SINGHIOZZO neonati e adulti: cause e cure

Il singhiozzo è una contrazione involontaria del muscolo diaframmatico che può essere causata da diversi fattori e, di norma, ha breve durata. Se il singhiozzo è persistente, può essere la spia di problemi di salute più gravi e, nel caso, è bene rivolgersi a un medico.

Il singhiozzo è una contrazione involontaria del diaframma, il più importante muscolo respiratorio che separa la cavità toracica da quella addominale.

Quest’attività involontaria viene attivata da un arco riflesso spinale che stimola la contrazione ripetuta e spasmodica del diaframma, con la contemporanea chiusura delle corde vocali che genera il caratteristico suono tipico del singhiozzo.

Il ritmo del singhiozzo è generalmente costante e termina spontaneamente nel giro di pochi minuti. In rari casi, il singhiozzo può rappresentare uno specifico sintomo, campanello d’allarme di gravi patologie.

Singhiozzo diaframma
Il singhiozzo è una contrazione involontaria del diaframma, il più importante muscolo respiratorio che separa la cavità toracica da quella addominale

Diaframma e singhiozzo

Il diaframma toracico, collegato al singhiozzo, è una cupola muscolo-tendinea che separa il torace dall’addome. Esso viene morfologicamente diviso in due porzioni:

  • Porzione centrale, tendinea
  • Porzione periferica, muscolare.

L’importanza di questo muscolo è dovuta al suo collegamento con il nervo vago sinistro e destro.

Il nervo vago è il decimo nervo appartenente alla famiglia dei nervi cranici. Esso ha inizio nell’encefalo e termina nell’addome. Lungo tutto il suo percorso, il nervo vago innerva il condotto uditivo esterno, passa poi per la faringe, laringe, trachea, bronchi, polmoni e cuore, fino a giungere a livello addominale dove incontra esofago, stomaco e intestino.

La contrazione del diaframma agisce primariamente sull’apparato respiratorio determinando l’elevazione e l’espansione del torace e dei polmoni e facilitando così l’ingresso dell’aria durante la respirazione.

Inoltre, essa agisce anche sulla pressione della cavità addominale, favorendo azioni quali:

  • minzione
  • defecazione
  • vomito
  • parto.

Singhiozzo a parte, dunque, la contrazione del diaframma rappresenta un meccanismo di vitale importanza, dato che regola il fenomeno respiratorio.

In alcuni casi, l’irritazione del nervo frenico (che fa parte della porzione centrale del diaframma) può determinare un’anomala contrazione del muscolo, che inizia quindi a contrarsi in maniera involontaria, ripetuta e spasmodica, dando vita al fastidioso singhiozzo.

Il singhiozzo occasionale e transitorio non comporta alcun tipo di problema ed è un fenomeno abbastanza frequente ed innocuo. Se, però, il singhiozzo diventa persistente può rappresentare un sintomo rivelatore di un disturbo più serio.

Singhiozzo: cause

Le cause che determinano l’anomala contrazione del diaframma e il conseguente singhiozzo possono essere molteplici e di varia natura:

  • Dilatazione gastrica; una delle cause più frequenti del singhiozzo è certamente la dilatazione eccessiva dello stomaco. Questa è dovuta all’introduzione di un’elevata quantità di cibo, spesso ingurgitato anche in maniera molto frettolosa.
  • Aerofagia; quando si introducono alimenti in maniera molto veloce e con una scarsa masticazione si introduce insieme ad essi anche una grande quantità di aria che può generare aerofagia.
  • Abuso di alcol; l’alcol determina l’infiammazione della mucosa gastrica che può facilmente sfociare in gastriti ed ulcere e può provocare un’irritazione del diaframma.
  • Dispepsia; si tratta di un disturbo che comporta una difficoltà di digestione causata dall’alterazione delle funzioni gastriche che genera bruciori e fastidi dopo i pasti. Essa è dovuta ad un’ipersecrezione gastrica accompagnata da una scarsa mobilità e, dunque, un lento svuotamento dello stomaco.
  • Reflusso gastroesofageo; è un disturbo che provoca la risalita del chimo acido, che si genera all’interno dello stomaco, a livello dell’esofago. Questo comporta la comparsa di sintomi come bruciori e rigurgiti accompagnati spesso anche da uno spasmo esofageo che determina un acuto dolore retrosternale.
  • Emotività; alcuni stati emotivi, come lo stress, la paura e l’eccessiva eccitazione possono essere causa di singhiozzo in quanto le situazioni di forte emotività determinano l’ingestione involontaria di grandi quantità di aria, che provoca l’irritazione del diaframma.
  • Ernia iatale; lo iato è una piccola apertura che si trova nella parte sinistra del diaframma attraverso la quale passa l’esofago. Normalmente, questa apertura aderisce perfettamente all’esofago, ma in alcuni casi, lo iato può allargarsi generando un’ernia che puà manifestarsi con dei sintomi tipici del disturbo gastro-esofageo, come reflusso, bruciore di stomaco e rigurgiti, quindi difficoltà digestive.
  • Pericardite; è un’infiammazione del pericardio, la membrana che riveste il cuore e può provocare la comparsa di un singhiozzo persistente per ore o addirittura per giorni.
  • Peritonite; è un’infiammazione del peritoneo, la membrana che riveste i visceri.
  • Ulcera gastrica o gastrite; si tratta di una forte infiammazione della mucosa gastrica che, se trascurata, può determinarne anche la perforazione.
  • Infarto del miocardio; secondo studi recenti, un singhiozzo costante potrebbe essere un campanello d’allarme per l’infarto, insieme anche ai bruciori gastro-intestinali.
  • Tumori gastrici o esofagei;
  • Occlusioni intestinali;
  • Danni al sistema nervoso centrale; alcune gravi patologie come tumori, ictus, meningite e sclerosi multipla, provocano lesioni gravi al sistema nervoso centrale alterando il meccanismo che regola la contrazione del muscolo diaframmatico;
  • Patologie del metabolismo e assunzione di farmaci.
singhiozzo-rimedi-acqua
Un rimedio piuttosto efficace contro il singhiozzo consiste nel bere piccoli sorsi d’acqua

