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FEXALLEGRA : antistaminico di terza generazione

Fexallegra è un antistaminico di terza generazione, molto efficace, che combatte la sintomatologia della rinite allergica stagionale, la quale viene scatenata dai pollini di alcuni tipi di piante. Ecco chi lo può utilizzare, la sua posologia e i principali effetti collaterali.

La primavera e l’estate sono le stagioni più temute da chi soffre di alcune allergie, visto che è in questi mesi che si può notare la maggior concentrazione di pollini e altri allergeni nell’aria.

Il rimedio di eccellenza, in tali casi, oltre a un corretto stile di vita durante l’inverno e a una terapia desensibilizzante, è quello di ricorrere agli antistaminici.

Tra gli ultimi arrivati in questa grande “famiglia” di farmaci c’è Fexallegra.

Scopriamo di cosa si tratta, come funziona, su che principio attivo si basa e per quali persone è più adatto.

Che cos’è Fexallegra

Tutti noi siamo costantemente circondati da migliaia di sostanze che ogni giorno respiriamo o tocchiamo o che, comunque, vengono a contatto con il nostro organismo.

Negli individui non sensibilizzati, tali sostanze non provocano alcun tipo di fastidio.

Nei soggetti allergici, invece, il sistema immunitario riconosce come “nemiche” queste sostanze e attiva dei processi reattivi che corrispondono alla sintomatologia delle allergie.

Ciò è dovuto ai mastociti, cellule del sistema immunitario, appunto, che rilasciano una molecola chiamata istamina.

L’istamina può essere contrastata da cortisonici e antistaminici. Fexallegra fa parte di quest’ultima categoria.

In particolare, si tratta di un antistaminico di seconda/terza generazione che combatte la rinite allergica stagionale nella sua sintomatologia.

Che cosa combatte e a che cosa serve

Fexallegra combatte la sintomatologia della rinite allergica stagionale, la quale viene scatenata dai pollini di alcuni tipi di piante.

Tra marzo e settembre, in particolare, la fioritura dei pollini è al suo culmine, causando nelle persone predisposte fastidi, reazioni impreviste e talvolta anche pericolose per la salute.

I sintomi della rinite allergica stagionale (chiamata anche, popolarmente, “raffreddore da fieno”) si manifestano principalmente a carico delle vie respiratorie, con:

  • prurito al naso
  • naso chiuso o che cola
  • starnuti frequenti (con o senza secrezione di muco)
  • asma e respiro corto.

Vi sono poi sintomi che possono affiancare quelli alle vie respiratorie, oppure presentarsi da soli.

Così, si possono riscontrare fastidi alla zona oculare, come una congiuntivite allergica, oppure all’orecchio attraverso delle otiti.

Possono poi anche verificarsi:

fexallegra rinite
Fexallegra combatte la sintomatologia della rinite allergica stagionale, scatenata dai pollini di alcuni tipi di piante

I principi attivi degli antistaminici: prima generazione

La famiglia degli antistaminici è composta da numerosissimi farmaci, ognuno con un principio attivo diverso.

Occorre anche specificare che oggi si effettua una classificazione tra antistaminici di prima, seconda e terza generazione.

I primi venivano molto usati qualche anno fa e, a fronte dei benefici apportati, presentavano anche importanti effetti collaterali.

Essi infatti, oltre a inibire i recettori H1 del sistema immunitario (quelli responsabili dell’attacco allergico) bloccavano anche alcuni recettori dell’acetilcolina, responsabili delle principali reazioni neuromuscolari.

Ecco dunque che

  • difenidramina (Allergan)
  • clevastina (Tavegil)
  • clorfeniramina (Trimeton
  • triproliditina (Actidil)
  • idroxizina (Atarax)

producevano effetti collaterali importanti:

  • sonnolenza
  • secchezza delle fauci
  • rallentamento dei riflessi e dei movimenti.

Oggi questi farmaci vengono usati come sedativi e sonniferi, oppure ancora come antistaminici, ma in forma molto più leggera e depurati dagli effetti sedativi.

Seconda generazione

Con la seconda generazione le cose cambiano sensibilmente.

Gli effetti collaterali legati alla sonnolenza vengono notevolmente abbattuti, grazie alla maggiore selettività verso i recettori colinergici e questi farmaci vengono tollerati molto meglio dall’organismo.

In questo gruppo, insieme con i più noti cetirizina (Zirtec e Formistin su tutti) e loratadina (Clarityn) troviamo anche la fexofenadina (Telfast).

fexallegra congiuntivite
Oltre alla rinite, i pollini possono causare anche congiuntivite allergica

Terza generazione

La terza generazione di antistaminici, infine, lavora sempre sull’inibizione del recettore H1, ma abbatte quasi totalmente gli effetti collaterali.

I principi attivi che fanno parte di questa categoria sono levocetirizina, desloratadina e fexofenadina, quest’ultima in forma diversa rispetto a quella della seconda generazione.

