EFFERALGAN : uso, posologia, effetti collaterali

Efferalgan è un farmaco a base di paracetamolo e codeina che si utilizza negli stati febbrili e in caso di sintomatologia dolorosa più o meno lieve. Si presenta sotto diverse forme, anche per uso pediatrico, ma deve essere utilizzato con molta attenzione per evitare dannosi effetti collaterali. Ecco i principali usi, rischi e benefici dell'Efferalgan

Efferalgan è un farmaco a base di paracetamolo e codeina che si utilizza in caso di febbre e di sintomatologia dolorosa più o meno lieve.

Efferalgan è un farmaco FANS (acronimo di farmaco anti-infiammatorio non steroideo), la cui somministrazione è indicata sia per i pazienti adulti sia per i bambini con peso uguale o superiore ai 27 kg.

Esso è disponibile in commercio sotto forma di:

  • compresse effervescenti (anche aromatizzate al pompelmo e all’arancia) che vanno sciolte in un bicchiere d’acqua
  • compresse rivestite con film (da 500 mg ognuna o da 1000 mg) da assumere intere e accompagnate da un bicchiere d’acqua
  • sciroppo da assumere con un dosatore
  • supposte per uso rettale

Efferalgan può essere acquistato senza prescrizione, anche se è sempre opportuno consultare il proprio medico di fiducia prima di iniziare la terapia.

A che cosa serve?

Efferalgan viene impiegato per contrastare gli stati febbrili, per ridurre la sintomatologia dolorosa lieve o moderata in caso di cefalea, ciclo mestruale, mal di denti ecc.

Esso, inoltre, viene anche utilizzato per il trattamento di dolori artrosici negli adulti. Efferalgan, infatti, può contare sui seguenti principi attivi:

  • paracetamolo, che da una parte allevia il dolore e, dall’altra, riduce la temperatura corporea durante gli stati febbrili;
  • codeina, che appartiene al gruppo dei farmaci analgesici oppioidi ed è in grado di alleviare il dolore intervenendo sul modo in cui il sistema nervoso reagisce al dolore.

Nell’Efferalgan, dunque, l’attività antalgica del paracetamolo è potenziata dalla combinazione con la codeina.

efferalgan febbre
Efferalgan è utile per combattere gli stati febbrili più o meno intensi

Efferalgan: posologia

La posologia indicata per l’Efferalgan in compresse (da 500 mg) per uso orale è la seguente:

  • per gli adulti si consiglia l’assunzione di una compressa 3 o 4 volte al dì (ogni 6-8 ore);
  • negli adolescenti e nei bambini di età superiore ai 9 anni si consiglia di non superare la dose giornaliera di 3 compresse.

Qualora la terapia risultasse poco efficace o nel caso in cui il dolore sia particolarmente intenso è possibile aumentare la dose di Efferalgan: per i soggetti adulti fino a 6 compresse da assumere ogni 4 ore.

Ricordiamo inoltre che il trattamento a base di Efferalgan non deve superare i tre giorni.

Superato questo lasso di tempo, se i sintomi persistono, è necessario interrompere il trattamento e consultare il proprio medico curante.

Efferalgan per bambini di età inferiore ai 9 anni

Nel caso di bambini di peso compreso trai 14 e i 29 kg (più o meno tra i 2 e i 9 anni di età) è possibile ricorrere alla somministrazione, in caso di febbre o dolori da lievi a moderati, di Efferalgan sotto forma di supposte pediatriche da 300 mg.

Il dosaggio consigliato è pari a una supposta ogni 6 ore per un massimo di 3 supposte al dì per i bambini che non superano i 20 chilogrammi e di 4 per quelli di peso superiore.

Se ne sconsiglia l’utilizzo nel caso in cui il piccolo abbia la diarrea.

Esistono poi le supposte pediatriche Efferalgan prima infanzia da 150 mg: si tratta di un prodotto pensato per i più piccini, ovvero i bambini che pesano tra gli 8 kg e 13 kg e hanno tra i 6 mesi e i 2 anni circa.

La posologia è la seguente: una supposta da 150 mg, da ripetere, se strettamente necessario, dopo che sono trascorse 6 ore.

Non vanno mai superate le 3 supposte al dì se si tratta di bambini che pesano meno di 10 chilogrammi e le 4 supposte per coloro il cui peso corporeo risulta essere uguale o superiore ai 10 chilogrammi.

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Efferalgan: le interazioni con gli altri farmaci

Prima di assumere l’Efferalgan è opportuno conoscere le possibili interazioni con eventuali altre medicine che il paziente sta prendendo.

In primo luogo va detto che esso non va assunto contestualmente ad altri farmaci che presentano il medesimo principio attivo.

In secondo luogo va detto che l’Efferalgan può interferire con:

  • anticolinergici (ovvero antidepressivi, antipsicotici, ecc.)
  • anticoagulanti (ovvero i farmaci che rallentano il processo di coagulazione del sangue)
  • diuretici (ovvero i farmaci che aumentano la produzione di urina).

