare un’infiammazione ma non per comprendere il punto preciso in cui questa ha avuto origine e, ancora meno, per fare una diagnosi certa. In questi casi occorreranno infatti ulteriori indagini.

Se le concentrazioni della PCR sono basse non c’è nulla di cui preoccuparsi. Nel caso in cui siano alte, quindi superiori a 8 mg/l, potrebbero invece indicare la presenza di un’infezione o di una grave infiammazione di cui però bisognerà verificare la causa esatta. Per quanto riguarda invece il rischio di sviluppare una malattia cardiaca si parla di hs-CRP e di:

  • rischio basso per valori inferiori a 1,0 mg/l
  • rischio medio per valori compresi tra 1,0 e 3,0 mg/l
  • rischio elevato per valori superiori a 3,0 mg/l

Proteina c-reattiva: i fattori che influenzano l’esame

Il risultato del test della proteina c-reattiva può essere influenzato dalla gravidanza, dall’obesità e dall’uso di alcuni farmaci come, ad esempio, la pillola anticoncezionale, gli antiinfiammatori non steroidei (FANS) tra cui l’ibuprofene e il paracetamolo.





In particolare l’utilizzo di statine, farmaci in grado di inibire la sintesi del colesterolo totale e LDL, determina una netta riduzione dei livelli basali di PCR stravolgendo completamente il test. Tuttavia, per questa loro particolarità, questi farmaci possono essere piuttosto utili se impiegati per il controllo lipidico nei pazienti a rischio cardiovascolare molto elevato.

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