Qual è il principio attivo di Fexallegra?

Proprio la fexofenadina è uno dei principi attivi di Fexallegra, in versione compresse.

Sviluppato come alternativo alla terfenadina, non comporta sonnolenza in chi lo assume.

Studi clinici molto accurati hanno constatato che se tale principio attivo viene assunto dal paziente per due volte (60 più 60 mg) nel giro di 24 ore, garantisce una copertura totale da tutti i sintomi della rinite allergica stagionale.

Tale principio attivo fa sì dunque che Fexallegra agisca già dopo la prima ora di assunzione, ed arrivi all’apice di copertura durante la sesta ora.

Fexallegra nasale, invece, si basa sui principi attivi di tramazolina e clorfeniramina.

Per chi è più adatto e come assumerlo

Fexallegra è adatto a tutti coloro che soffrono di rinite allergica stagionale e vogliono combatterne i sintomi con successo.

Ovviamente i soggetti che risultano allergici alla fexofenadina, tramazolina, clorfeniramina o ad uno degli eccipienti contenuti nelle compresse (tra cui diossido di titanio, amido di mais, ossido di ferro giallo e ossido di ferro rosso) non dovranno assumere Fexallegra.

La particolarità di questo farmaco è che non presenta obbligo di ricetta medica, per cui può essere utilizzato come rimedio di automedicazione e acquistato non solo nelle farmacie ma anche nelle parafarmacie.

È bene però, ci sentiamo di raccomandare, chiedere sempre il parere del medico o del farmacista, anche quando si tratta di assumere rimedi farmacologici da banco.

Fexallegra si presenta in due varianti: compresse rivestite da film e spray nasale.

Ogni compressa contiene 120 mg di principio attivo, per cui ne basta una al giorno per risultare coperti dai sintomi dell’allergia.

Il farmaco non è adatto a bambini di età inferiore ai 12 anni, per i quali va instaurata una terapia antistaminica di tipo pediatrico.

Fexallegra nasale, invece, agisce in maniera mirata sulla congestione nasale, se lo si nebulizza all’interno di ogni narice ogni 8/12 ore.

Quali precauzioni adottare

Nonostante Fexallegra si mostri come un farmaco molto ben tollerato, esistono delle tipologie di pazienti per cui occorrono delle precauzioni.

A parte gli allergici al principio attivo, di cui abbiamo già detto, è importante prestare attenzione anche per chi soffre di disturbi a fegato o reni (insufficienza renale o epatica) o per chi presenta problemi cardiaci o alla circolazione del sangue.

Le donne in stato di gravidanza o che sono in periodo di allattamento potranno assumere il medicinale solo dopo attenta consultazione con il proprio medico e solo in caso di stretta necessità.

Altre precauzioni sono necessarie se si stanno assumendo degli antiacidi, degli antibiotici con eritromicina o degli antimicotici a base di ketoconazolo.

Nel primo caso, alluminio e magnesio potrebbero ridurre l’effetto di Fexallegra, mentre nel caso dell’eritromicina e del ketoconazolo l’assorbimento della fexofenadina potrebbe essere amplificato.

fexallegra farmacia
Fexallegra può essere acquistato sia in farmacia, sia in parafarmacia

Esistono effetti collaterali per questo farmaco?

Come per tutti i farmaci, anche gli antistaminici, seppur di seconda o terza generazione, potrebbero causare in alcuni soggetti determinati effetti collaterali.

Durante le osservazioni cliniche sugli effetti indesiderati di Fexallegra, a confronto con coloro a cui era stato somministrato un placebo, sono stati ad esempio riscontrati:

  • mal di testa
  • vertigini
  • malessere generalizzato
  • nausea e sonnolenza (in circa una persona su 10)
  • senso di stanchezza (in circa una persona su 100)

Sporadicamente, e successivamente alla commercializzazione del farmaco, sono stati poi segnalati effetti collaterali come:

Considerazioni finali

Fexallegra può dunque risultare un ottimo rimedio per contrastare i sintomi della rinite allergica stagionale.

Tuttavia sarebbe necessario non prescindere mai dall’acquisizione di buone abitudini che servono ad evitare l’esacerbarsi dei fenomeni allergici.

Tra i consigli che possono essere dati c’è quello di cambiare l’aria nelle stanze e andare a fare jogging, se si persegue quest’abitudine, nelle ore in cui circola meno polline (tra le 6 e le 8 del mattino in città o tra le 19 e le 24 in zone rurali).

Importante anche il non asciugare la biancheria all’aria aperta, per non venire a contatto con i pollini depositati sui tessuti.

Sarebbe anche bene pulire spesso la propria casa e spolverare con regolarità, per impedire ad acari della polvere e pollini di depositarsi sui mobili e venire inalati.

Un ottimo rimedio, infine, è quello di utilizzare un depuratore dell’aria, al fine di ridurre considerevolmente il numero di pollini circolanti nelle stanze.

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