PASSIFLORA : la pianta del frutto della passione

La passiflora, i cui fiori sono conosciuti anche come i "fiori della passione", è una pianta tropicale e sub-tropicale ricca di minerali e principi attivi che viene utilizzata spesso per le sue proprietà calmanti. Il suo frutto è il celebre frutto della passione. Ecco alcuni dei suoi utilizzi, impieghi e controindicazioni.

La passiflora, i cui fiori sono conosciuti anche come i “fiori della passione”, è una pianta tropicale e sub-tropicale appartenente alla famiglia delle passifloraceae.

Si tratta di una famiglia di piante molto vasta ed eterogenea, che comprende più di 500 specie diverse.

È una pianta perenne, originaria dei Paesi del Centro e del Sud America, ma possiamo trovarne alcune specie anche in altri continenti, come Asia ed Australia.

Una curiosità su questa specie erbacea è che il suo nome fu coniato dall’ordine dei Gesuiti, in riferimento alla Passione di Gesù Cristo.

La morfologia interna del fiore, infatti, presenta delle particolari micro-strutture che, proprio secondo i Gesuiti, ricordano alcuni momenti della Passione di Cristo.

Passiflora: caratteristiche e morfologia

La passiflora è una pianta annuale e perenne. Essa può avere forma e dimensione variabile a seconda della specie a cui appartiene.

Già a partire dall’arbusto, infatti, si possono notare delle significative differenze tra le diverse specie.

Esistono, ad esempio, delle piante di passiflora caratterizzate da piccoli arbusti rampicanti, cavi al loro interno, oppure da arbusti lianosi.

Altre specie, invece, si presentano come dei piccoli alberelli molto diramati e con radici ampie e ramificate.

Anche le radici possono variare a seconda della specie, in alcune delle quali esse sono di tipo tuberoso. Le radici sono generalmente molto profonde.

La pianta è dotata di foglie, anch’esse variabili da specie a specie.

passiflora calmante
La morfologia interna del fiore presenta delle particolari micro-strutture che, secondo i Gesuiti, ricordano alcuni momenti della Passione di Cristo

Esistono delle specie caratterizzate da foglie di grandi dimensioni, come nel caso della Passiflora Gigantifolia che, come lo stesso nome suggerisce, presenta foglie dalle dimensioni di parecchi centimetri di lunghezza.

C’è poi la Passiflora Gracillima che, invece, è provvista di foglie di una lunghezza di pochi millimetri.

In tutte le piante, le foglie hanno una struttura liscia e possono essere semplici, oppure costituite da due o più lobi.

La passiflora è una pianta appartenente al genere delle Angiosperme, ovvero le piante da fiore.

I fiori della passione sono solitari ed anch’essi caratterizzati da differenti grandezze.

Abbiamo piante con fiori di piccole dimensioni e piante che presentano, invece, fiori grandi anche diversi centimetri.

I fiori della passiflora sono solitamente ermafroditi, ovvero sono provvisti di entrambi gli organi riproduttivi.

Essi assumono forme e colori particolarmente vistosi che attirano gli insetti impollinatori per favorire la riproduzione della specie.

La maggior parte delle piante di passiflora produce anche dei frutti commestibili.

Proprietà del frutto della passiflora

Il frutto della passiflora è anch’esso molto particolare.

Il maracujà, meglio conosciuto con il nome di “frutto della passione”, si presenta di un colore rosso scuro violaceo.

E’ caratterizzato da una spessa buccia esterna, quasi legnosa, che racchiude al suo interno una sostanza gelatinosa nella quale sono immersi i semi.

Il frutto può avere forma e dimensioni variabili: ovale o rotondo, può avere le dimensioni di un acino d’uva fino ad arrivare a quelle di una pesca.

Il frutto della passione ha un sapore dolce ma acidulo, dovuto all’elevata quantità di vitamina C. Esso è ricco di vitamina:

Contiene una buona quantità di sali minerali, in particolare:

Ed infine, è ricco di sostanze fitoterapiche, quali:

  • Polifenoli, in particolare i flavonoidi;
  • Sostanze alcaloidi.
passiflora ansia
La passiflora è utilizzata per curare gli stati d’ansia

Proprietà fitoterapiche della passiflora

La passiflora è conosciuta fin dall’antichità per le sue proprietà rilassanti e calmanti, quando già veniva utilizzata come medicamento dalla popolazione degli Aztechi.

In effetti, questa pianta vanta numerose proprietà, grazie alla ricca presenza di flavonoidi, alcaloidi e vitamine antiossidanti.

In particolare, la passiflora, è usata come:

Nelle parti aeree della pianta si trovano tutti i composti ad attività fitoterapica, con azione sedativa e calmante.

In particolare, i flavonoidi in essa contenuti esercitano la loro azione sulle cellule del sistema nervoso centrale.

Queste molecole organiche funzionano similmente ai farmaci psico-attivi, senza però indurre gli effetti indesiderati legati ad un loro utilizzo prolungato.

I flavonoidi, infatti, secondo recenti studi, sembrerebbero agire con un meccanismo di attivazione recettoriale a livello delle cellule nervose del SNC.

