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BENTELAN: come agisce, uso ed effetti collaterali

Bentelan : cos’è

Il Bentelan è un medicinale che viene utilizzato per trattare le patologie che presuppongono il ricorso a una terapia corticosteroidea.

Il Bentelan è un farmaco il cui principio attivo è il betametasone, un corticosteroide sintetico che può essere assunto sotto forma di compresse effervescenti, per via orale.

Il picco di betametasone nel sangue si registra a due ore di distanza dalla somministrazione del farmaco, per poi diminuire progressivamente nell’arco delle 24 ore seguenti attraverso il metabolismo epatico.

Bentelan : a cosa serve

Il funzionamento del Bentelan si basa sul fatto che il betametasone, dopo essersi legato alla transcortina e ad altre proteine plasmatiche, arriva alle cellule e ai tessuti target e lega recettori nucleari che intervengono sul DNA facendo in modo che l’espressione genetica sia modulata per un’attività infiammatoria.

La lipocortina è la proteina che viene sintetizzata espletando l’attività antinfiammatoria: nel momento in cui inibisce uno specifico enzima, che prende il nome di fosfolipasi, impedisce che si formino leucotrieni, prostacicline e prostaglandine, riducendo l’infiammazione.

Il Bentelan si può trovare in commercio sotto forma di compresse effervescenti da 1 mg, sotto forma di compresse effervescenti da 0.5 mg, sotto forma di soluzione iniettabile da 1.5 mg e sotto forma di soluzione iniettabile da 4 mg.

Alcune patologie tipicamente trattate con Bentelan sono:

  • dermatosi infiammatorie,
  • allergopatie (anche gravi)
  • asma bronchiale,
  • delle patologie infiammatorie croniche come la spondilite anchilosante,
  • colite ulcerosa,
  • l’artrite reumatoide
  • patologie neoplastiche che interessano il tessuto linfatico.

Tra le altre patologie troviamo: collagenopatie, il morbo di Hodgkin e le emolinfopatie maligne croniche e acute.

Può essere prevista la somministrazione di Bentelan anche per:

  • sindrome di Crohn,
  • la sindrome nefrosica,
  • la sarcoidosi,
  • l’agranulocitosi,
  • la cardite reumatica,
  • l’anemia emolitica,
  • la porpora trombocitopenica
  • altri casi di emopatie discrasiche.

Bentelan : posologia e precauzioni

Il dosaggio del Bentelan deve essere deciso dal medico, dopo una attenta e completa valutazione dello stato psico-fisico e clinico del paziente.

Ci vuole cautela nella somministrazione di glicocorticoidi, e quindi di questo medicinale, nei pazienti che soffrono di alcune specifiche patologie:

  • infezioni piogeniche,
  • ascessi,
  • colite ulcerosa con pericolo di perforazione,
  • miastenia grave,
  • osteoporosi,
  • ipertensione,
  • insufficienza renale,
  • ulcera peptica latente
  • ulcera peptica attiva.

Dosaggio di betametasone:

  • nelle terapie di durata breve va, in genere, dai 2 ai 3 mg al giorno
  •  per la fase di attacco delle terapie di durata lunga, si inizia con un dosaggio dai 2 ai 3 mg al giorno per poi passare ad un dosaggio compreso tra gli 0.5 e 1 mg al giorno per quel che riguarda la fase di mantenimento.

L’assunzione del Bentelan è resa decisamente comoda dalla formulazione in compresse effervescenti.

Non bisogna sottovalutare le caratteristiche biologiche del betametasone, che fanno sì che i pazienti che si sottopongono a una terapia farmacologica possano essere esposti a rischi specifici.

Proprio per questo motivo c’è bisogno di precauzioni particolari, in modo tale che i rischi di gravi effetti collaterali siano ridotti al minimo: ciò implica, tra l’altro, la necessità di fare riferimento a un medico non solo prima di intraprendere il protocollo terapeutico, ma anche nel corso del suo svolgimento.

La consulenza di un dottore si rivela ancora più importante e preziosa nel caso di soggetti che soffrono di malattie del fegato, di insufficienza cardiaca congestizia o di infezioni latente che non sono state trattate come necessario.

In tali circostanze, è indispensabile una cautela ancora maggiore rispetto al solito, sempre con una rigorosa supervisione medica.

Il quadro clinico di un paziente con osteoporosi o con diabete può, inoltre, essere peggiorato dall’azione calcio escretrice e dall’azione iperglicemizzante del principio attivo contenuto nel Bentelan.

L’assunzione del betametasone può aggravare i sintomi neurologici potenziali di ansia, vertigini e cefalea rendendo rischiosi la guida di veicoli e l’utilizzo di macchinari.

La posologia di mantenimento del Bentelan deve essere la minima indispensabile per tenere la sintomatologia sotto controllo.

Nel caso in cui si sia intenzionati a provvedere a una riduzione posologica, è necessario metterla in atto in modo progressivo e con gradualità, in un arco di tempo prolungato.

Bentelan cura infiammazione ed allergie

Tale somministrazione può durare anche per un periodo di tempo di alcuni mesi o, comunque, di alcune settimane, tenendo conto della durata della terapia e della dose che è stata assunta in precedenza.

