LEVOPRAID antipsicotico: uso, posologia, controindicazioni

Il levopraid è unfarmaco antipsicotico che a dosi alte agisce con questa funzione, mentre a dosi basse ha una funzione antidepressiva ed antidistimica. A dosi minime è usato come antiemetico. Ecco i suoi impieghi principali e i molti effetti collaterali che può provocare.

Levopraid: che tipo di farmaco è?

Il levopraid è il nome commerciale del levosulpiride, un farmaco molto particolare che in base al dosaggio prescritto ha diversi effetti terapeutici sul nostro organismo.

Nasce come farmaco antipsicotico e a dosi alte agisce proprio con questa funzione, mentre a dosi basse ha una funzione antidepressiva ed antidistimica.

A dosi veramente minime si comporta come antiemetico ovvero blocca il vomito e favorisce lo svuotamento gastrico.

A dosi molto alte funziona come sedativo (con un’azione di controllo sui sintomi psicotici positivi, in particolare sulle allucinazioni).

Diversi studi clinici sul levosulpiride sono stati portati avanti al fine di valutare l’efficacia e la tollerabilità di questo agente in varie condizioni.

Rientrando nella categoria dei benzamidi si colloca nella via di mezzo tra gli antipsicotici classici e quelli atipici, riuscendo a controllare tutte le manifestazioni patologiche più invalidanti della patologia.

Per quanto riguarda le psicosi, a seconda dei sintomi che prevalgono nel paziente può essere usato a dosi medio-alte per i sintomi negativi e a dosi decisamente più sostenute in caso di sintomi positivi.

L’efficacia è ormai assicurata in entrambi i casi rispettando la posologia indicata dal terapeuta.

Il levopraid e l’apparato gastrointestinale

Per quanto riguarda gli altri campi di utilizzo, occorre precisare che i sintomi generali dei pazienti con esofagite da reflusso sono stati migliorati dal levosulpiride, che aumenta la pressione dello sfintere esofageo inferiore più rapidamente ed efficacemente rispetto ad altri agenti terapeutici.

Nei pazienti dispeptici, è stato scoperto che il levopraid promuove la propagazione delle onde peristaltiche favorendo il passaggio del cibo dallo stomaco al duodeno.

Dunque possiamo affermare che esso porta più benefici e un maggiore sollievo dai sintomi gastrici rispetto ad altri farmaci.

Infatti, il tempo di svuotamento gastrico così come il tempo di transito intestinale sono stati abbreviati.

Le proprietà antiemetiche del levosulpiride sono state studiate in diverse situazioni cliniche, in particolare nel vomito postoperatorio e nel vomito indotto dalla chemioterapia antitumorale.

In entrambi i casi questo agente si è rivelato efficace e ben tollerato.

LEVOPRAID vomito
Il levopraid può essere usato per prevenire il vomito e velocizzare lo svuotamento dello stomaco

Il levopraid e la psicosi

Iniziamo spiegando che sotto il termine psicosi è raggruppato un gruppo di malattie mentali che hanno come caratteristica una sintomatologia vasta.

Essa interessa emozioni, comportamenti, pensieri e percezioni che essendo alterati portano ad una grave distorsione della realtà.

Tra le più diffuse forme di psicosi abbiamo i disturbi deliranti, le psicosi maniaco depressive, quelle organiche secondarie ad alcolismo o traumi cerebrali i disturbi deliranti.

Per finire, la schizofrenia che è il campo di utilizzo prediletto del levopraid. Questa patologia ha solitamente un esordio precoce tra i 16 e i 24 anni e si manifesta con:

I sintomi clinici delle psicosi su cui il levopraid interviene sono distinti in positivi e negativi e caratterizzati rispettivamente da un eccesso o da una riduzione delle funzioni comportamentali e a affettive.

Sintomi positivi

  • agitazione psicomotoria
  • disturbi affettivi
  • distorta interpretazione delle cose
  • allucinazioni uditive, visive, olfattive ecc.
  • comportamenti bizzarri
  • attività ripetitive, maniacali
  • deliri

Sintomi negativi

  • autoisolamento
  • linguaggio povero e incoerente
  • igiene personale assente o molto ridotta
  • apatia e asocialità
  • emotività ed affettività assenti o molto ridotte

DAL NOSTRO FORUM : discussioni su LEVOPRAID

levopraid fiale
L’uso principale del levopraid è nella cura delle psicosi

Levopraid: indicazioni terapeutiche e controindicazioni

Come abbiamo già anticipato, il levopraid viene utilizzato principalmente per disturbi quali:

Recentemente è stato utilizzato anche per il trattamento dell’eiaculazione precoce in quanto si ritiene che sia causata da problemi di tipo psicologico oltre che organico.

Gli effetti collaterali associati di cui si può soffrire sono:

In alcuni casi gravi si può verificare anche rialzo febbrile, sudorazione incontrollabile, ginecomastia (una malattia del sistema endocrino maschile che si presenta con un ingrandimento delle dimensioni del seno).