I recettori a cui essi si andrebbero a legare, sono proprio quelli che vengono attivati dai farmaci psicotropi, determinandone la medesima risposta fisiologica, seppur esercitando un’attività più blanda.

La passiflora è molto utilizzata per combattere l’insonnia, in quanto regola il ciclo sonno-veglia, determinando un sonno molto simile a quello fisiologico, senza creare dipendenza o assuefazione.

Viene molto usata anche in caso di stress e disturbi d’ansia, nello specifico in caso di:

Passiflora e alcaloidi

La passiflora contiene anche numerose sostanze alcaloidi, in particolare all’interno della pianta possiamo trovare gli alcaloidi armalinici.

Si tratta di una famiglia di alcaloidi di origine vegetale, ad azione antispasmodica e sedativa.

Essi fanno parte di una famiglia di sostanze che, nel loro insieme, prendono il nome di I-MAO, ovvero gli inibitori delle monoamino ossidasi.

Le monoamine sono una serie di composti di cui fanno parte anche numerosi neurotrasmettitori, tra cui:

Si tratta di tutti neurotrasmettitori coinvolti nella regolazione dell’umore e del ciclo sonno-veglia.

L’enzima monamina ossidasi è un enzima mitocondriale che agisce degradando questi neurotrasmettitori mediante reazioni di ossidazione.

La degradazione avviene dopo un determinato periodo di tempo, definito emivita e specifico per ogni neurotrasmettitore.

In questo modo, viene garantito un turn-over di queste molecole, per cui esse vengono degradate per poi essere risintetizzate ex novo. Così si ha sempre una corretta concentrazione di questi composti in circolo.

Gli inibitori delle monoamino ossidasi, inibendo questi enzimi, bloccano la degradazione dei cosiddetti “ormoni della felicità”, determinandone un aumento della concentrazione all’interno del sistema nervoso centrale.

Questo è il meccanismo con il quale le sostanze I-MAO agiscono sugli stati di depressione e sugli sbalzi d’umore, potenziando l’emivita di importanti neurtrasmettitori regolatori dell’umore e del ciclo-sonno veglia.

Gli alcaloidi armalinici svolgono anche un’azione antispasmodica, favorendo il rilassamento della muscolatura liscia.

In particolare, a trarne beneficio sono i muscoli lisci che si trovano all’interno del sistema gastro-intestinale ed il tessuto muscolare dell’utero.

passiflora frutto
Il frutto della passiflora è il celebre “frutto della passione”, aspro e gelatinoso

Altre particolarità

La passiflora è utile, dunque, anche per sedare i dolori mestruali e per calmare gli spasmi muscolari tipici di coliti nervose da stress.

Nella medicina ayurvedica, quindi, si utilizzano le parti aeree della pianta in preparazioni galeniche ben standardizzate.

Anche i frutti, però, mangiati direttamente possono esercitare numerosi effetti benefici sull’organismo, data la loro ricca composizione.

Il frutto della passione, infatti, come accennato in precedenza, contiene numerose vitamine e sali minerali.

Esso è ricco di ferro che, grazie anche alla presenza di vitamina C, viene reso maggiormente disponibile all’assorbimento intestinale e, dunque, assimilabile dall’organismo.

Per questo motivo, è molto indicato in stati di anemia da carenza di ferro, ma anche in regimi dietetici particolari, come le diete vegane.

Il frutto della passione è anche ricco di potassio e questo lo rende particolarmente utile per gli sportivi e per il mantenimento di un buono stato di pressione arteriosa.

Questo frutto è anche molto ricco di mucillagini, essendo costituito da una polpa molto densa e gelatinosa.

Esso, dunque, contiene una buona quantità di pectine e fibre solubili, molto indicate nell’alimentazione di soggetti che soffrono di stipsi cronica.

Questo tipo di fibre, inoltre, contribuisce anche a ridurre i sintomi legati alle coliti croniche, in particolare, gonfiore addominale ed aereofagia.

Controindicazioni 

La passiflora è una pianta dalle molteplici proprietà.

Il suo utilizzo non presenta particolari effetti indesiderati o controindicazioni, a meno che non si abbia un’ipersensibilizzazione verso uno o più componenti.

In alcuni casi, tuttavia, un uso continuato di passiflora può determinare un’alterazione dello stato di concentrazione del soggetto, provocando eccessiva sonnolenza e stanchezza.

In questi casi, è importante evitare tutte quelle attività che richiedono particolare attenzione (es. guidare l’auto).

È vietato, invece, l’uso della passiflora nelle gestanti. Le sostanze alcaloidi che sono in essa contenute, infatti, possono determinare delle contrazioni uterine pericolose per il feto.

Anche i bambini con età inferiore ai 12 anni devono evitarne l’assunzione.

Infine, si è visto che l’uso di passiflora può interferire con altri farmaci ad azione psico-attiva, come i farmaci ansiolitici.

È bene, dunque, evitarne l’assunzione contemporanea o, eventualmente, chiedere consiglio al proprio medico prima dell’utilizzo.

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