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EMORROIDI : sintomi, diagnosi, cure e prevenzione

Le emorroidi contribuiscono al controllo della continenza ed al meccanismo dell'evacuazione. Quando si riempiono di sangue, questi piccoli vasi sanguigni si comportano come delle spugne, si rigonfiano e contribuiscono alla chiusura dello sfintere anale, favorendo la ritenzione delle feci

Emorroidi : cosa sono

Le emorroidi, intese come SINDROME EMORROIDARIA, rappresentano un problema molto fastidioso e più frequente di quanto si possa pensare.

Esse, infatti, colpiscono circa il 10% della popolazione e sono maggiormente diffuse tra i soggetti che hanno superato i 50 anni di età, senza particolare distinzione tra sesso maschile e femminile.

Con il termine emorroidi possiamo identificare sia le strutture vascolari presenti all’interno del canale anale, sia la patologia associata alla loro disfunzione.

Le emorroidi, intese in senso stretto, sono dei cuscinetti di tessuto vascolare, costituiti da una serie di piccoli vasi sanguigni e caratterizzati da una morfologia abbastanza complessa. Essi si trovano addossati alla regione perianale.

A livello di questi vasi sanguigni si uniscono la circolazione sistemica e quella portale, ovvero la circolazione sanguigna che raccoglie il sangue proveniente dall’apparato gastro-intestinale e lo immette nella vena porta, attraverso la quale il sangue del sistema digerente arriva al fegato.

Emorroidi : a cosa servono

Le emorroidi svolgono un importante ruolo a livello dell’ano. Esse, infatti, regolano lo stimolo defecatorio e la continenza variando la loro morfologia.

Le emorroidi si gonfiano e si sgonfiano in seguito ai meccanismi di afflusso ed efflusso di sangue.

Il processo della defecazione è un atto caratterizzato sia da stimoli volontari che involontari. Questo processo si esplica a livello dell’ultimo tratto intestinale, il retto.

Qui si trovano un orifizio superiore che si apre e si chiude in maniera involontaria, ed un orifizio inferiore, vicino all’ano, che invece risponde alla nostra volontà.

Le emorroidi contribuiscono al controllo della continenza ed al meccanismo dell’evacuazione. Quando si riempiono di sangue, questi piccoli vasi sanguigni si comportano come delle spugne, si rigonfiano e contribuiscono alla chiusura dello sfintere anale, favorendo la ritenzione delle feci. Al contrario, esse si sgonfiano quando si svuotano, favorendo così l’evacuazione.

Emorroidi
Emorroidi prevenzione e cura

In condizioni fisiologiche, le emorroidi dunque svolgono un ruolo importante e non provocano alcun fastidio.

Quando, invece, ci troviamo di fronte ad una situazione patologica, in cui le emorroidi si dilatano in maniera spropositata, esse vengono percepite dal soggetto, diventando doloranti e sanguinolente.

Alcune condizioni particolari possono determinare la dilatazione e la fuoriuscita delle emorroidi dal retto e la contestuale la comparsa di tutti i sintomi legati alla malattia emorroidaria.:

  • gravidanza
  • fumo
  • alcol
  • stipsi
  • altri stili di vita non corretti.

Le emorroidi, anatomicamente di distinguono in:

  • EMORROIDI INTERNE; si trovano sull’epitelio colonnare del retto. Esse non sono visibili normalmente dall’esterno, ma possono fuoriuscire dal retto in seguito ad uno sforzo particolare che determina un prolasso dei tessuti circostanti.
  • EMORROIDI ESTERNE; si trovano nello strato sottocutaneo più in basso, a livello dell’orifizio anale. Sono visibili anche dall’esterno.

Emorroidi : patologie

Le emorroidi, essendo costituite da vasi sanguigni, possono andare incontro alla formazione di varici, con ristagno di sangue all’interno e formazione di coaguli. Questo comporterà una serie di sintomi ben evidenti.

