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MALATTIA DI LYME : cause, sintomi, cure

La malattia di Lyme è una patologia batterica causata dal batterio Borrelia burgdorferi, che non infetta direttamente l'uomo ma si avvale di altri insetti che fungono da vettori. Spesso la malattia di Lyme è causata da una puntura di zecca, colpisce principalmente la cute, ma può propagarsi anche verso gli organi interni. Si combatte con gli antibiotici.

La malattia di Lyme, o borreliosi, è una patologia di origine batterica.

In particolare, il batterio che causa la malattia appartiene al genere Borrelia ed è chiamato Borrelia burgdorferi.

Questo batterio non infetta direttamente l’uomo, ma si avvale di altri insetti che fungono da vettori.

La Borrellia infesta le zecche che, a loro volta, fungono da vettori di trasmissione dell’infezione sia all’uomo si agli animali.

La malattia di Lyme può essere contratta dall’uomo più facilmente in zone montagnose e boscose, dove sono presenti le zecche.

La malattia colpisce principalmente la cute, ma può propagarsi anche verso gli organi interni, come il cuore, le articolazioni ed il sistema nervoso centrale e periferico.

Malattia di Lyme: cause

Come già accennato, la malattia di Lyme è causata da un batterio, la Borrelia burgdorferi.

La Borrelia burgdorferi è un batterio gram negativo di forma spirillare. Esso può infettare gli animali, che fungono da serbatoio dell’infezione e che, a loro volta, possono trasmettere l’infezione agli uomini tramite degli insetti vettori, come le zecche.

La malattia di Lyme è una patologia multi-sistemica, ovvero che può colpire organi e sistemi differenti.

Il primo sintomo della malattia di Lyme è la comparsa di un eritema cutaneo che nasce in maniera circoscritta e, dopo qualche settimana si estende fino a diffondersi su ampie zone del corpo

Meccanismo di infezione batterica

La Borrelia burgdorferi è un batterio in grado di resistere molto a lungo all’interno del corpo sia di uomini sia di animali; addirittura esso è in grado di sopravvivere per anni nonostante l’utilizzo di terapie antibiotiche mirate.

Questa estrema resistenza è data dal fatto che il batterio ha sviluppato numerose strategie di sopravvivenza che gli permettono di resistere e proliferare all’interno delle cellule animali e umane.

In primis, esso è in grado di colonizzare zone dell’organismo che non sono ben protette dal sistema immunitario, ad esempio l’encefalo.

Il batterio, infatti, è capace di oltrepassare la barriera ematoencefalica, infettando il sistema nervoso centrale.

Quest’ultima è una vera e propria barriera fisica costituita da cellule endoteliali unite da giunzioni serrate, presente al livello dei vasi sanguigni del sistema nervoso centrale.

La barriera ematoencefalica, normalmente, serve a impedire il passaggio di sostanze nocive dalla circolazione sistemica verso il cervello.

In questo caso, però, il batterio è in grado di colonizzare il sistema nervoso proprio grazie alla sua capacità di attraversare questa barriera.

Inoltre, la Borrelia è un batterio dotato di motilità e questo gli permette di penetrare in maniera spontanea in vari tipi di cellule, nascondendosi al loro interno ed evadendo così i meccanismi d’azione attivati dal sistema immunitario.

In particolare, la cellula batterica, durante il suo ciclo vitale, va incontro a trasformazione dando vita ad una cellula priva di parete e di più piccole dimensioni rispetto alla sua forma spirillare, ovvero lo sferoplasto.

Questo è in grado di nascondersi ancora più facilmente dall’azione del sistema immunitario ed è resistente a molti tipi di antibiotici.

Grazie all’attuazione di questi meccanismi la Borrelia riesce, dunque, a causare un’infezione cronica e persistente.

Sintomi della malattia di Lyme

In seguito all’infezione da malattia di Lyme i primi sintomi sono proprio quelli che si presentano a livello cutaneo.

Il primo sintomo in generale è la comparsa di un eritema cutaneo che nasce in maniera circoscritta e, dopo qualche settimana si estende fino a diffondersi su ampie zone del corpo.

Altri sintomi caratteristici della malattia di Lyme sono:

  • Febbre
  • Mal di testa
  • Dolori muscolari
  • Astenia
  • Dolori articolari
  • Dolori ossei
  • Palpitazioni
  • Artrite cronica
  • Nausea
  • Vomito
  • Perdita di capelli.

Più raramente possono manifestarsi alterazioni a livello del sistema nervoso centrale che causano gravi patologie come:

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Il sintomo prevalente della malattia di Lyme, l’eruzione cutanea, è la manifestazione più peculiare di questa patologia

Diagnosi della malattia di Lyme 

La malattia di Lyme non è facilmente diagnosticabile, sia perché è caratterizzata da una serie di sintomi molto eterogenei tra loro, sia perché spesso questi sintomi sono gli stessi che si possono attribuire ad altre infezioni, in quanto si tratta di sintomi abbastanza generici.