Bentelan : rischi in gravidanza e allattamento

Per quel che riguarda gli effetti dell’assunzione del Bentelan nelle donne in stato di gravidanza e nelle donne che allattano, i dati in proposito sono piuttosto contrastanti, dal momento che la somministrazione del principio attivo può determinare delle alterazioni del quadro ormonale.

Da ciò si può dedurre che il ricorso al medicinale, in tali condizioni, deve essere concesso unicamente in presenza di una necessità imprescindibile e, ovviamente, sempre con la supervisione di un medico.

Bentelan : interazione con gli altri farmaci

Bisogna fare attenzione alle interazioni del Bentelan con gli altri farmaci, dal momento che il betametasone è in grado di alterare, anche in modo consistente gli effetti di altri farmaci.

Tali modifiche si evidenziano sia a livello biologici che negli effetti terapeutici di un gran numero di principi attivi, andando – per esempio – a favorire un aumento dell’ipototassiemia che è indotta dai diuretici tiazidici o ad ostacolare l’azione terapeutica dei mezzi di contrasto, dei FANS o degli anticoagulanti che si assumono per via orale.

D’altro canto, l’assunzione in contemporanea di barbiturici, di rifampicina, di efedrina, di fenitoina o di estrogeni rischia di alterare le proprietà terapeutiche e farmacocinetiche del Bentelan.

Bentelan : controindicazioni

Il Bentelan non deve essere somministrato in presenza di infezioni sistemiche, nel caso in cui non venga messa in pratica una terapia antinfettiva particolare.

Va ricordato che non dovrebbero essere intrapresi altri procedimenti immunizzanti in soggetti che ricevono, soprattutto a dosi elevate di glicocorticoidi.

Questi ormoni steoridei, in alcune circostanze potrebbero portare a complicazioni neurologiche con rischi per la risposta degli anticorpi.

I glicocorticoidi inoltre, sono in grado di nascondere specifici sintomi di infezione.

Nel corso della loro somministrazione del Bentelan è possibile che si manifestino delle infezioni dovute alla riduzione delle difese immunitarie.

Proprio per questo motivo, in circostanze del genere è sempre opportuno valutare con attenzione se sia opportuno ricorrere a una terapia antibiotica ad hoc.

Inoltre, può essere necessario un adattamento delle dosi di Bentelan nei pazienti che sono sottoposti a stress particolari, tenendo conto dell’entità della situazione stressante.

Per quel che riguarda i casi di tubercolosi attiva, il medicinale dovrebbe essere somministrato solo in presenza di malattia disseminata o fulminante, sempre in associazione con una terapia antitubercolare appropriata.

Bentelan : effetti collaterali

I glicocorticoidi, categoria di cui il Bentelan fa parte, tendono a favorire l’espulsione di calcio.

Inoltre, la terapia corticosteroidea è in grado di causare un peggioramento di alcune patologie come:

Nel corso della terapia è possibile che si manifestino vari tipi di alterazioni psichiche, tra le quali:

  • l’insonnia,
  • l’euforia,
  • depressione grave
  • mutamenti della personalità e dell’umore.

In alcune circostanze, possono comparire addirittura sintomi di psicosi, a maggior ragione nel caso di tendenze psicotiche o di una situazione di instabilità emotiva già esistenti.

I bambini e i ragazzi sotto i 18 anni che vengono sottoposti a una terapia prolungata devono essere tenuti sotto controllo e monitorati in maniera costante per quel che riguarda il loro sviluppo e la loro crescita.

Il trattamento su pazienti giovani dovrebbe essere limitato al minor tempo possibile e alle dosi più basse che si possano adottare.

La possibilità di una somministrazione a giorni alterni merita di essere presa in considerazione per evitare i ritardi della crescita che potrebbero derivare dalla soppressione dell’asse ipotalamo ipofisi surrene.

Per quanto riguarda i pazienti anziani, invece, è indispensabile una pianificazione anticipata della terapia.

Tale pianificazione è maggiormente necessaria se si tratta di una terapia prolungata.

Nei soggetti in là con gli anni, infatti, si può riscontrare un’incidenza più elevata di effetti collaterali come un peggioramento dell’ipertensione e del diabete, ma anche l’osteoporosi, un assottigliamento della pelle e una suscettibilità superiore alle infezioni.

A livello cardiovascolare, gli effetti indesiderati del Bentelan si manifestano sotto forma di insufficienza cardiaca, ipertensione o edemi.

Tra i possibili effetti collaterali dovuti a una terapia a lungo termine a base di betametasone, inoltre, ci sono:

  • l’ipertricosi,
  • le alterazioni della personalità,
  • l’acne,
  • le vertigini,
  • l’orticaria,
  • l’insonnia,
  • l’ansia
  • l’amenorrea,
  • i disturbi della crescita,
  • l’insufficienza adreno-corticale
  • le alterazioni dell’asse ipotalamo e ipofisiario.

 

Per approfondire:

http://www.pharmamedix.com/betametasone_specialita_bentelan_compresse_effervescenti_1mg_foglietto_illustrativo.php

http://www.torrinomedica.it/farmaci/schedetecniche/Bentelan_Compresse.asp



 

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