Le cause possono essere molteplici. L’aumento della pressione del sangue a livello di questi cuscinetti ne provoca, a lungo andare, la dilatazione. Questo può accadere, ad esempio, in caso di stitichezza.

Soffrire di stipsi per lunghi periodi di tempo, infatti, può comportare un particolare sforzo durante l’atto dell’evacuazione, per la fuoriuscita di feci dure e secche.

Questo determinerà un aumento della pressione all’interno delle emorroidi, prolasso della mucosa di sostegno con fuoriuscita delle emorroidi interne ed ingrossamento delle stesse.

E’ molto importante prevenire la stipsi attraverso un’alimentazione adeguata ed un’attività fisica moderata. E’ consigliato l’uso di integratori per facilitare l’evacuazione.

Sembra esistere una stretta correlazione anche tra diarree frequenti ed alterazione delle emorroidi.

Anche l’obesità può essere una causa di malattia emorroidaria. Così come la gravidanza, oppure l’eccessiva sedentarietà.

Le emorroidi, come tutte le vene, si dilatano particolarmente con il calore, quindi durante la stagione più calda è più facile soffrire di questa patologia.

Anche cibi ad azione vasodilatatoria, come peperoncino, caffè, cioccolato, contribuiscono all’alterazione morfologica delle emorroidi.

Emorroidi : i sintomi

I sintomi più evidenti legati di una patologia delle emorroidi sono:

  • Bruciore e dolore nella zona perianale, che si accentuano in fase di evacuazione.
  • Perdita di sangue, che può essere anche molto abbondante e caratterizzata da un colore rosso intenso. La fuoriuscita di sangue può accompagnare la defecazione oppure comparire anche improvvisamente.
  • Possono verificarsi sintomi come gonfiore e prurito nella zona anale.

Le emorroidi esterne sono quelle più sintomatiche. Esse, se formano dei trombi, possono gonfiarsi e diventare molto dolorose. Quelle interne, invece, sono spesso asintomatiche e, se caratterizzate dalla presenza di trombi, possono determinare sanguinamento.

Emorroidi : diagnosi

La diagnosi di una patologia legata alle emorroidi deve essere effettuata dal medico in seguito ad una visita accurata.

Il medico, infatti, percepirà subito, al tatto ed alla vista, la fuoriuscita delle emorroidi interne ed il loro rigonfiamento.

Nella diagnosi di malattia emorroidaria bisogna fare molta attenzione. Spesso, infatti, la perdita di sangue che è associata comunemente alle emorroidi, può essere invece sintomo di patologie più gravi, come tumori, malattie croniche intestinali o ulcere gastriche.

E’ bene, dunque, effettuare analisi più approfondite, come la rettocolonscopia, per escludere eventuali polipetti o tumori all’interno del colon-retto. Anche ragadi anali, fistole o ascessi, spesso vengono erroneamente confuse con una patologia delle emorroidi, in quanto i sintomi sono abbastanza comuni.

Per evidenziare la presenza di emorroidi interne, è necessario l’utilizzo di un anoscopio, in particolare in assenza di prolasso.

Le patologie legate alle emorroidi possono essere classificate in base alla loro gravità in:

  • I GRADO: quando c’è una disfunzione delle emorroidi interne, senza prolasso. Solitamente le emorroidi di I grado sono asintomatiche.
  • II GRADO: quando le emorroidi interne si rigonfiano e fuoriescono. Poi rientrano in maniera spontanea.
  • III GRADO: quando si ha un prolasso spontaneo delle emorroidi interne.
  • IV GRADO: è lo stadio più grave e si ha quando le emorroidi prolassano all’esterno in maniera stabile. Necessitano di intervento chirurgico.

Emorroidi : terapia

In caso di patologia delle emorroidi, si può ricorrere a tre livelli di terapia:

  • STEP 1. Alimentazione corretta e attività fisica.
  • STEP 2. Utilizzo di farmaci o integratori.
  • STEP 3. Intervento chirurgico.