Diagnosi del singhiozzo

Qualora il singhiozzo costituisca un campanello d’allarme per gravi patologie è fondamentale scoprire la causa scatenante del fenomeno. In questi casi, si procede con una serie di accertamenti mirati volti al stabilire la corretta diagnosi.

I controlli che possono essere effettuati sono:

  • Analisi del sangue, per escludere eventuali patologie legate al metabolismo, come il diabete, ma anche patologie renali o infezioni;
  • Diagnosi per imaging (TAC, ecografia, radiografia), per individuare eventuali anomalie anatomiche del nervo vago, del diaframma o del nervo frenico;
  • Endoscopia, per ricercare anomalie morfologiche a livello di trachea ed esofago.

Rimedi e terapie per il singhiozzo

Il singhiozzo occasionale è un disturbo transitorio che sparisce spontaneamente nel giro di qualche secondo o minuto. Esistono tuttavia dei semplici rimedi applicabili per favorire una sua più rapida scomparsa, ad esempio:

  • Inspirare profondamente trattenendo l’aria per qualche secondo. In questo modo si lascia più tempo al diaframma per rilassarsi completamente;
  • Bere piccoli sorsi d’acqua;
  • Distendersi e rilassarsi;
  • Premere con un dito la parte centrale dell’orecchio esterno;
  • Far prendere uno spavento; questo determinerebbe una sensazione di paura con contrazione improvvisa del diaframma che porterebbe all’arresto del singhiozzo.

Quando, invece, il singhiozzo persiste per diverse ore o, addirittura giorni, tanto da interferire con le normali attività quotidiane come il sonno, l’alimentazione o la parola, è bene consultare subito il medico.

In questi casi, la cura dovrà essere mirata alla risoluzione del disturbo che è alla base del singhiozzo.

I medici possono prescrivere una terapia farmacologica per eliminare la crisi, in attesa di risolvere la vera causa che ha provocato l’irritazione del diaframma e il singhiozzo.

I farmaci più comunemente utilizzati sono:

  • Clorpromazina; un antipsicotico;
  • Baclofen; si tratta di un miorilassante, ovvero un farmaco che riduce il tono della muscolatura sia volontaria che involontaria;
  • Metoclopramide; un antinausea.

Oltre alla terapia farmacologica, in alcuni casi, si può procedere all’utilizzo di un sondino nasogastrico, cioè viene inserito un sottile tubicino flessibile all’interno della narice fino a farlo arrivare a livello gastrico.

In altri casi si può somministrare un’iniezione di anestetico che blocca il nervo frenico oppure, nei casi più gravi, si può procedere con una tecnica chirurgica che prevede l’impianto di un piccolo dispositivo che stimola in maniera diretta il nervo vago.

Singhiozzo-neonati
I neonati sono soggetti spesso a singhiozzo, che nella maggior parte dei casi passa rapidamente

Prevenzione del singhiozzo

La prevenzione contro il singhiozzo, che resta in ogni caso un disturbo fastidioso, può essere effettuata evitando le principali cause scatenanti. Ecco alcuni consigli:

  • Mangiare lentamente masticando con attenzione;
  • Evitare le grandi abbuffate;
  • Non assumere elevate quantità di alcolici e bevande gassate;
  • Evitare bruschi sbalzi di temperatura.

Il singhiozzo nel bambino

Il singhiozzo nel bambino è un meccanismo fisiologico. Esso rappresenta un disturbo molto frequente che, soprattutto nel neonato, appare fastidioso e rende il bambino nervoso ed irritato.

Esso può essere causato principalmente da:

  • Aerofagia; i neonati spesso tendono a mangiare in maniera molto veloce, introducendo grandi quantità di aria che determinano la distensione dello stomaco con stimolazione del diaframma;
  • Crisi di pianto; il pianto continuo ed ininterrotto tipico dei neonati determina l’introduzione di aria con comparsa del singhiozzo;
  • Sbalzi di temperatura; spesso, infatti, proprio durante i cambiamenti repentini di temperatura, ad esempio durante il bagnetto o il cambio del pannolino, il neonato manifesta il singhiozzo.

Nei lattanti è consigliabile prevenire il disturbo impedendo loro di ingurgitare troppa aria durante la poppata. Si può, ad esempio, evitare di dare al neonato delle poppate troppo lunghe, interrompendole di tanto in tanto.

Un altro sistema utile è quello di cercare di far starnutire il bambino sfiorandogli il nasino, in modo da far rilassare il diaframma ed interrompere il singhiozzo.

Nel caso in cui il singhiozzo dovesse persistere per parecchio tempo, è bene consultare il pediatra.