Quando consultare il medico

Prima di usare levopraid, si consiglia di consultare il proprio medico e informarlo:

  • in caso di gravidanza in corso o programmata
  • durante l’allattamento
  • se si stanno assumendo farmaci con prescrizione o da banco, farmaci a base di erbe o integratori alimentari
  • in caso di intervento chirurgico recente o se ne è previsto uno nel prossimo futuro
  • in caso di feocromocitoma (tumore del surrene) o perforazione gastrointestinale
  • qualora vi siamo cancro o patologie ad esso correlate
  • in caso di epilessia o qualsiasi altro tipo di convulsioni.

Il dosaggio di levopraid sarà prescritto dal medico in base alla gravità della sua condizione, età, sesso e storia clinica generale.

Meccanismo d’azione

La probabile causa delle psicosi risiede in un eccesso di dopamina nell’area mesolimbica del cervello ed è proprio su questo neurotrasmettitore in particolare che agisce il levopraid come gli altri farmaci neurolettici della stessa categoria.

Essi mitigano i sintomi acuti e riducono l’incidenza delle ricadute e per questo motivo il trattamento si effettua in due fasi ben distinte:

  • la fase d’attacco blocca gli episodi acuti
  • la seconda fase punta al mantenimento per ridurre l’incidenza di ricadute quando il paziente è ormai stabilizzato.

L’effetto di questo medicinale può essere osservato entro 1-2 ore dalla somministrazione orale per una durata media di 5-8 ore.

Diversi studi clinici indicano che il levosulpiride ha efficacia terapeutica nei disturbi depressivi e somatoformi, nonché nei pazienti schizofrenici con caratteristiche negative predominanti.

Tutti gli studi controllati riportano una bassa frequenza di effetti collaterali extrapiramidali.

L’aumento della concentrazione plasmatica di prolattina è il principale svantaggio dell’uso del farmaco, ma la sua frequenza può essere ridotta dal basso dosaggio.

Interazioni e divieti

Questo medicinale deve essere usato con cautela nei pazienti affetti da malattie del cuore e dei vasi sanguigni e in coloro che soffrono di perforazione e sanguinamento dello stomaco e dell’intestino.

Vanno segnalati con solerzia al medico tutti i casi di febbre, forti brividi, nausea, vomito e presenza di sangue nelle feci in concomitanza con la somministrazione del levopraid.

Non deve essere usato in caso di livelli anormali di prolattina.

L’uso di questo medicinale non è raccomandato se il paziente soffre di sindrome neurolettica maligna.

L’introduzione o la reintroduzione di questo medicinale deve essere eseguita con cautela nei pazienti con una storia nota di questa sindrome.

È controindicato usare il farmaco in caso di asma e si deve segnalare immediatamente al medico qualsiasi caso di difficoltà respiratoria, respiro sibilante, dolore toracico, ecc.

levopraid dolori
Tra gli effetti collaterali del levopraid ci sono i dolori addominali

Effetti collaterali -1

Le reazioni avverse causate dal levopraid così come dagli altri neurolettici possono essere di diversa entità, ma i più significativi e comuni sono:

  • sintomi extrapiramidali come il parkinsonismo che causa tremori, rigidità dei muscoli e scialorrea che si interrompono quando si smette di assumere il farmaco
  • acatisia ovvero irrequietezza motoria
  • distonia: spasmi dei muscoli di braccia e gambe e protrusione della lingua (più frequente nei bambini purtroppo)
  • discinesia tardiva ovvero movimenti incontrollati della lingua, della mandibola e della faccia (solitamente si presenta negli anziani sotto trattamento da lunghi periodi)
  • tra gli effetti neuroendocrini dobbiamo citare l’iperprolattinemia che causa amenorrea e infertilità nelle donne e ginecomastia (crescita del seno anomala) e impotenza nell’uomo

Effetti collaterali -2

  • uno dei possibili effetti è dovuto dal blocco della serotonina che può portare fame e aumento di peso e inoltre può intaccare i recettori dell’istamina dandone i tipici sintomi come sonnolenza e stanchezza cronica
  • tra gli altri effetti avversi ricordiamo le reazioni di ipersensibilità che si manifestano con anafilassi, rash cutanei, leucocitosi, anemia emolitica, ittero colestatico e fotosensibilizzazione
  • cardiotossicità in quanto i neurolettici possono causare un prolungamento del tratto QT che può portare a morte improvvisa oppure aritmie di vario genere
  • epatotossicità: tutti i pazienti in cura con levopraid e con altri neurolettici devono controllare periodicamente i livelli di funzionalità renale soprattutto se si manifestano sintomi quali anoressia, ittero, vomito, nausea, aumento di bilirubina, ALT e AST.
  • la sindrome maligna da neurolettici è probabilmente il più temibile e raro degli effetti collaterali dei farmaci antipsicotici.
    Si presenta con ipertermia, parkinsonismo, marcata rigidità muscolare, incontinenza, oscillazioni repentine e brusche della pressione arteriosa, tachipnea, acidosi respiratoria e metabolica.
    Si verifica in una bassissima percentuale di pazienti, ma il grado di mortalità per chi la subisce è pericolosamente elevato in quanto i sintomi precipitano fino al decesso nel giro di 24-72 ore.

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Giornalista professionista, da 20 anni opera sul web. Ha lavorato nelle maggiori realtà internet del Paese ricoprendo ruoli di elevata responsabilità. Attualmente opera come consulente editoriale per progetti digitali nazionali e internazionali