ENFISEMA POLMONARE : cause, sintomi e cure

L’enfisema polmonare è una grave patologia cronica e progressiva che intacca in maniera irreversibile la funzionalità respiratoria, limitando la qualità e l’aspettativa di vita di chi ne è affetto. Le cause possono essere diverse, così come i sintomi e i trattamenti. Ecco le principali informazioni sulla patologia.

Enfisema polmonare: di che cosa si tratta?

L’enfisema polmonare è una grave patologia cronica e progressiva che intacca in maniera irreversibile la funzionalità respiratoria, limitando la qualità e l’aspettativa di vita di chi ne è affetto.

Partiamo dal costruire nella nostra mente una sorta di schema di confronto tra un parenchima polmonare sano e uno malato.

Per farlo possiamo immaginare i nostri polmoni come una spugna, i cui pori assorbono l’acqua e la rilasciano quando viene strizzata.

Allo stesso modo gli alveoli polmonari si riempiono di aria nell’atto inspiratorio e si liberano dell’anidride carbonica di scarto in quello espiratorio.

Con questa banale rappresentazione sarà più semplice comprendere come i polmoni di un malato di enfisema polmonare si trasformino in una vecchia spugna.

I pori di questa, ormai sformati e allargati, le fanno perdere ogni elasticità e quindi non assorbono quasi più nulla.

Se volessimo fornire una definizione più tecnica, l’enfisema polmonare è una dilatazione permanente e irreversibile degli alveoli polmonari le cui pareti si atrofizzano, si rompono o si fondono tra loro.

In questo modo, compromettono il processo di ossigenazione e la capacità vitale del soggetto che ne è affetto.

La conseguenza, come è facile intuire, è una difficoltà respiratoria che diventa sempre più grave e invalidante e che purtroppo come abbiamo già anticipato è impossibile curare.

Si può bloccarne l’evoluzione e quindi, se presa in tempo, può permettere una vita tanto più normale quanto più precocemente si procede alla diagnosi.

Oggi nel mondo si contano oltre duecento milioni di casi di enfisema polmonare e il numero è in continuo aumento.

Sono dati fortemente allarmanti, tenendo anche conto dell’alta percentuale di mortalità dei pazienti affetti che sono circa 3 milioni ogni anno.

Sintomi di enfisema polmonare

I sintomi seri che mettono in allarme il paziente e lo spingono ad effettuare i controlli presso i centri medici specializzati spesso emergono tardivamente o meglio quando circa il 50% del parenchima polmonare è ormai compromesso.

All’inizio si può riscontrare una leggera mancanza di fiato sotto sforzo, magari durante un’attività fisica anche poco impegnativa.

Progressivamente, se non si prendono provvedimenti la situazione si aggrava fino all’insorgere della dispnea anche a riposo.

Un altro sintomo importante è la tosse con frequente espettorato e il respiro sibilante, facilmente percepibile anche senza fonendoscopio.

Nelle fasi più avanzate si potrà riscontrare il cosiddetto torace a botte, una vera e propria modifica nella conformazione anatomica del polmone e di conseguenza del torace.

Esso si gonfia a causa dell’espansione polmonare, un vano tentativo di compensare l’insufficienza di ossigeno.

enfisema polmonare tosse
La tosse è un sintomo molto comune in caso di enfisema polmonare

Cause e fattori di rischio

Oltre il 70% di casi di enfisema polmonare è causato dal fumo di sigaretta, un’abitudine così diffusa e banale che ha delle conseguenze disastrose.

Il 15-20% di coloro che fumano un pacchetto di sigarette al giorno e il 25% tra coloro che ne fumano due, svilupperanno un enfisema polmonare.

In questa statistica non si tiene conto dei danni del fumo passivo, che contribuisce ancor di più ad accrescere il numero di coloro che sono potenzialmente a rischio.

Nella classifica delle cause più frequenti di enfisema polmonare, il secondo posto va alle cosiddette “esposizioni professionali” inalatorie e ambientali a sostanze dannose come:

  • polveri sottili
  • acidi
  • gas
  • isocianati
  • fosfeni

Essi danneggiano i polmoni e portano all’enfisema polmonare.

Non trascurabile anche l’intervento dell’inquinamento ambientale dovuto a gas di scarico di automobile e fabbriche.

Nei pazienti fumatori, che sono anche sottoposti a esposizioni professionali o altri fattori, la percentuale di rischio aumenta drammaticamente.

Esistono anche delle cause genetiche, una sorta di predisposizione naturale per lo sviluppo della patologia.

In questo senso le attenzioni dei ricercatori sono cadute sull’alfa-1-tripipsina, nota anche come antiproteasi alfa-1 o AAT, il cui deficit sembrerebbe frequente nei pazienti con enfisema polmonare.

Questa glicoproteina sintetizzata e messa in circolo dal fegato ha il compito di proteggere i polmoni dal collasso elastolitico e la sua mancanza o deficit mette a rischio di contrarre la patologia.

Essendo una carenza di tipo ereditario (trasmessa come una condizione autosomica codominante), si consiglia il dosaggio dell’AAT nei pazienti che hanno familiari con enfisema polmonare.

