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ERITROCITI (Globuli Rossi) ALTI: sintomi, cause e cure

Che cosa sono gli eritrociti? Quali sono le possibili cause della carenza o di un loro progressivo aumento? E i valori di riferimento? In questo articolo cercheremo di rispondere con chiarezza ad alcune delle più comuni domande sugli eritrociti.

Eritrociti: che cosa sono

I globuli rossi o eritrociti, cellule prodotte dal midollo osseo e presenti in sospensione nel plasma insieme ai globuli bianchi e alle piastrine, costituiscono circa il 40% del volume del sangue. La loro caratteristica principale è quella di contenere l’emoglobina, una proteina che conferisce al sangue il colore rosso e consente agli eritrociti di trasportare l’ossigeno dai polmoni ai tessuti e anche una parte dell’anidride carbonica dai tessuti ai polmoni, così da poterla eliminare dall’organismo.

In condizioni fisiologiche normali il processo di formazione dei globuli rossi varia dagli 8 ai 10 giorni, mentre la loro vita media è di circa 120 giorni, superati i quali subiscono l’eritrocateresi: il processo di distruzione degli eritrociti ormai vecchi dal quale il nostro organismo ricava il ferro, l’ematina e l’emoglobina.

Il numero dei globuli rossi e la loro vita media sono stabili in condizioni normali, mentre subiscono alterazioni in caso di forti emorragie o specifiche patologie. Ma quali sono i valori medi di riferimento? Scopriamolo insieme.

Emoglobina
Emoglobina: globuli rossi

Eritrociti: i valori medi di riferimento

Essendo un importante indicatore del nostro stato di salute, il numero degli eritrociti deve mantenersi stabile e rientrare entro determinati valori. A titolo indicativo possono essere presi come riferimento i seguenti intervalli:

  • 4.52 – 5.90 x1012 per litro negli uomini;
  • 4.10 – 5.10 x1012 per litro nelle donne.

Siccome gli intervalli di riferimento possono variare da un laboratorio all’altro, suggeriamo di fare fede al range presente sul referto del proprio esame diagnostico.

Eritrociti alti: le possibili cause

Come già detto, il numero degli eritrociti è un importante indicatore dello stato di salute di un individuo, pertanto un loro incremento potrebbe essere segno di qualcosa che non va nell’organismo.

Un aumento considerevole del numero di globuli rossi determina, infatti, l’ispessimento del sangue che a sua volta rallenta la circolazione con conseguenti problemi di salute. Più nello specifico gli eritrociti alti possono dipendere da:

  • forte disidratazione, magari a seguito di un virus gastrointestinale, in quanto la diminuzione del plasma determina inevitabilmente l’incremento dei globuli rossi;
  • cause genetiche che determinano l’alterazione della percezione dell’ossigeno oppure anomalie nel rilascio dell’ossigeno da parte dell’emoglobina;
  • malattie polmonari come, ad esempio, l’embolia polmonare;
  • patologie cardiache congenite o malattie cardiovascolari, come l’angina pectoris, la trombosi e l’infarto, dovute al fatto che quando il cuore non è più in grado di pompare efficacemente il sangue, si riduce la quantità di ossigeno nei tessuti e l’organismo compensa tale carenza incrementando il numero di eritrociti;
  • policitemia, una malattia del midollo osseo che spinge l’organismo a produrre più globuli rossi nel sangue;
  • tumori al rene che producono più eritropoietina o EPO, un ormone glicoproteico che regola la produzione di globuli rossi.

L’aumento di eritrociti nel sangue può essere inoltre determinato da fattori non patologici come l’alta quota, il fumo, l’assunzione di farmaci contenenti testosterone e l’intensa attività fisica protratta nel tempo.

Inoltre, considerato che piccole variazioni degli intervalli di riferimento possono non avere alcun significato clinico, si ricorda che l’aumento della concentrazione di globuli rossi deve sempre essere interpretata contestualmente ad altri parametri come l’emoglobina, l’ematocrito, ecc.