Se le emorroidi appaiono in seguito ad un periodo di stipsi dovuto ad alimentazione incontrollata, si può cercare di intervenire dapprima attraverso una corretta alimentazione. Bisognerà:

  • Eliminare tutti gli alimenti che agiscono da vasodilatatori, come spezie piccanti, cioccolato, caffè, alcolici.
  • Assumere 5 porzioni di frutta e verdura al giorno.
  • Bere almeno 2 lt di acqua.

Se questi rimedi non dovessero bastare a ristabilire la corretta evacuazione e a far rientrare le emorroidi collassate, si dovrà procedere con l’utilizzo di farmaci sotto prescrizione medica. I farmaci più comunemente utilizzati sono:

  • Farmaci ad azione antiemorragica.
  • Pomate locali contro il bruciore ed il prurito, ad azione cicatrizzante.
  • Integratori per rinforzare le pareti venose.
  • Integratori di fibra per favorire la defecazione, preferibilmente naturali.

In ultima analisi, dopo un’accurata visita, si dovrà effettuare un intervento chirurgico se la malattia persiste.

Emorrodi : alimentazione

Le emorroidi, spesso, possono essere causate da un’alimentazione non equilibrata, dall’obesità e dal sovrappeso, o da stili di vita poco corretti.

Esistono, infatti, determinati alimenti che possono influire sulla corretta evacuazione e, dunque, sulla patogenesi della sindrome emorroidaria.

Ecco alcuni semplici consigli ed abitudini alimentari da seguire per prevenire l’alterazione delle emorroidi:

  • Consumare ogni giorno una buona porzione di fibra (30 gr/giorno). La fibra, contenuta in frutta e vegetali, ma anche presente all’interno di carboidrati complessi non raffinati, come pasta e pane integrale, cereali integrali vari e legumi, svolge un importantissimo ruolo nel favorire il processo di evacuazione.
  • Bere almeno 2 lt di acqua al giorno. Questo, associato all’introduzione di fibra, favorirà l’espulsione delle feci, che appariranno morbide e voluminose.
  • Utilizzo di integratori di fibra. Se con la sola alimentazione non si riesce a risolvere il problema della stipsi, è importante ricorrere all’utilizzo di rimedi naturali, come integratori di fibre.
  • Consumare ogni giorno la giusta quantità di grassi, proteine e carboidrati. Eliminare i grassi dalla propria alimentazione è assolutamente scorretto. Essi svolgono importanti ruoli nell’organismo e dobbiamo introdurli nella giusta misura, preferibilmente sottoforma di olio extravergine d’oliva.
  • Consumare latte e derivati. Questi alimenti stimolano le contrazioni peristaltiche e favoriscono la motilità intestinale. Inoltre, assumere giornalmente uno yogurt greco senza zuccheri può garantire la formazione di una flora batterica sana, dato il suo elevato contenuto in fermenti lattici.
  • Abolire il fumo.
  • Limitare il consumo di alcol.
  • Assecondare sempre lo stimolo defecatorio. Molto spesso, nella società moderna, tendiamo a trascurare anche le nostre necessità primarie perchè siamo continuamente di fretta. Ignorare lo stimolo defecatorio, perchè si ha da fare oppure non si ha abbastanza tempo a disposizione, è un ottimo inizio per innescare un processo che porterà inevitabilmente alla stitichezza.
  • Fare movimento. Effettuare sport, camminare, ballare, fare un qualsiasi tipo di movimento aiuta a stimolare l’evacuazione. La sedentarietà, infatti, è una delle cause principali della pigrizia intestinale.

Per approfondire:

Http://www.istitutoflebologico.it/la-patologia-venosa/patologia-emorroidaria/
Https://it.m.wikipedia.org/wiki/Emorroidi
Http://www.emorroidi.eu/

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