Diagnosi

In seguito alla presenza dei sintomi appena citati, il medico curante cercherà riscontri clinici del sospetto patologico.

In prima istanza si procederà con l’auscultazione per evidenziale eventuali sibili sospetti durante la respirazione.

Poi si procederà con gli approfondimenti diagnostici per chiarire se c’è la malattia, quanto è estesa, se ci sono infezioni e qual è il residuo di funzionalità polmonare.

enfisema polmonare fumo
Il fumo è un fattore di rischio importantissimo per contrarre l’enfisema polmonare

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Esami

Vediamo di seguito gli esami più utili.

Radiografia del torace

Essa fornisce importanti informazioni circa eventuali cambiamenti nella morfologia parenchimale dovuti all’enfisema polmonare.

Può mettere in evidenza infezioni o masse tumorali che potrebbero essere responsabili della sintomatologia.

È un esame rapido e indolore e anche se non mostra l’enfisema in sé, qualora esso fosse presente.

Mette in evidenza le caratteristiche ad esso associate come:

  • emidiaframma appiattito
  • aumento del diametro dei polmoni
  • aumento del diametro del torace
  • scarsità e distorsione dei vasi sanguigni locali

Ricordiamo tuttavia che più che a fare diagnosi diretta serve a escludere altre cause come appunto tumori, infezioni e bronchiectasie.

Test di funzionalità polmonare (spirometria)

Possono fornire al medico informazioni specifiche su come e quanto funzionano i polmoni.

È sufficiente respirare all’interno di un tubo collegato a un dispositivo di monitoraggio in grado di reperire le informazioni necessarie:

  • quanta aria possono contenere i polmoni
  • a quale velocità riescono ad espellerla
  • come si comportano se il paziente è sotto sforzo

Dosaggio dell’alfa-1-tripipsina

Si esegue in caso di familiarità con la patologia

Esami ematochimici

Si eseguono con particolare riferimento alla conta dei globuli bianchi per escludere eventuali infezioni acute come polmonite o bronchite.

Emogas analisi

Serve a stabilire l’ossigenazione del sangue e la quantità di anidride carbonica presente in esso.

enfisema polmonare polmoni
L’enfisema polmonare è una dilatazione permanente e irreversibile degli alveoli polmonari

Cura dell’enfisema polmonare

Come abbiamo già spiegato non esiste modo di curare l’enfisema polmonare in quanto non è possibile riparare gli alveoli danneggiati.

Si può bloccarne l’evoluzione e vivere una vita normale con i giusti accorgimenti, innanzitutto smettendo di fumare.

Non è mai troppo tardi per farlo ed esistono dei veri e propri centri specializzati per guarire da questa dipendenza potenzialmente letale.

Nei casi lievi saranno somministrati dei broncodilatatori che aiuteranno a rendere più fluido il processo respiratorio.

Solitamente si usa l’albuterolo per via inalatoria in quanto agisce molto in fretta dando sollievo dai sintomi per almeno 6 ore ed è considerato un farmaco per le emergenze.

Esistono anche dei broncodilatatori che vengono somministrati in maniera continuativa per tenere sotto controllo l’ossigenazione, come ad esempio il Tiotropio bromuro.

I pazienti con forme anche lievi di enfisema polmonare devono tenere l’inalatore sempre a portata di mano per utilizzarlo soprattutto in caso di crisi respiratorie improvvise.

La somministrazione di ossigeno continua o intermittente è necessaria nelle forme più gravi o nei pazienti terminali.

Esistono anche dei trattamenti di tipo chirurgico da tenere in considerazione nei casi più estremi.

Tra essi, la riduzione del volume polmonare che consiste nell’asportazione delle aree maggiormente danneggiate allo scopo di migliorare la funzione del tessuto polmonare residuo ed evitare il cosiddetto torace a botte.

Questo intervento si è mostrato realmente efficace sia nel migliorare la qualità di vita dei pazienti, sia nel prolungarne la sopravvivenza.

L’intervento in endoscopia ottiene sempre più consensi e riduce il rischio di complicazioni aggiuntive.

Esiste anche la possibilità di effettuare un trapianto, specie nei casi più estremi quando nessun altro trattamento ha avuto successo, ma esistono pochi donatori e liste d’attesa infinite.

Il trapianto inoltre è più consigliato per i pazienti con enfisema da deficit di alfa-1-antitripsina.

Informazioni utili

Se è stato diagnosticato un enfisema è necessario recarsi immediatamente in ospedale alla comparsa di qualunque nuovo sintomo o se iniziano difficoltà a parlare senza perdere il fiato.

Qualunque segno di cianosi su labbra, cute o unghie indica che il corpo non si sta ossigenando a sufficienza e necessità dell’intervento immediato dei sanitari.

Sebbene la tosse sia un sintomo sempre presente nei pazienti con enfisema polmonare, se essa peggiora all’improvviso può essere segnale di un’infezione polmonare e richiede immediato ricovero in quanto potrebbe peggiorare la già compromessa funzionalità respiratoria.

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