D’altra parte, in caso di terapia a base di Efferalgan, si sconsiglia l’utilizzo di farmaci in grado di alterare la motilità gastrica, in quanto questi ultimi potrebbero inibire l’assorbimento del farmaco stesso.

Anche l’assunzione di antibiotici non è raccomandata quando si sta assumendo l’Efferalgan, poiché essi ne potrebbero modificare le proprietà.

Si sconsiglia, infine, di assumere bevande alcoliche durante la terapia analgesica a base di Efferalgan, in quanto il paracetamolo può essere tossico per il fegato.

Proprio per questo motivo dovrebbero assumere questo farmaco con estrema moderazione coloro che sono affetti da malattie epatiche.

efferalgan cefalea
In caso di cefalea, l’utilizzo di Efferalgan è consigliato, purché con una posologia adatta allo stato di malessere

Efferalgan: possono assumerlo gestanti e donne in allattamento?

È stato dimostrato che l’Efferalgan, diversamente da altri farmaci antinfiammatori non steroidei, non determina effetti collaterali sul feto né aumenta le possibilità di rischio abortivo.

Anche le donne che allattano al seno il proprio bebè possono assumere l’Efferalgan: il paracetamolo, infatti, viene rilasciato solo in piccole quantità nel latte materno.

Gestanti e mamme che allattano, ad ogni modo, prima di assumere qualsiasi farmaco, dovrebbero sempre consultare il proprio medico di fiducia.

Principali controindicazioni

L’assunzione di Efferalgan è da evitare qualora il soggetto sia ipersensibile a uno dei principi attivi o degli eccipienti in esso presenti.

Questo farmaco, d’altra parte, dovrebbe essere evitato da coloro che sono affetti da patologie epatiche o renali, in quanto questi pazienti potrebbero andare incontro a gravi intossicazioni.

L’Efferalgan, inoltre, è sconsigliato in caso di malnutrizione cronica e di disidratazione.

Effetti collaterali

Il paracetamolo, soprattutto se assunto per un periodo tempo prolungato e a dosaggio elevato, può dare luogo a una serie di effetti collaterali indesiderati, come i seguenti:

  • episodi di dissenteria
  • spasmi a livello addominale
  • vertigini
  • allergie alla cute di entità variabile (come rossori, eruzioni cutanee, eritemi multiformi, orticaria, necrolisi epidermica)
  • calo della pressione arteriosa
  • aumento del livello di transaminasi nel sangue
  • effetti tossici al fegato (epatotossicità)
  • effetti tossici ai reni (nefrotossicità)
  • gonfiore al viso e al collo
  • shock anafilattico

In casi eccezionali possono avere luogo modifiche biologiche del sangue; si pensi, ad esempio, a una riduzione dei globuli bianchi che può provocare il sanguinamento gengivale o episodi di epistassi.

Qualora si rilevi un effetto indesiderato è opportuno consultarsi con il farmacista o con proprio il medico curante.

efferalgan intossicazione
Il paracetamolo contenuto nel farmaco può dare come effetti collaterali diarrea o spasmi addominali

Cosa succede in caso di sovradosaggio

Se si eccede con le dosi di Efferalgan, ovvero se non ci si attiene alla posologia consigliata, si corre il rischio di andare incontro a intossicazione epatica più o meno grave.

I soggetti più a rischio in tal senso sono i pazienti affetti da patologie al fegato, coloro che sono dipendenti in maniera cronica dall’alcol e quelli che ricevono induttori enzimatici.

Per queste categorie di persone un sovradosaggio può portare addirittura al coma e poi alla morte.

Ricordiamo che la sintomatologia da danno epatico si verifica solitamente a distanza di uno o due giorni dal sovradosaggio.

Misure d’emergenza in caso di sovradosaggio

In caso di sovradosaggio non c’ tempo da perdere: è necessario infatti che il soggetto venga ospedalizzato quanto prima.

Prima che i sanitari decidano sul da farsi, è necessario effettuare un prelievo ematico, in modo tale da stabilire qual è il livello di paracetamolo presente nel sangue; tale prelievo, lo ricordiamo, non può avvenire prima che siano trascorse 4 ore dal sovradosaggio.

Alla luce di questa informazione, i medici potranno decidere sul da farsi. Il soggetto, ad esempio, potrebbe essere sottoposto a lavanda gastrica, che consiste in uno svuotamento forzato dello stomaco tramite l’utilizzo di un apposito tubo che va inserito nella bocca o nel naso del paziente.

È anche possibile che venga somministrato un antidoto, allo scopo di neutralizzare l’azione dell’Efferalgan in sovradosaggio.

In merito poi alla riduzione della sintomatologia, prima di stabilire l’apposita terapia, è necessario che il soggetto effettui degli specifici test epatici, che vanno ripetuti ogni 24 ore.

Nella maggior parte dei casi l’intervento tempestivo permette al paziente di recuperare in toto la funzionalità epatica, mentre nei casi più gravi può anche rendersi necessario un trapianto di fegato.

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