Il sintomo prevalente, ovvero la comparsa di una piccola eruzione cutanea, è certamente la manifestazione più peculiare di questa patologia, che si presenta in circa l’80% dei casi.

Assa non appare sempre e, soprattutto, può presentarsi in zone abbastanza nascoste del corpo e, dunque, non evidenti a prima vista.

Non esistono, inoltre test sierologici attendibili per la diagnosi di questa patologia.

Infatti, i test immunologici che normalmente si utilizzano nella diagnosi delle malattie di origine batterica, per l’individualizzazione nel sangue del paziente di anticorpi contro quello specifico antigene, nel caso della malattia di Lyme non sono abbastanza affidabili e non hanno la giusta sensibilità per poter essere utilizzati come test diagnostici.

Come detto in precedenza, la malattia di Lyme è una patologia che viene trasmessa tramite un insetto vettore, la zecca.

A tal proposito, la puntura di zecca potrebbe rappresentare il punto cruciale per effettuare la corretta diagnosi.

Se, infatti, il paziente che manifesta i sintomi attribuibili alla malattia ricordasse di essere stato punto da una zecca o di essersi recato in zone montagnose e boscose, habitat tipici di questi insetti, si potrebbero escludere altre patologia caratterizzate dagli stessi sintomi, arrivando più precocemente alla diagnosi.

Purtroppo, anche sotto questo punto di vista si presentano delle difficoltà.

Il morso di zecca, infatti, spesso è indolore e per questo motivo il paziente non si accorge di essere stato punto.

Terapia per la malattia di Lyme

Come abbiamo visto, non è facile ottenere una diagnosi rapida e precisa della malattia di Lyme.

Questo, nella maggior parte dei casi, può determinare un ritardo nelle cure e, dunque, una progressione dalla patologia.

Quando, invece, la malattia viene diagnosticata in maniera corretta e in breve tempo, il paziente può essere curato nel miglior modo possibile e la malattia può essere facilmente debellata senza comportare gravi conseguenze per la salute.

La cura, infatti, si basa su una terapia antibiotica specifica, mirata all’eliminazione del batterio coinvolto, la Borrelia burgdorferi.

In genere, gli antibiotici più utilizzati in questi casi sono l’amoxicillina o la penicillina.

Quando la malattia si trova in uno stadio più avanzato, oltre agli antibiotici, vengono prescritti anche dei corticosteroidi.

Spesso, anche dopo aver debellato l’infezione grazie all’uso di antibiotici, è possibile che i dolori osteo-articolari permangano per lungo tempo prima di affievolirsi e regredire in maniera spontanea.

Malattia di lyme
Il morso della zecca è la causa più frequente del contagio da malattia di Lyme. La zecca va rimossa con cautela

Prevenzione 

La malattia di Lyme può essere facilmente prevenuta facendo molta attenzione all’insetto vettore: la zecca.

Quando ci si trova in zone dove tipicamente sono presenti le zecche, come strade di montagna o boschi, è consigliabile indossare il giusto abbigliamento per proteggere quanta più superficie cutanea possibile dall’eventuale puntura di questi insetti.

Si possono anche usare dei prodotti repellenti specifici contro le zecche, per proteggere la pelle esposta da eventuali punture.

Inoltre, è sempre bene fare un controllo accurato sulla cute, per individuare precocemente la presenza di zecche ancora sulla pelle.

La puntura da parte di questi insetti, infatti, spesso è indolore. Per cui è molto difficile percepirla se non si riesce a vederla direttamente sulla pelle.

Se si riscontra la presenza di una zecca sulla cute è bene rimuoverla, facendo però molta attenzione alla modalità.

Facilmente, infatti, se essa viene rimossa in maniera scorretta, le zampe potrebbero restare aggrappate alla pelle.

Per rimuoverla nel migliore dei modi, bisogna rivolgersi immediatamente ad un medico, oppure cercare di afferrare l’insetto aiutandosi con uno strumento adatto, ad esempio una pinzetta.

La zecca non deve essere schiacciata né uccisa con l’uso di sostanze dannose, come alcol o olio. Questo, infatti, potrebbe aggravare la situazione e deteminare un’infezione ancora più profonda.

Una volta rimossa delicatamente la zecca dalla cute, bisognerà disinfettare la zona interessata e controllare la pelle per verificare la comparsa di eventuali eritemi cutanei.



Se, infatti, nel giro di qualche ora, si dovessero presentare delle piccole macchie rosse sulla zona infestata, è bene rivolgersi subito ad un medico raccontando in maniera dettagliata l’accaduto per ottenere una diagnosi immediata ed una cura tempestiva.

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