Eritrociti bassi: le possibili cause

Quando il numero di eritrociti nel sangue è troppo basso, i tessuti vengono raggiunti da una quantità di ossigeno insufficiente a garantire il buon funzionamento dell’organismo. La ridotta concentrazione di globuli rossi può dipendere da:

  • emorragie acute o croniche dell’apparato digerente dovute a ulcere, polipi e tumori;
  • emorragie dell’utero in caso di mestruazioni abbondanti, ma anche di altre zone;
  • emorragie esterne conseguenti a traumi;
  • anemia emolitica, anemia falciforme e talassemia;
  • anomalie degli enzimi come nel caso del favismo dovuto alla carenza dell’enzima glucosio-6-fosfato-deidrogenasi (G6PD);
  • carenze nutrizionali, specialmente per quanto riguarda il ferro, la vitamina B12 e i folati;
  • problemi del midollo osseo dovuti a infezioni, uso di farmaci e cicli di radioterapia e chemioterapia;
  • malattie gravi che colpiscono il midollo osseo come la leucemia, il linfoma, il mieloma multiplo e altri tipi di tumori con metastasi al midollo;
  • insufficienza renale;
  • disturbi infiammatori di natura cronica;
  • ipotiroidismo;
  • abuso di alcol.

Come per l’aumento di globuli rossi anche in questo caso la diminuzione della concentrazione di eritrociti nel sangue va interpretato contestualmente all’emoglobina, all’ematocrito e agli altri parametri che si riferiscono ai globuli rossi.

Eritrociti nelle urine: quando e perché

In condizioni normali i globuli rossi non dovrebbero essere presenti nelle urine. Tuttavia qualora vi siano non occorre allarmarsi poiché normalmente nel sedimento urinario può essercene una quantità di 0-2 per campo. Se il valore dovesse essere invece più alto sarà necessario fare ulteriori accertamenti in quanto gli eritrociti nelle urine non sono conseguenti al solo sangue mestruale o all’utilizzo di alcuni farmaci come l’aspirina, l’atropina e gli anticoagulanti, ma possono anche essere segnale di qualcosa di ben più preoccupante come:

  • presenza di calcoli;
  • tubercolosi renale;
  • rene policistico;
  • infarto renale;
  • cirrosi epatica;
  • problemi di coagulazione;
  • ipertrofia;
  • neoplasie benigne e maligne;
  • leucemie;
  • adenocarcinoma prostatico.

Eritrociti: quando viene richiesto l’esame

La conta degli eritrociti (RBC) viene prescritta nell’ambito dell’emocromo completo, soprattutto come esame di routine o prima di un intervento chirurgico. Di solito il medico prescrive l’emocromo completo per giungere a una diagnosi nel caso in cui il paziente manifesti sintomi che possono essere segnale di livelli di eritrociti bassi o alti nel sangue. Tra i principali sintomi rientrano:

  • affaticamento e debolezza;
  • capogiri, mal di testa e vertigini;
  • fiato corto;
  • aumento della frequenza cardiaca;
  • vampate di calore;
  • gonfiore della milza;
  • problemi della vista
eritrociti
Il valore degli eritrociti nel sangue è un indicatore importante della nostra salute

Eritrociti: fattori che influenzano l’esame

L’esito dell’esame destinato a verificare la concentrazione di eritrociti nel sangue può essere alterato principalmente da tre fattori, quali:

  • le trasfusioni;
  • l’alta quota in quanto l’organismo cerca di compensare la diminuzione di ossigeno incrementando la concentrazione di globuli rossi;
  • la gravidanza poiché durante la gestazione aumenta il volume di plasma e quindi i valori sono più bassi.

Eritrociti: l’importanza dell’alimentazione

A dimostrazione che l’alimentazione è fondamentale per conservare un buono stato di salute, ricordiamo che in caso di carenza di globuli rossi è possibile ottimizzare la concentrazione di eritrociti nel sangue escludendo caffeina e alcol dalla propria dieta e preferendo alimenti ricchi di ferro, vitamina A, vitamina B6 e soprattutto vitamina B12.

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